Ho avuto la sensazione che alle nuove leve amanti del motociclismo sia sfuggita la storia agonistica di Giancarlo Falappa. Allora mi sono messo di buona lena a raggruppare un bel po’ di materiale che riorganizzato vi propongo.

Su Falappa si raccontano aneddoti assurdi e storie incredibili, eppure , anche se tanto assurdi e incredibili sono anche vere, difficile crederlo ma lo sono.

Una cosa importante da dire subito, è che Giancarlo Falappa è stato un pilota che avrebbe vinto anche alla guida di una graziella…Una persona dal cuore e dal coraggio sconfinato, un pilota che incantava gli autodromi di tutto il mondo.


Giancarlo Falappa è stato uno dei massimi esponenti del mondiale Superbike. Si può tranquillamente affermare che il pilota di Jesi, con le sue imprese, abbia contribuito in modo determinante al lancio di questo campionato all’epoca molto giovane.

16 vittorie, 8 pole positions sono il record di risultati di Falappa in soli 4 anni di gare. Nella storia del mondiale Superbike, Giancarlo è rimasto per molto tempo il miglior italiano di sempre in SBK.

Ma le nude cifre non possono descrivere il modo assolutamente personale ed unico di Falappa nell’affrontare ogni competizione. Le sue imprese hanno contribuito a creare un vero e proprio mito del motociclismo moderno. Fu anche il primo ad arrivare primo con la moto in wheely e lui in pieid sulle pedane.

CARRIERA AGONISTICA

1979  Esordio contro la volontà di famiglia come pilota di motocross (MotoVilla 125). Vince la prima gara d’esordio a Valconca di Fratte Maggiore (PS) e numerose altre vittorie nella categoria cadetti (1980).

1981 Pilota professionista motocross nel Team ufficiale MotoVilla. Risultati ottenuti: vittoria Campionato Italiano Cadetti-Junior (Boy Cross)

1982-84 Pilota ufficiale MotoVilla nel Campionato Mondiale 250. In 6 gare ottiene il miglior piazzamento per un pilota italiano. Nella competizione mondiale “Coppa Intermarche” a Lovolo si trova a correre per la squadra Villa con Orlando e Vicarelli e al via, quando il polverone si abbassa, lo troviamo a terra che si era agganciato con i suoi due compagni di squadra.
Come un felino rimonta in sella e si getta all’inseguimento del gruppo di testa, che ormai era a fine pista, con un certo Malherbe su Honda al comando! I suoi compagni di sventura più lenti del marchigiano cercano la moto, ma ripartono a moto invertite perchè  Falappa nella fretta ha preso la moto di Orlando e con quella al termine del primo giro è  ultimo, al secondo è 20°, al terzo è 15° fino a risalire alla 6° posizione finale dopo aver corso tutta la gara con una moto non sua!

1985-86 Pausa delle competizioni per motivi economici.

1987 Casualmente una domenica, a Jesi, con gli amici motociclisti, viene invitato ad un turno in pista con una moto stradale a Misano (Giancarlo era fino a quel momento salito solo su moto da cross), che compirà con una Kawasaki GPZ 600 prestata da un suo amico.
Con questa moto, dopo solo circa un’ora di giri in pista, stupisce tutti facendo un tempo di soli 8 decimi superiore a quello del Campione Italiano della categoria 600.
La settimana successiva si reca da un concessionario di moto per acquistare una Suzuki GSX-R 1100, pagandola con un milione in contanti e 10 milioni di cambiali! Con quella moto, il 13/09 prende parte alla sua prima gara di velocità (ultima gara di Campionato Italiano Classe “Oltre 600” Sport Production) e vince davanti a Caluzzi e Vitacca, presso il circuito di Vallelunga (Roma). Questa era la sua prima gara di velocità..

1988 – Dopo aver vinto le 4 selettive previste di Campionato Italiano Sport Production con la sua Suzuki GSX-R 1100, la casa motociclistica riminese Bimota propone a Giancarlo di partecipare alle ultime 3 finali in programma, con la BIMOTA YB4 750ie, con la promessa, in caso di vittoria, di assumerlo come operaio e contemporaneamente pilota ufficiale nel Mondiale SBK 1989.
– Vince il Campionato Italiano Sport Production

1989 Campionato Mondiale Superbike
All’esordio come pilota ufficiale Bimota in occasione della prima gara del Campionato Mondiale SBK di Donington Park (GB), conquista la pole position e la vittoria (27/03).
Dopo la prima gara vinta, Bimota inizia a considerare Giancarlo Falappa più come pilota che come operaio..
Vittorie anche a Mosport (Canada), e Le Castellet (FRA), dove Giancarlo si esibisce in una leggendaria impresa portando a termine la gara con il semimanubrio sinistro (in lega leggera) della sua moto irrimediabilmente danneggiato in un contatto con il suo compagno di squadra Mike Baldwing, compiendo l’ultimo giro con la mano sinistra appoggiata alla piastra della forcella anteriore per controllare la moto al posto del semi-manubrio fino all’arrivo!! (ordine d’arrivo: 1 Falappa, 2 Roche, 3 Baldwing).

