Anche le opinioni hanno un limite, e questo limite sta nelle competenze di una persona in un determinato argomento. Il vice direttore di “Repubblica” Dott. Giovanni Valentini spara a zero sulle corse con un suo editoriale. Ve ne propongo qualche stralcio, QUI troverete l’articolo completo.

“NELLA mitologia della velocità, per cui immoliamo quotidianamente le nostre frettolose esistenze come sull’ altare di una divinità pagana, forse si può commemorare la morte in pista del pilota Marco Simoncelli con un’ elementare domanda:a che cosa servono, al giorno d’ oggi, le gare di motociclismo e di automobilismo? Una volta si diceva che servivano a far evolvere la tecnologia, anche sul piano del comfort e della sicurezza, a vantaggio di tutti: dai freni a disco alla “cellula di sopravvivenza”, dal cambio automatico alle appendici aerodinamiche eccetera eccetera.”

“Nell’era della virtualità, in cui ormai qualsiasi situazione può essere simulata e riprodotta perfettamente al computer, non c’ è più ragione di rischiare la vita in una gara di velocità, se non per alimentare lo show business delle corse, dal vivo o in tv, con relativo sfruttamento commerciale e pubblicitario. Se poi fosse accertato che Simoncelli è stato tradito proprio dalla tecnologia, e in particolare dal sistema elettronico di controllo della trazione, questo sarebbe davvero un cinico e beffardo paradosso.”

“Qual è il messaggio che, attraverso l’ amplificazione mediatica della diretta tv, diffondono le corse motociclistiche e automobilistiche? Qual è il modello di comportamento che trasmettono, soprattutto ai più giovani? Qual è, insomma, la “lezione” che – seppure in modo subliminale – impartiscono?”

“Una scuola-guida diseducativa e funesta, di cui molti di noi genitori siamo stati talvolta “cattivi maestri”. Lo show business delle corse contribuisce così ad abbassare o azzerare quella “coscienza del limite” che al giorno d’ oggi dovrebbe presiedere ai nostri comportamenti quotidiani, individuali e di massa.”

Questi sono solo alcuni passi di un articolo fuori luogo, impreciso, accusatorio e con riferimenti filosofici impropri. Poi per carità, io sono solamente un Geometra (diplomato con 90/100) mentre Lei è un giornalista e scrittore, oltre ad avere un curriculum molto rispettabile (vedi Wikipedia). Il fatto però è che quando si discute in certi ambiti, fornendo certe spiegazioni, bisogna dare un fondamento logico solido a ciò che si dice altrimenti si parla di aria fritta, fuffa, nulla.

Le gare, le competizioni, ci sono sempre state anche prima dell’avvento dei motori a scoppio. Gare di cavalli, gare con le bighe (2000 anni fa), gladiatori, olimpiadi e così via. Il Palio di Siena nonostante tutte le critiche e gli incidenti si corre ancora, si fanno le maratone anche se un qualsiasi fisioterapista sa bene che la corsa portata all’eccesso fa male alle articolazioni inferiori, si mettono in piscina i bambini col vecchio detto che “il nuoto fa bene” quando in verità l’espressione giusta sarebbe “il nuoto fa bene se abbinato ad un carico di palestra” visto che recenti studi hanno dimostrato che nuotare e basta sin da bambini rende le ossa meno resistenti.

Tutto lo sport portato all’eccesso fa male. Forse non sempre ti toglie la vita di colpo, ma l’eccesso fa sempre male nel tempo. Allora cosa vogliamo fare? Aboliamo lo sport? Non facciamo più correre i maratoneti? Teniamo fermi i ciclisti (che sono praticamente tutti bradicardici) perché ci sono giovani ciclisti che muoiono nel sonno? Mi domando che senso ha questo suo articolo se non quello di cavalcare l’onda emotiva che ha scosso l’Italia intera?

Lei cita l’era della virtualità, dicendo che in un’epoca del genere dove i computer dominano si possono provare e sviluppare tecnologie in modo virtuale senza mettere in pericolo le vite dei protagonisti. Beh, mai detta cosa più errata, e le Corse sono qui a smentirla. Guardi la Ducati stessa, vittima dapprima nel 2004 e poi in questa stagione, proprio di quella tecnologia che sul PC fa funzionare tutto alla perfezione ma che in verità nel Mondo Reale non funziona. Ma la storia sportiva è piena di questi aneddoti, anche il grande colosso Honda pagò scelte virtualmente vincenti rivelatesi poi dei disastri.

