Le protagoniste di questo confronto non sono semplici automobili, ma blocchi d’acciaio, cromo e benzina che hanno fatto la storia dell’auto. Abbiamo messo a confronto le otto più grandi interpreti della cultura automobilistica americana. Dalle famose pony car nate nel 1970 a oggi, per una sfida epocale: un torneo ad eliminazione diretta dove la storia incontra la modernità. Il tutto per dare un idea all’appassionato dell’auto a stelle e strisce da dove cominciare per creare la sua collezione.

Il primo quarto di finale tra icone F-Body
Il primo scontro per i quarti di finale è tra la Pontiac Firebird Trans Am del 1970 e la Chevrolet Camaro Z28 del 1977. Si tratta di due icone basate sulla piattaforma tecnica F-Body. La Trans Am del ’70, oltre a essere una delle ultime muscle car, ha uno uno stile unico, aveva dalla sua la possibilità di sfoggiare livree diventate iconiche. Inoltre sotto il lungo cofano c’era ancora un V8 400 Ram Air III da 335 CV. Si tratta di una vettura che incarna la sintesi di grinta giunta e dinamica, sopravvissuta per miracolo alla crisi petrolifera degli anni ’70. Un evento che mise in ginocchio anche un Paese produttore come gli Stati Uniti. La Camaro Z28 del ’77, appunto, pur essendo anch’essa un’icona, paga in modo eccessivo il prezzo delle normative ambientali, adottando catalizzatori e subendo un taglio di potenza che la bloccava a soli 185 CV. Si tratta di un confronto quasi impari che vede la Pontiac spazzare via la sorella minore senza incertezze, nonostante avesse già sette anni di carriera sulle spalle.

Il secondo quarto di finale: La tecnologia contro la forza bruta
Il secondo quarto di finale vede la Ford Mustang Shelby GT350R del 2015 sfidare la Dodge Challenger SRT Hellcat, sempre del 2015. La mostruosa potenza della Hellcat, con i suoi 707 CV, rappresenta la celebrazione in chiave moderna della muscle car votata all’accelerazione pura. Tuttavia, quando la strada comincia a curvare, la massa di oltre due tonnellate mostra tutti i suoi limiti. La Shelby GT350R risponde di contro con l’acuto del suo V8 che sale a quota 8.250 giri, un regime da capogiro per le auto americane. La scelta di dettagli come i cerchi in fibra di carbonio e una precisione di guida affilata, più simile a quella di una sportiva britannica che a quella di un’americana, la fa prevalere sulla forza bruta della Hellcat.

Il terzo quarto: Ingegneria da corsa e filosofia classica
Il terzo quarto di finale mette a confronto un’altra vettura moderna come la Chevrolet Camaro Z/28 del 2014, con un’auto di ultima generazione come la Ford Mustang Dark Horse del 2024. La Dark Horse è l’ultima espressione di uno stile che unisce elementi storici e moderni progettati in chiave ultramoderna. Tuttavia, la Camaro Z/28 del 2014 risponde con la più classica delle filosofie sportive, essendo votata alle prestazioni eccellenti sia su strada che su pista. L’uso di ammortizzatori Multimatic DSSV derivati dalle competizioni, i freni potenziati ed il suo mostruoso V8 LS7 da 7.0 litri, base di partenza per le auto da competizione di GM, le garantiscono un bilanciamento e una dinamica e prestazioni pure da superare agevolmente una sfida affermandosi per piacere di guida.

Ultimo quarto: Il valore del bilanciamento globale
L’ultimo quarto di finale vede un’altra Ford Mustang SVT, la Cobra R del 2000, opposta alla Dodge Demon 170 del 2023. La Demon 170 è la vettura più mostruosa del lotto con i suoi oltre 1.000 CV, nata per bruciare l’asfalto in accelerazione, più di quanto potesse già fare la Hellcat. Tuttavia, come per la sorella meno potente, anche la Demon, paga una certa mancanza di equilibrio rispetto alla rarissima Cobra R. La Ford pià veloce della più sottovalutata della generazione Mustang, fu prodotta in soli 300 esemplari. Una vettura che fu privata dell’insonorizzazione e dotata di sospensioni posteriori indipendenti, merce rara per le americane, anche negli anni 2000. Un tipo di allestimento che consente alla Mustang SVT di primeggiare per dinamica.