Il semimanubrio lo ha rotto in un contatto con il compagno di squadra a 290 km-h sul diritto dove si sono toccati per ben  tre volte, l’ultima la più dura Falappa ci rimette il semimanubrio sinistro ma Baldwing decide che  quel giorno no tira aria e lo lascia andare via.

Bracco e Leo, suoi meccanici dell’epoca (ora in forza alla Ducati), ancora si commuovono raccontando la faccia di Giancarlo che appena arrivato gli urla “cambiate il manubrio prima del parco chiuso sennò me squalificano!”.

1990 Passa al Team ufficiale Ducati.
Durante il periodo in Bimota, Giancarlo viene notato dai vertici Ducati, ed il Team Manager Ducati, Marco Lucchinelli, già dopo la prima gara di Donington Park avvicina Giancarlo e gli fa discorsi riguardo al suo futuro come pilota.

Dopo qualche tempo, casualmente, mentre stava “collaudando” una Bimota in autostrada, Giancarlo nota l’auto di Lucchinelli davanti a se nelle vicinanze di Imola, in direzione Bologna. Immediatamente, viaggiando a circa 170 Km/h, gli si affianca sulla destra e gli apre la portiera dell’auto, con grande spavento e conseguente frenata di quest’ultimo, ripartendo poi a 170 km/h, impennando in piedi sua caratterisitca e firma personale.

Al debutto conquista 3 vittorie in sella alla Ducati 851, poi alla sesta gara di Zeltweg (A), in occasione del suo compleanno (i giornali avrebbero potuto scrivere “nato e morto lo stesso giorno”), durante le prove ufficiali del sabato, negli ultimi 5 minuti, pur avendo già il secondo miglior tempo, esce in pista per conquistare la pole position. All’ingresso di un curvone da percorrere ai 270 km/h, Giancarlo, per evitare di tamponare un pilota (molto imprudente) che gli si parava davanti, cade schiantandosi contro il guard-rail (che si trovava ad un metro dall’asfalto), procurandosi 27 fratture, la rottura dell’arteria femorale e conseguante coma per dissanguamento.

Dopo 12 giorni di coma, il pericolo di vita è scongiurato e Giancarlo viene trasferito all’ospedale Rizzoli di Bologna, dove rimarrà per svariati mesi sotto la cura del dott. Massimo Corbascio.

A detta dei dottori Falappa stava bene ma è sempre in coma, allora chiedono ai sui che cosa gli stà  più a cuore la ripsosta ovvia ‘Vincere con la Ducati in SBK!’. A quel punto fu chiesto a Giovanni Dipillo di fare il commento dell’ultima gara di Misnao Adriatico dove vinse su  Scott Russel che gli stava in scia. Dipillo incise un nastro con su ‘Svegliati  Giancarlo, svegliati Giancarlo Russel sta arrivano!!!!’  ripetuto all’infinito.  Falappa uscì dal coma. Forse è anche merito di Dipillo se Falappa è ancora vivio.

1991 Contro il parere dei  medici, dott.Corbascio e dott.Costa, Giancarlo, nonostante gli evidenti problemi fisici (braccio sx che non riusciva ad alzare [e che ancora non alza] gamba sx che non riusciva a flettere a causa delle 13 fratture al femore ed ai chiodi metallici ed alle viti impiantati) decide di ritornare alle gare motociclistiche, non per partecipare, ma come sua filosofia di vita, per vincere!
E sarà nel Team Ducati ufficiale in coppia con Raimond Roche.
Da segnalare che in occasione della gara disputata in Italia al Mugello, (in condizioni fisiche disastrate), Giancarlo conduce a lungo la gara “bagnata”, ed, arrivato ad avere ben un minuto di vantaggio su Doug Polen (secondo), è costretto al ritiro per rottura della pompa della benzina.
Concluderà il Campionato Mondiale SBK, all’ undicesimo posto.