Per non parlare poi del messaggio che le Corse manderebbero ai giovani. Quale sarebbe? Una “scuola guida diseducativa”? I piloti sono i primi a sostenere la Guida Sicura, partecipano come insegnanti a corsi dove insegnano come si guida sicuro in pista e nel traffico. Accusa la TV di dare un modello di comportamento sbagliato? E da quando è stata demandato alla TV il compito di educare in nostri figli? E lo dice proprio parlando di un pilota scomparso che aveva i valori più forti e virtuosi, altro che Grande Fratello: Famiglia, Rispetto, Regole. E non tette, culi o finte storie per vendere giornalini scandalistici.

Su una cosa sono d’accordo: le corse sono show business. Ma le Corse sono anche fatte da uomini che si sporcano le mani, da persone che con le loro idee e con il loro genio fanno realizzare il sogno di ragazzi come Marco.

Un saluto, Danny Garbin

40 COMMENTS

  1. Buongiorno
    Ho letto ieri l’articolo in questione e l’ho trovato assurdo, per i motivi che hai ben descritto tu Danny.
    Che ognuno si occupi di argomenti nei quali è ferrato, altrimenti ecco il risultato.
    C’era l’obbligo di scriverci sopra un articolo per forza? Direi di no, come mai allora l’illustre giornalista l’ha fatto? Mah…voleva forse apririci gli occhi, darci una lezione di vita?
    No, grazie, non ci interessa.
    La famiglia Simoncelli, tutta, ci dà lezioni di vita.

  2. Fra le tante parole dell’intervista alla mamma di Marco mi ha colpito questa frase:

    “Noi lo abbiamo accompagnato solo in quello che gli piaceva fare. La vita se non facciamo quello che ci piace diventa un rimpianto e lui sicuramente di rimpianti non ne avrà…. Non ci è mai passato per l’anticamera del cervello pensare “se non avessimo fatto”……..!

    Ecco sig.Giovanni Valentini lei parla di era di virtualità, tecnologia……ma non parla di passione, di amore……Credo che lei debba dare più ascolto alla famiglia Simoncelli e scriverci sopra un articolo per come i ragazzi d’oggi sono ridotti…senza ideali, ridotti a 14anni a spogliarsi per comprarsi una ricarica, a drogarsi, ad uccidersi e ad uccidere…credo che lei debba guardare Marco davvero e la sua famiglia perchè Marco è morto facendo quello che amava di più…….e qui non si tratta di tecnologia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    E si domanda pure: “Qual è il modello di comportamento che trasmettono, soprattutto ai più giovani?”
    Ma chi la televisione?
    Già perchè la televisione ci propina Grande Fratello e tutte le sue porcate, ci propina donne senza dignità che si vendono………………..
    Sig.Valentini preferisco di gran lunga continuare a seguire il motomondiale e le persone attorno, continuare a seguire persone come Marco perchè i loro sogni in quei momenti si avverano!!!!!!!

  3. Che tristezza leggere questo articolo non vale nemmeno la pena commentarlo, se questo e’ quello che ci arriva da un quotidiano come La Repubblica ci mancava un bacchettone fuori tempo e fuori moda che scrivesse proprio oggi sull’onda della emotivita’ i suoi commenti fuori luogo.

  4. e’ una vecchia tattica quella di creare zizzagna per alimentare le vendite. questo tizio domani si sara’ gia’ dimenticato di cosa ha scritto oggi.

  5. pero’ ha anche ragione, perche’ fare tanta fatica e rischiare per andare a ritirare un premio a fine corsa?
    ci si mette tutti belli in fila indiana e si aspetta l’estrazione. 😀

  6. meno male che non sono un lettore di La Repubblica…….
    Diobo´…. magari leggendo sto quotidiano sarei stato anche meglio educato?????

  7. rimango veramente basito. Io, da senese, sono abituato alle cariche di moralismo della carta stampata, scritte in genere da chi a Siena non ci e` nemmeno stato. Ma questa! Abolire le gare ahahahah ma come fa un vicedirettore di un quotidiano come Repibblica a scrivere una boiata simile? E il direttore era in vacanza per autorizzare la pubblicazione? Comunque mi ricordo, che anch`io, in un articolo, scrissi i miei dubbi sull`utilita` delle corse.Anzi no, non era un articolo, era un pensierino, il giorno dopo la morte di Gilles Villeneuve.Era l`82, vero? beh, avevo nove anni…

  8. ADDIO CARO MARCO………..
    E’ STATO EMOZIONANTE DAVVERO, l’abbraccio tra la mamma Rossella e Vale all’uscita della chiesa credo abbia dato tanto coraggio a Rossi………
    Vale adesso devi vincere anche per lui…….io lo so che dentro di te sai già cosa fare e la forza che avrai l’anno prossimo sarà immensa!!!!!!!!!!!
    Mi ha fatto davvero un grandissimo piacere vedere Jorge e Dovizioso…ma davvero grande….”rivali” davvero ma che di fronte alla perdita di Marco tutto è andato a farsi benedire……..