Lo scontro tra l’era d’oro e l’evoluzione
La prima semifinale vede opposte la Pontiac Trans Am del ’70 e la Ford Mustang Shelby GT350R del 2015. La Trans Am del 1970 resta il capolavoro della sua epoca: rispetto alle altre americane vanta un assetto sviluppato per garantire la migliore agilità di quel momento. Tuttavia, quarantacinque anni di evoluzione sono duri da battere, e non è facile avere la meglio contro un motore V8 moderno come quello della GT350R, quasi europeo, caratterizzato, infatti, dall’albero piatto sviluppato direttamente da Shelby. La sfida mette in evidenza come gli ingegneri della Pontiac, pur progettando la migliore muscle car del loro tempo, avessero, però, ancora margine di miglioramento; ad esempio, adottando un impianto frenante a disco (già disponibile nel ’70) si sarebbe potuto reggere meglio il confronto con una vettura del 2015. Una modifica, infatti, che spesso viene utilizzato nelle restomod, dove si modificano i componenti che erano lacunosi negli anni 70 con elementi moderni dimostrando la bontà del progetto iniziale. Una modifica che fatta sulla Pontiac Trans Am a freni e gomme, avrebbe messo in difficoltà la Mustang, nonostante le mani di Shelby.
Un duello tra epoche per aiutare il collezionista
La seconda semifinale vede protagonista la Chevrolet Camaro Z/28 del 2014 contro la Ford Mustang SVT Cobra R del 2000. Si tratta di un duello tra vetture che rappresentano due epoche diverse: una Youngtimer del 2000 e una futura instant classic, entrambe protagoniste delle aste più esclusive del mondo. La Cobra R del 2000 impressiona per la sua essenzialità, ma la Z/28 le si oppone con il suo leggendario 7.0 litri e una rigidità torsionale straordinaria, quasi da auto da corsa, aggiudicandosi la vittoria.

Il podio con un’omaggio all’era classica
Prima del confronto finale, va detto per dovere di cronaca che la Ford Mustang SVT Cobra R (2000) conquista il terzo posto. Ai piedi del podio si attesta la protagonista degli anni ’70, la Pontiac Firebird Trans Am (1970½), che vince il premio per Eleganza e Carisma Storico, restando di fatto la più affascinante e rappresentativa muscle car dell’era classica mai apparsa sulle strade americane.

La finalissima e la vincitrice assoluta
La finalissima vede di fronte la Ford Mustang Shelby GT350R (2015) e la Chevrolet Camaro Z/28 (2014). Si tratta di due vetture destinate a entrare nei libri di storia dell’automobile. La Shelby affascina il suo modernissimo V8, tuttavia, è la Chevrolet Camaro Z/28 del 2024, regala il controllo in curva sconosciuta alle concorrenti americane restando legata ai pollici cubi del V8 7.0Litri. La Camaro è un’auto che appare come la scelta definitiva per chi ama l’automobile a stelle e strisce di ogni epoca, con un pizzico di dinamica adatta a sfrecciare la domenica al Nurburgring. Una vettura che incarna lo spirito americano avendo un motorone aspirato ma in grado di non sfigurare se su un passo di montagna si incontra una rivale europea.
Per chi stesse pensando di alzarsi dal divano per correre a cercare la sua Z/28 del 2014, con motore LS7 V8 aspirato da 7,0 litri, dobbiamo dire che deve armarsi di tanta pazienza. Sul mercato americano, tale modello, ammesso che si trovi, è arrivato a costare circa 70.000 euro, una quotazione elevata rispetto al costo originale dell’auto, ma che conferma come questa vettura sia un eccellente investimento in termini emozionali e di valore storico.