1992 Giancarlo continua ad essere pilota ufficiale del Team Ducati, in coppia con Doug Polen, vincitore del Campionato del Mondo SBK del 1991, ma in sella alla nuova 888. Il nuovo Team Manager è Franco Uncini.
L’arrivo di Polen ha portato per Giancarlo la novità delle gomme Dunlop, mai usate in precedenza.
Polen era pilota ufficiale Dunlop già in USA, mentre Giancarlo Falappa aveva sempre usato Michelin.
Ad Assen corre sul circuito “corto” dove dopo una prima manche tribolata perche’ il motore trasudava olio che finiva sulla gomma posteriore infila una seconda manche con gli ultimi quattro-cinque giri al cardiopalmo attacato a Fogarty. All’ultima chicane ( Timmerman) prima dell’ arrivo nell’ultimo giro  infila secco in staccata Fogarty e va a vincere impennato ed i piedi  sulle pedane ocn Fogarty a mezzo metro dietro di lui in scia … che scena !!!! Assen lo ama ed ancora oggi parlano di lui.

Vincerà entrambe le manches dello stesso circuito di Zeltweg, teatro del brutto incidente del ’90.
Concluderà il Campionato Mondiale SBK in quarta posizione, dopo aver vinto 7 manches totali.

1993 Sempre nel Team Ducati ufficiale con la 888, in coppia con Carl Fogarty, Team Manager Roche. Ritorna alle gomme Michelin.

In occasione della prima gara di apertura del Mondiale SBK, presso Brands Hatch, circuito nuovo per tutti a parte i piloti inglesi, Giancarlo annichilisce ancora una volta tutti, in una gara “bagnata”, distanziando di oltre un minuto il secondo arrivato e giungendo perfino a doppiare il settimo! (in una gara di Campionato del Mondo..)
Vince ancora in Germania (Hockheneim), Misano (entrambe le manches), Austria (Zeltweg), Monza, concludendo con un bottino di ben 8 vittorie complessive, ma purtroppo, per contrasti all’interno del Team francese relativi alla messa a punto della moto in pista, slitta dalla prima alla quinta posizione nella classifica mondiale.

1994 Prosegue l’avventura di Giancarlo con la Ducati. Dopo i dissapori e le amarezze vissute col precedente Team a Giancarlo viene fatta una proposta dalla Honda per correre nel mondiale SBK con il Team Castrol. Ma il cuore del Leone è rosso Ducati e Falappa chiede di essere allontanato dal Team Roche e viene accontentato: d’ora in poi, in coppia con Fogarty, farà parte del Team Ducati-Ferrari.

Un compito molto importante gli viene dunque assegnato, quello di iniziare l’avventura e cercare di contribuire allo sviluppo della fantastica arma totale di Borgo Panigale, che si rivelerà un mito indiscusso per il mondo intero: la Ducati 916.
Inizia il mondiale SBK a Donington Park (GB), e Giancarlo, a causa di un problema tecnico, finisce quinto in entrambe le manches.
Seconda prova ad Hockheneim,  ancora problemi con il cambio elettronico lo costringono alla quarta posizione.
Poi è la volta di Misano, il 26/05, che si rivelerà l’ultima gara disputata da Falappa.
Con uno spettacolare secondo posto in prima manche ed una vittoria in gara 2, Giancarlo si porta al secondo posto in classifica mondiale, mentre il suo compagno di Team, Carl Fogarty, è quarto.
Appena dopo quest’ultimo trionfo, Giancarlo si reca ad Albacete (Spagna), per eseguire alcuni importanti test Ducati, appena una settimana prima della quarta prova di Campionato del Mondo SBK.
Durante il compimento del test riguardante il nuovo forcellone Giancarlo testa anche un nuovo sistema di cambio elettronico, fatto costruire ad hoc dal Team per lui, per cercare di ovviare ai suoi problemi fisici dovuti ai postumi del precedente incidente del ’90, che non gli permettevano di piegare il ginocchio sinistro, rendendo impossibile cambiar marcia mentre era in piega.
Purtroppo, un improvviso cedimento meccanico del suddetto cambio fa sbalzare Giancarlo all’indietro, sopra alla moto ad oltre 4 metri di altezza, facendolo poi ricadere “in picchiata” con la testa.
Questo brutta botta gli procura 38 giorni di coma, facendolo restare in bilico tra la vita e la morte per almeno 30 giorni e ponendo fine, di fatto, alla strepitosa carriera.