    Riposa in pace Sic……………..
    SII ORGOGLIOSO PER

  9. SII ORGOGLIOSO PER QUELLO CHE HAI LASCIATO A TUTTI NOI………SEI STATO SPLENDIDO COME PERSONA E SPLENDIDO COME PILOTA!!!!!!!!

    CIAO GRANDE SIC!!!!!!!!!

    <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3 <3

  10. Vi diro’ ho appena letto il profilo di questo signore sul link che ha messo Smeriglio. (wikipedia) mi sembra che spieghi abbastanza perche’ scrive queste cose.

  11. Spero che scusiate l’intrusione…ma volevo solo dare il mio pieno appoggio al nostro amico direttore Danny.
    Purtroppo non è facile per nessuno..soprattutto quanto sei un appassionato e un pilota…sopportare certe affermazioni ma per quella che è la mia esperienza ho vissuto la perdita di piloti dal povero Petterson a ultimo Dan Weldon per citare chi corre in auto e queste persone ci sono sempre stare. Meno male che il motorsport e i suoi protagonisti sanno rigenerare le proprie ferite anche quando ci sono certi personaggi che cercano di girare un coltello infetto e bollente in una piaga ancora aperta.
    Ciao Marco…c’è un circuito tra le nuvole che raccoglie tutti i campioni di ogni epoca!

  12. & rombotti, ho letto il tuo commento e sono d’accordo con te sull’articolo di valentini che non ha senso, ma non concordo sul fatto che certa gente non conoscendo i senesi si permette di giudicarli, io x esempio non ho nulla contro i senesi, ci mancherebe, ma sono contro a tutte le manifestazioni dove si maltrattono gli animali come le corse ippiche a ostacoli, del palio, del grand national in inghilterra,le corride in spagna e altro, i piloti scelgono di garregiare di loro iniziativa, ai cavalli o ai tori, poverini, nessuno domanda se vogliono partecipare o no.(senza offesa eh rombotti)ciao.

  13. Egr. Dott. Giovanni Valentini
    Veramente sgradevole il Suo fondo sulla scomparsa di Marco Simoncelli.
    Tra l’altro pecca di originalità in quanto non c’è tragedia nel mondo degli sport motoristici nella quale la stampa dotta e sapiente non ci propina la solita filippica riprodotta ormai con il ciclostile sul senso delle corse .
    Ho 43 anni mi ricordo di quanto scritto e detto per il dramma di Lauda e Pironì , della tragendia di Villeneuve e Senna ( in quest’ultimo caso mi ricordo ancora anche La BUSI al TG1 delle 20,00 – che squallore), ho saputo quanto scritto dopo la tragedia di Bandini.
    Sempre lo stesso articolo, sempre lo stesso pezzo, alle quale basta cambiare il nome degli interpreti e l’articolo è fatto. Sempre uguale a se stesso, la solita proposta di abolire le corse , l’inutilità delle stesse e l’unico fine riconosciuto è quello di alimentare lo show business. La Sua creatività giornalistica la porta anche a delineare il profilo diseducativo delle corse “le quali abbassano la coscienza del limite.”
    Ma probabilmente ricordo male, chissà quanti prima di Lei hanno tracciato il profilo diseducativo delle corse, autoproclamandosi educatori della società così da” presiedere” – cito le sue parole “ i comportamenti quotidiani individuali e di massa.”
    Quale alto e nobile fine si propone con un articolo di giornale. Evidentemente ha un alta considerazione di se che mi spiace non io non possa condividere.
    Sembra di sentir teorizzare lo stato etico.
    Per il quale è però necessario che qualcuno ci dica cosa è giusto fare o cosa no. Si Vuole proporre lei Dott. Valentini per questo ruolo?
    Ovvero ha un altro candidato dal tratto morale ed educativo più marcato ?
    Con il rischio Dott. Valentini che potrebbe anche arrivare il giorno che la guida etica del paese potrebbe decidere di proibire a Lei di continuare a scrivere facendola tacere per sempre.
    Il che personalmente non le nascondo mi conforterebbe assai, e per dirla tutta sarei anche d’accordo, ma da liberale quale sono mi batterò sempre per la libertà di ciascuno e di tutti di dire scrivere e fare ciò che pensano.
    Ma quando poi le argomentazioni proposte si fondano su alti valori etici ed educativi che in quanto tali devono essere imposti, francamente mi girano i coglioni e non permetto a nessuno di potermi insegnare nulla. Tantomeno a Lei.
    Per dirla tutta quando ci si esprime in questi termini sino a teorizzare l’inutilità di una morte, solo per il gusto della provocazione e per vedere l’effetto che fa, il liberale che è in me svanisce e tutto sommato penso che sarebbe opportuno che qualcuno proibisse di scrivere tutto quello che è inutile e senza senso.
    Pensi quante pagine di giornali in bianco ogni mattina Dott. Valentini.
    E lei quante pagine bianche a sua firma avrebbe pubblicato nella Sua carriera.

