Una firma arrivata in extremis dopo un inverno passato a cercare sponsor con addirittura una mobilitazione di massa da parte dei suoi fans. Questo è stato l’inverno di Simone Giorgi, il pilota italiano meglio piazzato nel 2011 in 125 nonostante un brutto infortunio a Misano.

Noi di GiornaleMotori lo abbiamo raggiunto, trovando non solo un pilota veloce ma anche un ragazzo di un’umiltà di un altro tempo. Disponibile, intelligente e, non guasta mai, di bella presenza (farà piacere alle sua fans!). Ecco cosa ci ha raccontato dopo la firma con il suo nuovo team.

Dopo un 2011 dove sei stato il migliore degli italiani in 125 nonostante 6 gare in meno degli altri, un inverno intero dove sei stato praticamente a piedi e ora, finalmente hai una moto…anzi due!

Questo è stato uno degli inverni peggiori di sempre, ad un certo punto ho anche pensato che dovevo iniziare a pensare di trovarmi un lavoro… Poi finalmente, anche se in extremis ecco l’accordo con il team WWC,  da qui il mio morale è schizzato alle stelle.

Il Team, Ambrogio Next Racing, ti vede ritornare con Caponera e una moto completamente nuova. Ce la puoi descrivere? 

Questa moto mi ha sorpreso in maniera positiva, mi aspettavo una moto molto più problematica per via del freno a motore e dell’erogazione del  4T, ed invece ho trovato una moto molto divertente che dopo quattro giornate di prove mi ha già conquistato!

Hai già fatto due sessioni di test. Come va questa Moto3 e in cosa si differenzia dalla “vecchia” 125 2T?

La vecchia 2T era molto più “scorbutica” nell’erogazione e il telaio ne risentiva molto, mettendo non poco in difficoltà i tecnici per trovare il set-up ideale. La 4T grazie ad un erogazione più morbida e fluida aiuta gomme e telaio a lavorare meglio, questa è stata una delle prime cose che mi è piaciuta. Poi si toccano facilmente i gomiti (WOW!)

Queste Moto3, che per fortuna sono diverse dalla formula monomotore Moto2, ancora non mi convincono. Tu che ne pensi di questo ritorno totale al 4 tempi?

Il 4T è il futuro, su questo non ci sono dubbi. Inquinano meno, hanno la possibilità di essere gestiti con maggiori apparati elettronici e soprattutto hanno un campo di utilizzo più ampio. Io penso che si debba seguire l’evoluzione e mi pare che il 4T assecondi pienamente questo scopo.

Parliamo di questo tuo rientro in extremis. Come ti spieghi che nessun team, nemmeno il Team Italia, ti abbia preso in considerazione nonostante i tuoi risultati siano stati migliori di alcuni piloti ora presenti in griglia?

Sinceramente non lo so, mi sarei aspettato più considerazione da parte della federazione, ho comunque portato a casa punti per l’Italia ma questo non mi ha assolutamente aiutato a trovare un posto per quest’anno. Come sempre abbiamo dovuto fare tutto da soli.

I piloti paganti ci sono sempre stati, ma di solito erano piloti lenti e nelle retrovie. Ora persino piloti che potenzialmente potrebbero stare nei 15 sono costretti a tirare fuori soldi. Tu che vivi il mondiale da dentro, ci puoi spiegare come mai?

Il sistema sta cambiando ormai da parecchi anni a questa parte, già quando ho iniziato a correre nel motomondiale nonostante fossi il campione italiano in carica e uno dei più giovani italiani, per correre mi chiesero una cifra esorbitante. Il problema di base è che i team non hanno sponsor loro e quindi il pilota deve contribuire pagando con i propri.

Per quanto mi riguarda, più piloti paganti in griglia uguale abbassamento del livello generale del campionato: il Motomondiale sta perdendo credibilità?

Il motomondiale continua ad essere il campionato con il più alto livello di competitività, ma ultimamente la crisi ha tagliato fuori piloti talentuosi che meritavano di poter correre ancora. Non è facile da spiegare ma la crisi si fa sentire fortemente anche all’interno del paddock.

Mai pensato alla SBK?

Sinceramente no, mi piacciono le moto da GP, moto fatte per correre. La SBK ha raggiunto livelli altissimi ma ancora non mi attira particolarmente, chissà forse un giorno ci farò un pensierino, ma per adesso voglio correre e vincere qui.

Tornando al problema: ci sono piloti che, nonostante stagioni senza nessun risultato di rilievo, una sella la trovano sempre e hanno sempre chi paga per loro. Ma si può sapere il perché?

Noi Italiani siamo fortunati perché abbiamo tanti impianti e tanta passione per il motociclismo, ma siamo anche sfortunati perché siamo tanti e questo crea qualche difficoltà nel reperire sponsor. Piloti di nazioni dove il motociclismo non è uno sport così comune si ritrovano ad essere al centro dell’attenzione fin da subito, e questo attira sponsor che anche solo per spirito patriottico aiutano il proprio pilota.

Bisogna dire che la sfortuna ti ha sempre perseguitato. Hai qualche rimpianto? Cosa non rifaresti?

Effettivamente alle spalle ho una carriera ricca di incidenti, ossa rotte e settimane passate in ospedale, ma non farei niente per cambiare tutto questo. Quello che ho fatto l’ho sempre fatto con passione e soprattutto impegnandomi al 100%, quindi non ho rimpianti, anche la mia vita la vivo così facendo quello che mi va di fare ma facendolo sempre al massimo delle mie potenzialità.

Frivolezze: la moto più divertente che hai usato in pista?

Questa è troppo facile!! Senza il minimo dubbio la 250cc 2T, una “bestia” di moto, difficile da domare ma che ti riempie di soddisfazione curva dopo curva.