Nonostante questo, Falappa continua strenuamente a voler ritornare a vincere per se, per la Ducati e per il suo amato pubblico.

1997 29/05 Giancarlo compie un ultimo test a Rjeka, coadiuvato dalla clinica mobile che lo segue in questa avventura, che però non ha esito positivo, anzi…

Giancarlo capisce che la sua carriera agonistica è ormai finita ed appende il casco al chiodo.

Ma da tutti noi GRAZIE Giancarlo.

28 COMMENTS

  1. aseb io lo conosco bene e credo che se non avesse avuto l’incidente di Zeltweg sarebbe stato di sicuro il primo italiano campione del mondo in SBK, la storia di Di Pillo della cassetta registrata e il risveglio dal coma é vera xke lo ha detto Falappa stesso in una transmissione dove era invitato su Nuvolari da Di Pillo dove ha raccontato anche l’episodio dell’autostrada attacato alla portiera dell’auto di Lucchinelli. vero grande pilota e grande uomo pieno d’humour

  2. Il mitico Falappa è un personaggio davvero straoridnario.
    Ogni tanto ci sentiamo e ci siamo visti parecchie volte in pista in giro. Mi premiò lui a Brno come Miglior Rookie 2010 dello Speed Week…

    Lui aveva un talento incredibile, andava forte con qualsiasi cosa e soprattutto….ha inventato il Nac nac, l’impennata in piedi con un piede fuori!

    Bravo aseb per aver fatto conoscere a molti un pilota ed un uomo di altri tempi

  3. Grande Aseb, splendido articolo.
    Mi scuso ma ho problemi con la tastiera, con gli accenti e gli apostrofi,l\unico segno che mi esce e\ questo \…

    Mitico Giancarlo. Nel 2009 andai a vedere la sbk a Brno.Vidi la prima manche dalla tribuna sul rettilineo dei box, poi andai a un po in giro.
    Ad un certo punto, su uno scooter cagiva city, rosso, vedo arrivare \sto tizio con cappellino e maglietta Ducati che gia\ avevo notato aggirarsi nel paddock.Senza occhiali era inconfondibile:”Giancarlo, sei Giancarlo,vero?”,gli dissi.Dopo la risposta affermativa e la stretta di mano facemmo due chiacchere.Lui adesso fa 150000 km all\anno in camper, girando l\Europa per inaugurare Ducati Stores e segue comunque il mondiale. Quel giorno gli chiesi cosa avesse combinato Fabrizio in gara 1 (sdraio\ Spies ndr) “e\ verde”, mi disse, poi gli chiesi chi avrebbe vinto in gara due “Il meglio di tutti,l\americano” e poi gli dissi: Bella Brno eh? E lui rispose “..la pista piu bella del mondo, io ci feci la pole,poi battei uno schianto in gara…”
    Dopodiche\ se ne ando\, un po barcollante, col suo scooterino….

  4. @Rombotti bell’incontro beato te … certo che piacerebbe anche a me girare l’Europa in Camper per i Ducati Stores che fra l’altro sono in genere molto belli ed esclusivi.

  5. Grande questo Falappa,non lo conoscevo. Grazie Aseb e manziana. Cavolo è un mito ragazzi,allora è da lui che ha imparato Rossi a fare l’impennata col piede fuori 🙂 Beato rombotti che ci ha fatto 2 chiacchiere

  6. @DjArmy: guarda bene la foto di Giancarlo, gli occhi. Beh se ti capita di incontrarlo in un circuito, in un paddock o in un Ducati store, stai tranquillo che due chiacchere non te le nega. E` un tipo semplice e genuino come il chianti dei colli senesi…. 🙂

  7. Eh si,dev’essere un tipo alla mano.Capita raramente credo che piloti di un certo livello siano anche uomini alla mano,gente che rimane umile alla fin fine 🙂

  8. @Aseb—bravo bravo bravo….questi articoli con i suoi aneddoti sono i miei preferiti!!!
    Racconta un po’anche di Biliotti suo compagno di team,e della faccia che avra fatto quella volta che disse al deb.Falappa…:seguimi che ti imparo le traettorie!!!!
    Risultato:1°Falappa…24°Biliotti altrochè se le aveva imparate le traiettorie 😀 😀
    Ed era al debutto in SBK!!!!!!!!

  9. @aseb
    leggendo il tuo articolo mi vengono in mente due parole: il coraggio e la follia.
    Il coraggio di sfidare la vita e la lucida follia di sapere che, prima o poi, un prezzo lo dovrai pagare.