    Rilevato comunque con sollievo che lei è rimasto il solo a riesumare il solito articolo proibizionista sulle corse ed auspicando che questo sia il segnale di una generazione di giornalisti che va esaurendosi, per lasciare il campo ad una generazione di giornalisti critica e coscienza di ciò che esprime, ribadita la liberta di pensiero e di parola garantita a tutti e per tutti, mi permetto alcune considerazioni in merito al suo fondo del 26 ottobre.

    Voglio così rapportare il suo articolo sul senso delle corse e sull’inutile mote di Simoncelli sul senso dell’informazione e sul ruolo di giornalisti e dei giornali rapportandola ai tempi della comunicazione moderna e trarne alcune considerazioni.
    Lo faccio in modo speculare al Suo articolo di talche le stronzate che andrò a dire si specchieranno con le stronzate che dice Lei.

    Potrei così teorizzare che nell’epoca di internet e di twitter di face book , dei blog e dei siti internet personali è inutile continuare a stampare i giornali, i quali comportano l’abbattimento delle foreste per la produzione della carta, la quale a sua volta comporta il problema dello smaltimento della stessa.
    Rilevante è anche il problema della distribuzione nelle edicole dei quotidiani fatte ancora – pensate – con furgoni vecchi e inquinanti che all’alba di ogni mattina girano l’Italia per portare in ogni pese sperduto la lieta novella divulgata da tanti suoi illustri colleghi.
    Ma ha senso tutto questo quando il quotidiano potrebbe essere inviato on line a tutti coloro i quali hanno il piacere di Leggere le osservazioni del Dott. Valentini?
    Senza la stampa dei giornali risparmieremo la carta, evitando di doverla smaltire contribuendo sensibilmente all’abbattimento delle foreste e dell’inquinamento!
    Tanto più quando le notizie riferite sono inutili perché riportano quanto accaduto ieri, quando con i mezzi di comunicazione odierna possiamo conoscere in diretta le notizie di oggi e capire cosa succederà domani.
    Facendo il verso al suo fondo mi domando a che servono i giornali oggi?
    E se ne devo trarre una giustificazione economica credo che i giornali servano solo ad alimentare le lobby di poteri che sono alle loro spalle a propagandare i loro interessi trafugandoli per fatti e pubblica opinione, aumentando il business dei loro padroni . e delle lobby economiche che a mezzo di inserzioni pubblicitarie lautamente pagate annullano la libertà di informazione rendendola serva di chi paga.
    Questo stato di cose distorce la realtà dell’informazione e la realtà dei fatti, creando disinformazione nell’opinione pubblica.
    I giornali sono quindi anche diseducativi perché – soprattutto in Italia – non vendono informazione libera, ma solo interessi di parte affidati alla cura di giornalisti prezzolati e compiacenti dei quali conosciamo l’ opinione prima ancora di sentirli parlare, proprio perché portatori di intessi di parte.
    A Che servono quindi i giornali?
    Continuando a seguire il Suo schema espositivo porgo La soluzione : non servono a niente quindi aboliamo i giornali e i giornalisti che nella società della comunicazione moderna sono il portato di un prodotto medievale,
    Ogni cittadino può disporre di bel sito internet e tutti disquisiamo su tutto: lei potrà parlare di motociclismo senza mai essere salito su una moto, senza aver mai frequentato il paddock e senza essere mai entrato in un reparto di produzione di moto ed io potrò disquisire sui neurini – dei quali non so un cazzo, ma ritengo di poter dare il mio giudizio – e sulla portata della scoperta che sono più veloci delle luce, così come il ministro Gelmini potrà riferire sulle difficoltà ingegneristiche che comporta costruire un tunnel da Zurigo al Gran Sasso.
    Tutti possiamo parlare di tutto senza che la patente di giornalista autorizzi lei ed altri a scrivere quello che gli passa per la testa una mattina di fine ottobre.
    Questa si che è democrazia e vera libertà di informazione.
    Siamo tutti ignoranti e scienziati allo stesso tempo , artefici di una realtà virtuale nella quale la verità è quella che si pubblica e ciò che non è scritto non esiste e non è vero!
    Ritiene possibile e realizzabile tutto questo? Lo ritiene uno scenario verosimile ed auspicabile . Ritiene che queste opinioni siano degne di pregio?
    Le rispondo io Dott. Valentini.
    Ho detto delle stronzate senza pari e senza senso perchè sono a letto con la febbre , con il mal di testa e non potendo andare a lavorare non ho trovato niente di meglio da fare che prendermi la briga di scrivere quello che mi passa per la capa leggendo il Suo articolo.

