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F1, caos a Sepang: la FIA spiega il misterioso problema che ha ritardato la partenza

La FIA ha fatto chiarezza sui problemi tecnici che hanno trasformato la partenza del Gran Premio del Bahrain in Malesia in una situazione senza precedenti. Dopo il rinvio iniziale provocato dalla forte pioggia caduta sul circuito di Sepang, diverse monoposto hanno infatti accusato improvvise perdite di potenza durante il giro di formazione, obbligando la direzione gara ad annullare la procedura di partenza.

Tra i piloti maggiormente coinvolti ci sono stati Max Verstappen e Lewis Hamilton, i due uomini della prima fila. L’olandese della Red Bull è riuscito a ripartire rapidamente, mentre Hamilton ha dovuto fermare momentaneamente la Ferrari a bordo pista prima di riuscire a riavviare la vettura.

Una situazione anomala che ha convinto la FIA a interrompere la procedura e rinviare ulteriormente il via della gara.

La FIA individua la causa del problema

Dopo il Gran Premio, la Federazione ha spiegato che non si è trattato di un guasto meccanico tradizionale.

Il problema sarebbe stato provocato da una combinazione particolarmente rara di fattori: basso regime di rotazione del motore, ridotta aderenza, impostazioni di gestione dell’energia specifiche per il bagnato e configurazione dei settori del circuito di Sepang.

Queste condizioni hanno generato un comportamento imprevisto del software di gestione delle nuove power unit, impedendo ad alcune monoposto di recuperare correttamente la potenza quando procedevano a velocità molto ridotta.

Il problema è emerso proprio mentre le vetture seguivano la Safety Car durante il giro di formazione. Con la pista estremamente scivolosa, alcuni piloti hanno dovuto rallentare quasi fino a fermarsi, creando un effetto fisarmonica nel gruppo.

È stato in quel momento che il sistema ha mostrato un’anomalia mai riscontrata precedentemente.

Aggiornamento software d’emergenza prima della gara

Una volta individuata la causa, il dipartimento tecnico della FIA è intervenuto direttamente sul software.

Durante il ritardo provocato dalla pioggia è stato distribuito a tutte le squadre un aggiornamento che eliminava il limite energetico nei settori interessati. I team hanno quindi potuto effettuare le necessarie modifiche alla gestione delle power unit prima della partenza.

L’intervento ha richiesto circa 20 minuti, durante i quali gli ingegneri hanno dovuto identificare il problema, preparare la modifica e consentire alle squadre di installarla sulle monoposto.

Una vera e propria correzione d’emergenza effettuata direttamente durante un Gran Premio.

Tombazis: «Un bug che non avevamo individuato»

Nikolas Tombazis, responsabile FIA per le monoposto, ha ammesso che la Formula 1 è stata sorpresa dal problema.

Uno degli elementi determinanti è stata la scarsità di prove sul bagnato effettuate con le monoposto 2026. Nel corso della stagione c’erano state pochissime occasioni per utilizzare le nuove power unit in condizioni simili a quelle incontrate a Sepang.

Secondo Tombazis, proprio la combinazione tra la bassissima velocità delle vetture e le impostazioni utilizzate sul bagnato ha fatto emergere il bug.

La FIA ha inoltre precisato che l’anomalia non era stata rilevata né durante i test precedenti né nei giri effettuati per raggiungere la griglia di partenza.

Le nuove power unit 2026 sotto osservazione

Quanto accaduto a Sepang apre inevitabilmente una discussione sulla complessità tecnica delle nuove monoposto.

Il GP del Bahrain in Malesia ha rappresentato di fatto il primo vero banco di prova sul bagnato per la nuova generazione di power unit introdotta nel 2026. Proprio l’assenza di precedenti sessioni collettive disputate in condizioni simili avrebbe impedito di individuare anticipatamente il problema.

Anche diversi piloti hanno espresso perplessità dopo la gara. Verstappen ha evidenziato quanto le nuove power unit siano dipendenti da software e sistemi estremamente complessi, mentre George Russell e Carlos Sainz hanno sottolineato come una maggiore complessità tecnica aumenti inevitabilmente le possibilità che si verifichino anomalie.

FIA e motoristi avviano un’indagine

L’aggiornamento distribuito prima della partenza ha permesso di risolvere il problema nell’immediato, ma il caso non è considerato chiuso.

La FIA ha annunciato che verrà effettuata un’analisi approfondita insieme alle squadre e ai costruttori delle power unit per comprendere esattamente perché il comportamento anomalo non sia emerso durante lo sviluppo e i test precedenti.

L’obiettivo sarà evitare che una situazione simile possa ripetersi nei prossimi appuntamenti del Mondiale.

Il ritorno della Formula 1 a Sepang dopo nove anni si è quindi trasformato anche in un test estremo per la nuova tecnologia introdotta nel 2026. La gara è infine partita con un’ora e 40 minuti di ritardo rispetto al programma originario, dopo una sequenza di eventi che difficilmente verrà dimenticata.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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