  10. @simona—vedo che hai risolto i problemi di linea!!mi hai preceduto di poco ….stavo per postare anch’io!!!!si ma un po’ inc….to e polemico perchè ho notato con “dispiacere”(((e molto!!!!))che questo articolo non ha il seguito che si merita!!!!!!!
    @Aseb—-va a far del bene alla gente!!!!!!cmq falli ugualmente e anche piu’spesso questo tipo di articoli,che non si vive di sola tecnica..molle,,,o 56alto-57basso!!!!

    ps:supersimo..mica sarai arrabbiata con me!!!!guarda che io non c’entro niente con l’altra sera…… 🙁
    A fatto tutto “l’Olandese Volante”e si sa che è un essere diabolico!!!! io ero a una cena…………

  11. @Simona
    quell’uomo diabolico è capace di tutto!!!te lo dico io…
    Guarda la sua foto attentamente!!!!noterai che è immortallato proprio al centro della “montagna del diavolo” 😀 😀 😀 non sara mica un caso..no!!!?????
    e poi se la vogliamo dire tutta l’altra sera dopo avermi promesso forcate…casualmente il giorno dopo mi è impazzito il pc!!! è tuuto vero!!!non sara un caso anche questo no!!!!???
    ciao bellla bella….alla prossima 😉

  12. grazie per l’uomo diabolico, ma che cosa ti aspettavi … un colpo di forcone virtuale, quindi che viene su da internet, chiaro che ti mette ko il tuo PC 😀 😀 😀 😀

    (Trepacchi sei unico !!!)

  13. Grande dj Army, visto? che personaggio?… e che manico? il vechio Foggy (che al tempo era giovane) ad Assen in staccata non ce la faceva con Falappa….

  14. @Simona: arriva arriva….il primo di una lunga serie!! 🙂

    Falappa è davvero una persona speciale: per i tifosi viaggia tantissimo, non nega mai un autografo o un sorriso, a Monza dopo un volo spaventoso fatto nelle prove del venerdì mi disse in mezzo alla tribuna di Monza: “Smeriglioooo (anche lui mi chiama così!), ma ti devo picchiare?? Come si fa a cadere nelle prove del venerdì, ti devo insegnare tutto eh???” … la tribuna attonita….io zoppicante e dolorante a guardare gli altri girare pieno di vergogna!! E ci siamo visti le qualifiche insieme alla tribuna dell’Ascari (dove ero volato….)….

  15. @Smeriglio … sei volato all’ Ascari ? allora un anedotto che non ha niente a che vedere con Falappa ma con l’Ascari, ma con il diavolo che si annidia in noi.

    Sempre Monza un bella giornata con il solito gruppetto di amici smanettoni, all’epoca ero molto piu’ giovane ma avevamo un “vecchietto” cioe’ piu’ vicino ai 60 che ai 50… sulla sua bellissima Honda con pistoni ovali … lo avevo davanti quando proprio all’ Ascari fa un dritto della madonna e pianta un gran ruzzolone. Povera Honda e povero amico. Una volta recuperato sia lui che la Honda (mal ridotta) ai box gli chiedo che cosa era successo, la ripsota “Be una volta nella vita bisogna rischiare una staccata al limite” Motociclisti ci si nasce e se non si e’ un po’ matti meglio lasciar perdere. Fra l’altro quando era andato per prati aveva sbagliato perche’ invece di rallentare con il freno posteriore aveva pinzato l’anteriore da li il gran volo con botto.

  16. @Aseb: hai capito il vecchietto!!! Io invece mi feci prendere dall’ansia di prestazione e volevo buttare subito il tempone di venerdì con la pista nemmeno asciutta bene…risultato, derapata e high side in uscita dall’Ascari e buoni 15 metri di volo…che dolore…

  17. Grazie Mostro64 , di aneddoti su Falappa (tutti verissimi) ce ne sono tantissimi per scriverli tutti bisognerebbe farene un libro… forse meglio cosi’ che non sia mai stato scritto da restare solo nei nostri cuori e nel nostro ricordo poi sta a noi di trasmetterlo da persona a persona.

  18. @ Aseb: esatto!!!!!! uomini, ma cosa dico miti cosi´ devono restare nei ricordi e nei cuori di tutti gli appassionati…. certe gesta sono indescrivibili a parole…. comunque sia il tuo articolo gli rende onore..

  19. Complimenti, bellissimo articolo….. Per precisione però, la voce di Di Pillo per svegliarlo dal coma, fu usata nel 1994…..

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