    Il Guaio è che il suo fondo del 26 ottobre è pubblicato su un quotidiano del quale lei è vicedirettore nel quale anche lei dice delle stronzate senza senso e senza cognizione di causa.
    Anzi anch’io ho un alta considerazione di me stesso e quindi comprenderà se ritengo senza senso ciò che ha scritto lei più di quanto dedotto da me.

    Il Suo fondo Dott. Valentini è questo. Un accozzaglia di stronzate.
    Inutile, senza senso , non dice niente, sciatto, non ti fa nemmeno incazzare per quanto è vuoto. E’ riuscito nell’impresa di non dire niente scrivendo due paginette. Il trionfo della banalità . Riciclata tra l’atro.
    Una pagina bianca avrebbe dato spunto per una riflessione più profonda e avrebbe fornito una informazione più dettagliata e precisa delle circostanze dell’incidente.
    La cosa grave è che Lei invece è riuscito anche a produrre disinformazione: non conoscendo la materia di cui parla, ha sentito qualche voce qua e la domenica mattina e ne deduce che probabilmente il Sic è stato “tradito proprio dalla tecnologia, dall’ elettronica del controllo della trazione.”
    La tranquillizzo, l’elettronica non c’entra nulla con l’incidente di Simoncelli perché Marco ha perso l’anteriore e non il posteriore della moto ( è inutile che le dica che la motricità e quindi il controllo di trazione è sulla ruota posteriore vero?) e Marco nel tentativo di rimetterla in piedi con il ginocchio e con il gomito c’ è in parte riuscito in quanto la ruota anteriore ha ripreso grip, ma con il peso di Marco che è rimasto agganciato alla manopola del gas , la moto ha chiuso la curva a destra.
    Questo accade anche con la bicicletta.
    Provi a pedalare in piano con la bicicletta e a fare pressione con il piede destro sul pedale destro e con la mano destra sulla manopola destra. Vedrà che la bicicletta piega a destra anche senza girare il manubrio.
    Volendo continuare questo gioco speculare con il suo fondo, mi domando qual è il portato educativo di un articolo come il Suo, ciclostilato dal tempo in cui l’uomo inventò il motore e si verificò la prima tragedia.
    Questo articolo insegna ancora di più il valore del silenzio, del sapere tacere, quando non si conosce il tema del quale si sta parlando, una pagina bianca è più significativa di una pagina inutile.
    Non è necessario dover dare un giudizio su tutto e su tutti ad ogni costo.
    Non è necessario dire la propria a sproposito solo perché si vuole fare sensazione ed essere una voce fuori dal coro.
    Il silenzio come valore, Il silenzio come educazione e rispetto del dolore di chi soffre e piange per questa tragedia, in primo luogo la famiglia di Simoncelli, per gli uomini del suo team, per tutti coloro i quali hanno conosciuto Marco Simoncelli e gli volevano bene e da ultimo anche per noi popolo di “fulminati dai motori” che alla nostra passione diamo sentimenti veri . Gioia o lacrime che siano, sono sempre sentimenti veri e che siamo esausti di sentire le cazzate senza senso che il dott. Valentini di turno ciclicamente ci propina.
    Quindi dott. Valentini non fosse altro per educazione e rispetto per chi soffre impari che le morti non sono mai inutili.
    Inutile è il Suo pensiero.
    Purtroppo la popolarità mediatica che le competizioni motoristiche hanno raggiunto, ha il rovescio della medaglia nel fatto che nel nostro modo di “fulminati”entri gente come lei che solo perché il fatto è “notizia” si sentono in dovere di scrivere la loro, tanto per fare da grancassa per far vedere che esistono e quale occasione migliore che farlo sulla pelle di altri.
    Poteva scrivere il suo inutile articolo la domenica prima quando si è verificata la tragedia di Wheldom ma dato che il pilota inglese in Italia è uno sconosciuto, la Sua dotta opinione sarebbe passata inosservata ed il Suo fondo senza senso avrebbe fatto poco clamore e non avrebbe ferito nessuno.

