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Formula 1, la FIA chiarisce il caos di Sepang: individuato il bug che ha bloccato le monoposto

La FIA ha concluso l’indagine sui problemi tecnici che hanno provocato il caos durante il giro di formazione del Gran Premio del Bahrain, disputato eccezionalmente sul circuito di Sepang, in Malesia. L’analisi condotta dalla Federazione Internazionale dell’Automobile ha confermato che all’origine dei malfunzionamenti c’era un’anomalia nel software di gestione dell’energia delle power unit di Formula 1 2026.

L’episodio, verificatosi domenica scorsa in condizioni di pista bagnata, aveva coinvolto diverse monoposto, costringendo la direzione gara a interrompere le procedure di partenza e a rinviare ulteriormente il via della corsa.

La Federazione ha ora individuato le circostanze che hanno provocato il problema e annunciato una serie di interventi per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi nei prossimi appuntamenti del Mondiale.

Il caos di Sepang durante il giro di formazione

Il Gran Premio disputato in Malesia era già stato condizionato dalle forti precipitazioni che avevano interessato il circuito nelle ore precedenti alla partenza. Dopo un primo rinvio dovuto alle condizioni meteorologiche, le monoposto erano scese in pista dietro la Safety Car per verificare la praticabilità del tracciato.

Durante il giro di formazione, tuttavia, diversi piloti avevano improvvisamente accusato una perdita di potenza, con alcune vetture costrette addirittura a fermarsi lungo il percorso.

Tra i protagonisti dell’episodio figuravano Max Verstappen, Lewis Hamilton, Esteban Ocon e Valtteri Bottas, tutti alle prese con anomalie nella gestione dell’erogazione della potenza.

La situazione aveva costretto la direzione gara a sospendere nuovamente le procedure di partenza, mentre i tecnici della FIA cercavano di individuare l’origine del malfunzionamento.

Il problema era stato successivamente risolto attraverso un aggiornamento software distribuito alle squadre, consentendo alle monoposto di prendere regolarmente il via senza ulteriori inconvenienti dello stesso tipo.

La FIA conferma: il problema era nel software delle power unit

Al termine del Gran Premio, la Federazione aveva annunciato l’apertura di un’indagine approfondita per comprendere le cause dell’anomalia.

La verifica si è concentrata su quattro aspetti principali: l’identificazione del problema che aveva provocato la perdita di potenza, le possibili misure preventive, la gestione futura delle impostazioni energetiche in condizioni di pioggia e l’analisi dei dati raccolti dalle squadre e dai costruttori delle power unit.

Le conclusioni hanno confermato che il malfunzionamento era riconducibile a una combinazione di condizioni particolarmente specifiche, caratterizzate dalla bassa velocità delle monoposto, dalla scarsa aderenza dell’asfalto e dalle limitazioni energetiche previste dal software per la guida sul bagnato.

Il sistema utilizzato dalle squadre prevede infatti una riduzione della potenza elettrica disponibile in determinate condizioni, passando dai 350 kW consentiti sull’asciutto a 250 kW nelle modalità previste per la pioggia.

La particolare combinazione verificatasi a Sepang aveva provocato un comportamento imprevisto del sistema, determinando la perdita di potenza su diverse vetture.

Perché il problema non era stato individuato prima?

Uno degli interrogativi principali emersi dopo il Gran Premio riguardava l’assenza di segnali d’allarme durante i test precedenti.

La FIA ha chiarito che il software era stato sottoposto a verifiche prima del suo utilizzo in gara, respingendo l’interpretazione secondo cui il sistema sarebbe stato introdotto senza alcuna sperimentazione.

Le squadre e i costruttori delle power unit avevano infatti effettuato simulazioni specifiche per validare il pacchetto software.

Successivamente, il sistema era stato provato anche durante le prime sessioni di prove libere dei Gran Premi del Belgio e dei Paesi Bassi.

Nonostante queste verifiche, le condizioni incontrate durante il giro di formazione di Sepang non erano state riprodotte completamente, impedendo ai tecnici di individuare preventivamente l’anomalia.

La Federazione ha quindi riconosciuto la necessità di ampliare le procedure di validazione, soprattutto considerando le limitate opportunità di effettuare test rappresentativi di tutte le possibili condizioni meteorologiche.

Singapore, confermata la soluzione utilizzata in Malesia

In vista del Gran Premio di Singapore, in programma dall’8 all’11 ottobre sul circuito cittadino di Marina Bay, la FIA ha già definito le misure da adottare qualora dovessero ripresentarsi condizioni meteorologiche simili a quelle di Sepang.

In caso di pioggia e situazioni comparabili, le power unit utilizzeranno le configurazioni software adottate in Malesia dopo l’intervento correttivo effettuato prima della partenza.

Si tratta di una soluzione temporanea, considerata sufficientemente affidabile per affrontare il prossimo appuntamento del campionato.

L’obiettivo è evitare il ripetersi di un episodio che ha provocato notevoli difficoltà operative, oltre a suscitare numerose critiche da parte dei piloti per l’eccessiva complessità dei sistemi elettronici delle monoposto di nuova generazione.

Nuovo aggiornamento software previsto per Austin

La soluzione definitiva dovrebbe arrivare in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti, in programma ad Austin dopo l’appuntamento di Singapore.

La FIA ha infatti annunciato un ulteriore aggiornamento del software dedicato alla gestione delle power unit in condizioni di pista bagnata.

Parallelamente, la Federazione intende rafforzare le procedure di verifica attraverso una maggiore collaborazione con i team, i costruttori dei propulsori e il fornitore della centralina elettronica standardizzata.

Il programma prevede controlli più approfonditi, simulazioni aggiuntive e verifiche indipendenti, con l’obiettivo di migliorare l’affidabilità complessiva dei sistemi.

L’indagine ha inoltre evidenziato la necessità di sviluppare procedure capaci di identificare anomalie che potrebbero manifestarsi soltanto attraverso combinazioni particolarmente rare di condizioni operative.

Formula 1 2026, la gestione dell’energia resta sotto osservazione

L’episodio di Sepang ha riportato al centro dell’attenzione uno degli aspetti più discussi del nuovo regolamento tecnico della Formula 1: la crescente importanza della componente elettrica nelle power unit.

Le monoposto 2026 utilizzano sistemi di propulsione nei quali la gestione dell’energia rappresenta un elemento fondamentale non soltanto per le prestazioni, ma anche per il corretto funzionamento della vettura nelle diverse condizioni di utilizzo.

Il caso malese ha dimostrato come un’anomalia software possa avere conseguenze immediate sull’erogazione della potenza e sul regolare svolgimento di un Gran Premio.

Per la FIA, la priorità è ora garantire che quanto accaduto a Sepang rimanga un episodio isolato.

Con l’indagine conclusa e le prime misure correttive già individuate, l’attenzione si sposta dunque sul Gran Premio di Singapore e, soprattutto, sull’aggiornamento previsto per Austin, che dovrà assicurare una gestione più affidabile dell’energia elettrica anche nelle condizioni meteorologiche più difficili.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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