    Ieri abbiamo dato l’ultimo saluto al SIC . doveva essere un funerale è stato un inno alla vita , alla gioia di vivere, ed il sorriso di mamma Rossella e la dignità di papà Paolo mi hanno lasciato un senso di serenità e di pace che è diventata gioia cristiana quando sul sagrato della Chiesa tutto il mondo di SIC gli si è stretto intorno sulle note di Vasco. Ho visto l’abbraccio di papà Paolo con Dovizioso e Lorenzo.
    Ho sentito solo parole di amore e affetto per tutti .
    E Come sempre le parole più belle le ha detto il Dott. Costa il quale ha celebrato la vittoria di Marco sulla morte.
    Parole retoriche le sue? Forse si. Ma non per me .
    Perché è vero che ieri sera ciascuno di noi è tornato a casa con un qualcosa in più, con il ricordo di Marco le emozioni che ci saputo regalare fino all’ultimo e con il senso di comunanza e di unione che ci ha lasciato questa cerimonia funebre.
    Di questo dobbiamo ringraziare Marco per come era in vita, ringraziare la famiglia di Marco che ha consentito a tutti di salutarlo e di vivere tutti insieme la disperazione per la sua scomparsa ma nella gioia di essere in tanti a condividere questo dolore.
    Tutto questo non è inutile Dott. Valentini.
    Lasciare qualcosa di se agli altri è forse il senso più alto della vita.
    Le era mai capitato di vedere in Chiesa due moto al fianco dell’altare Dott. Valentini.
    Non credo.
    Qualcuno ha detto che sembrava un raduno di motociclisti più che un funerale Ed è per questo che mi ci sono sentito bene ed a mio agio e questa cerimonia funebre mi ha lasciato pace e di benessere.
    Il Suo articolo fuori luogo e senza senso com’è mi provoca invece solo forte disagio.
    Questo è il nostro modo e questi sono i nostri sentimenti: lei è invitato a starne fuori e nessuno chiede il suo commento tantomeno il suo giudizio

    Le possa dare una notizia Dott. Valentini . Anzi due.
    La prima è che le corse ci saranno sempre anche quando lei ed io saremo passati a miglior vita.
    Domenica si corre in India il gran premio di formula 1 e domenica prossima si ricomincia con la moto GP a Valencia.
    E’ giusto che sia così, è bello che sia così, sono sicuro che questo è quello che vorrebbe Simoncelli e la Sua famiglia, questo è quello che vogliamo noi innamorati dei motori.

    La seconda è questa .
    Io pur non conoscendo la famiglia di Simoncelli pur non avendo mai incrociato Marco Simoncelli una volta in vita mia, pur non facendo parte di nessun fan club le posso assicurare che ogni anno ci sarà un raduno in ricordo di Marco, dove si ricorderanno le sue imprese, le sue cazzate, dove si parlerà di motomondiale della gara appena finita e della prossima che si andrà a correre, delle novità in uscita al salone di Milano.
    Se avrò voglia di andarci, so che partirò con il mio giubbotto di pelle, la mia moto e so che appena arrivato anche se non conoscessi nessuno mi sentirò tra amici a casa mia.
    Ed in questa condivisione vedo molto del senso della vita ed anche della morte.
    Sono sicuro di questo, perché questi sono i ns sentimenti i ns valori perché questo ci insegna la passione per i motori e per lo sport. Perché questi sono i sentimenti di noi popolo di motociclisti nella quale lei è pregato di non entrare e si astenga dal fornire giudizi inutili.
    Adolfo

  14. @Terrasanta: in natura i cavalli ne` saltano, ne` trottano, ne` stanno a farsi accarezzare da uomini donne e bambini.Semplicemente corrono, galoppano.E` quello che gli piace fare.
    Comunque mi riferivo a chi vuole abolire il Palio senza sapere di cosa si tratta, cosa rappresenta, quanto influisce sulla vita di una citta`, da secoli.
    E per saperlo, basta andarlo a vedere, non e` vietato,anzi.
    Se permetti il tuo essere contrario a tutto quello che hai scritto e` qualunquista e superficiale. E per lo stesso principio potrebbe avere ragione Valentini, con il rispetto della vita umana come variante, perche` un pilota che inizia a correre a 10 anni non e` propriamente consapevole di quello che fa…

  15. @Teerrasa’—Ciao Cumpa’!!!!
    Ma come????Mi sei diventato animalista ??? Ma se strizzavi le pallotte al povero Kiwi ogni volta che correva il ns.Biaggi,e poi non contento lo hai pure fatto castrare ,privandolo dei piaceri del sesso con le miciolone tedesche!! 😀 😀 😀
    Ciao Bello!!!! Lo sai che scherzo eh!!!!! 😉 😉

  16. @Adolfo complimenti per quello che hai scritto da un ultra sessantenne che ogni volta che sale in moto ti sara’ sempre piu’ vicino e pensera’ a quelli come te che vivono in prima persona il nostro sport preferito.

  17. @Rombotti sull’eta’ dell’inizio di attivita’ sportive e competitive oggi mi sembra che tutti comincino anche troppo presto, per esempio nel tennis o nel calcio inizino addirittura intorno ai 4-5 anni ma probailmente anche in altri sports.

    Per il palio di Siena la prima volta che lo vidi ero molto piccolo e stavamo con famiglia alloggiati in un Hotel nella contrada dell’Istrice quindi da allora tifo “Istrice” 😀 😀 😀 come vedi mi hanno rovinato anche a me in giovane eta’ …

  18. Buongiorno a tutti.
    A me piacerebbe vedere a Valencia sui caschi dei piloti del motomondiale la facciona simpatica di SuperSic.
    Tipo il casco che Vale aveva al Mugello 2008.

  19. @Adolfo: non potevi essere più chiaro nello stigmatizzare il consueto intervento dello sciacallo di turno, confezionato al mero scopo di farsi, e sentirsi, bello quanto moralmente superiore.

  20. @Rombotti: Gli animali non possono scegliere liberamente mai. Se è vero che spesso i genitori spingono i bambini verso certe strade è ancor vero che raggiunta l’età della ragione questi possono scegliere se prendere una strada diversa, più confacente le loro spettative, o se quella percorsa possa essere la strada da battere in piena coscienza e realizzazione dei propri desideri. Un cavallo o un toro o altro animale, non potrà mai operare una scelta simile, quindi sta a noi trattare gli animali, nostri fratelli minori e dei quali abbiamo bisogno per sopravvivere anche solo per la biodiversità che è insita nella loro esistenza, in modo da tener in debito conto questa differenza.

  21. lucipher51 concordo al 100%, altro che superficiale. gli uomini possono sempre scegliere, vedi l’esmpio di poggiali, gli animali no..

    compare, kiwi (anche senza marroni) se la spassa bene, anche perkè non lo tocco piu, sia lui che max ti salutano.

    per finire devo dirti che piu conosco un certo genere umano piu divento animalista,(x carità senza alcun riferimento a questo blog)
    ciao.

  22. Io stavo pensando ancora a questo articolo e vorrei suggerire al Sign.Valentini (con ironia) di scriverne un altro dove parla di abolire anche la produzione delle moto in generale in quanto credo che sia più pericolosa la strada che la pista!!!!!!!

    Mah….continuo a essere stupita!!!!!

  23. @Adolfo: innanzitutto benvenuto da parte mia. E’ stato un piacere leggere il tuo commento, pieno di passione, competenza e amore per il nostro sport.

    Spero che continuerai a seguirci, perché sapere di avere attirato lettori come te è un traguardo personale per me importantissimo.

  24. Guardate chd i cavalli, come i tori, come tutti gli animali, hanno un carattere. se un cavallo non ha voglia di correre, state certi che non corre,perche

  25. …perche` un cavallo che arriva ultimo sempre e` inutile farlo correre.e quando non hanno voglia arrivano ultimi. I cavalli da corsa sono come i piloti.Quando ero rgazzino c`era un cavallo che era un mito nella piazza.Corse per 13 anni un totale di 19 palii vincendone 8, l`ultimo dei quali a sedici anni.E` poi morto per cause naturali e qualche anno prima fu portato in Piazza prima di una prova a fare un giro di saluto a tutta la citta` che lo applaudi` come il mugello applaudirebbe agostini in un giro con la sua mv. Si chiamava Panezio, guardate pure su wikipedia…
    I maltrattamenti agli animali sono ben altri, e quelli fanno incazzare anche me, che peraltro vivo con un cane che e` sempre con me. Rimango quindi dell`idea che certe prese di posizione sono paragonabili a quella del nostro buon Valentini verso le corse.
    Basta, non parliamo piu` di Palio dai… aspettiamo il prossimo luglio, come tutti l`anni…

  26. compare ciao parliamo un attimo di altre cose.

    mi dispiace ma vi abbiamo purgato un’altra volta!!!!!!!!!!!!
    e poi mi raccomando copriti bene xkè a -11 fa un freddo cane.

    SCHERZO HE!!!!!!!!!!!!!!.

    buona notte.

  27. @Terrasa’—Ok,ti voglio ascoltare stavolta!Oggi mi vado a comprare un bel Cappotto!!!
    Occhio pero’che il campionato è lungo,ed è risaputo che le squadrette danno il meglio le prime giornate,poi schiattano!!! 😀 😀 😉
    Ciao bello,buona domenica e salutami Kiwi e Massimiliano!!!

  28. @Smeriglio, bellissimo articolo come sempre. Grazie da parte di tutti i motociclisti del forum.
    @Adolofo fantastico commento, affilato come una katana. Se non fai il giornalista dovresti. Straquoto tutto!!!!

    In questi giorni avete assistito (io mi sono tenuto a distanza di sicurezza da tutti i media per poter elaborare il lutto in santa pace) al solito macabro mercatino. Ognuno e ciascuno si è sentito in dovere di vendersi il suo pezzetto di Sic. Dagli “addetti ai lavori” a quelli che non han mai seguito una gara. Tutti ad opinionare, commiserare, condannare e assolvere. A versare i soliti fiumi di inchiostro e lacrime alla paraffina. A tracciare improbabili parallelismi tra Simoncelli, Senna e Villeneuve passando per Hendrix, Morrison e Cobain. Sorridendo sotto i baffi ad ogni punto di share, ad ogni copia di giornale venduta in più, grazie al ritratto col faccione sorridente di Marco. Perchè si sa che piloti e rock star valgono quasi più da morti che da vivi. Quindi nessuna meraviglia che anche un vecchio avvoltoio rinco come il Valentini si sia avventato sul corpo, convinto che chi schiamazza e leva più alto il gracchiare abbia il primato del dolore più genuino alto e altruistico. Fa rabbia ma va bene così, la rabbia è un passaggio obbligato per l’elaborazione del lutto. Quindi grazie Valentini di aver egregiamente svolto il compito di avvoltoio benpensante di turno.

    Quel che rende la rabbia più amara è che una volta scemato il dolore di massa e spenti i riflettori su quest’altra tragedia, gli stessi soloni, gli addetti ai lavori dei miei stivali, torneranno ad alimentare polemiche, a mettere pressione, ad inasprire rivalità. A stabilire chi è grande e chi no, chi merita e chi no, chi è bollito e chi no, chi è fenomeno e chi no. Dimenticando che questi ragazzi non han bisogno di sproni. Sono cavalli e hanno solo bisogno di correre, magari col minor carico possibile di stress.

  29. ianfreak bravo, bravo anche adolfo, ora che tutto è finito io riterro solo che come sempre quelli che ci guadagnano e ci quadagnerannno, senza alcun scrupolo su questa disgrazia, sono sempre i soliti – mercanti del tempio-

  30. Esatto lanfreak, tutti a piangere…persino quella su Canale5 nel pomeriggio!!! e dopo come nulla fosse a tornare a parlare di GF36 e chi ha succhiato cosa le Belen di turno….odiosi

  31. Smeriglio, grazie mille per l’articolo e per aver dato la possibiità in questo modo di esprimere i nostri commenti.

    Aggiungo, si è mai chiesto il sig. Valentini (assonanza assurda) quanta gente muore sul posto di lavoro o in auto andandoci?
    Non sarebbe meglio fare appelli accorati, ma soprattutto, qualcosa di più concreto per quelle CENTINAIA DI MIGLIAIA di persone che ogni anno perdono la vita facendo quello che DEVONO, e spesso neanche vorrebbero, fare?

    Ma per piacere.

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