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A quanto pare la DORNA nelle mani di Carmelo Ezpeleta ha vinto il braccio di ferro con la Honda ed indirettamente anche con le case della MSMA,  che a questo punto difficilmente possono rilanciare l’accordo raggiunto con Shouei Nakamoto.

Era nell’aria che si stava completando una lunga e laboriosa partita di poker, da una parte Ezpeleta con la sua centralina unica, la riduzione di giri, dall’altra la Honda con i suoi no  ed il prototipo a prezzi scontati , accordo raggiunto e  quindi per definizione uno stop decisivo alla corsa folle agli sviluppi sia elettonici che sofisticatissimi di meccanica.

In Motosprint si dice che si è raggiunto un accordo, in pratica la Honda ha accettato la centralina unica per tutti, ma è stata accontentata nella non limitazione dei giri. In cambio la Honda ha accettato di produrre le ormai famose MotoGP di “produzione” da un milione di euro.

Saranno delle MotoGP replica delle ormai celebri RCV ufficiali quindi ridotte in elettronica e prestazioni ed al di sotto sembra anche della Honda clienti di oggi.

La DORNA quindi alla fine ha vinto la trattativa forzando la Honda a fermare gli sviluppi usare una elettronica comune a tutte le moto che correranno in MotoGP , che rappresenta un gran limite ai costi e probabilmente anche agli sviluppi, aprendo forse le porte ad altre case che volessero iniziare la produzione di piccole serie di MotoGP consentendo quindi sia a nuovi team che piloti di appordare nella massima classe oggi ridotta a pochissimi prototipi e a qualche CRT che arranca nelle retrovie.

Ezpeleta ha vinto con la sua impostazione di come plasmare il futuro, ma sopratutto sta di fatto eliminando  le crt come materiale e mantenendo i team ed i piloti che si troveranno probabilmente un bel prototipo anche se di produzione a prestazioni e prezzi accessibili.

Il risultato evidente è che Ezpeleta sia riuscito a legare ancora di più i produttori a questo campionato che era sull’orlo del fallimento più totale e forse è riuscito a ricentrare le aspettative del grande pubblico sulla parte per lui più importante che è  e resta lo spettacolo.

La MSMA associazione dei produttori, praticamente sono solo tre: Honda,Yamaha e Ducati ne esce con le ossa rotte, hanno finito di litigare fra di loro scendere a patti  o annullare definitivamente lo strapotere della Honda che alla fine sicuramente , anche se è una parola un pò grossa, ricattava tutti.

Carmelo Ezpeleta è stato molto ma molto tempestivo, sfruttando la situazione economica mondiale molto instabile ha fatto delle proposte che in altri tempi gli sarebbero state rigettate in faccia sghignazzando, ma oggi chi è mai in condizione di lasciare il carrozzone DORNA e proporre un campionato mondiale parallelo ? Con che soldi con quali diritti televisivi tutti manipolati alla stessa società che gestisce sia la MotoGP che la SBK ? Momento tremendamente opportuno ed ideale per stroncare certi monopli.

Allora il dopo Sepang, dove si è avuto l’ultimo confronto con un ottimo compromesso, pare la svolta decisiva per chi gestisce il mondiale ed un arretramento di posizione di chi costruisce i mezzi che competono.

Ormai è chiaro a tutti che il successo si misura con gli ascolti televisivi ed allora ben vengnao certe scelte se consentiranno a più team e piloti di partecipare con un livellamento di prestazioni dei mezzi anche se non sarà ben accetto dai tifosi duri e puri delle  moto da corsa prototipi, consente invece a più piloti di emergere e non svuota le tasche di chi cerca di far quadrare con enormi difficoltà un budget ormai insostenibile.

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3 COMMENTS

  1. In un mondo ideale sarebbe bello che ci fosse la libertà assoluta. Ma nel mondo reale le cose vanno diversamente. Al primo approccio va bene così, ma poi le strutture più organizzate si ottimizzano e cominciano ad accumulare una messe di dati e di evoluzioni sui cui fondare gli sviluppi futuri che mette fuori gioco tutti i competitors meno strutturati o “principianti”. La libertà limitata che c’è stata dagli anni 80 fino all’avvento della Motogp ha portato di fatto alla morte di un campionato dove correvano 30-35 moto, dove c’era spazio per un fenomeno come la Paton o addirittura della Gamma 500 elaborate alla morte apparente di un campionato che senza l’espediente delle CRT da un paio d’anni non esisterebbe più. Oggi in motogp vinci se, nonostante la crisi riesci a tirare fuori un budget decente e se hai una “squadra” grande grossa affiatata e fatta di gente competente e preparata. Se hai solo 5-6 milioni di euro da spendere puoi noleggiare una bella moto e fare qualche apparizione vicino a chi conta, sennò stai a casa. Un rimescolamento di carte che possa consentire a qualche outsider di dire la sua seppur sporadicamente e in condizioni particolari sembra d’obbligo. Magari qualcuno tira fuori la genialata come fece Preziosi nel 2006-2007 di smagrire il motore in curva per farlo andare forte nel dritto prima che ci pensassero le orde di ingegneri giapponesi e ha la fortuna di avere il pilota giusto e getta di nuovo scompiglio nel CIRCUS!

  2. penso che alla fine sn quasi contenti tutti, stessa centralina e costi ridotti, unica cosa per completare era l’arrivo di un gommista.. pirelli ad esempio, vediamo se intanto con questi cambiamenti aprilia-bmw-kawasaki-suzuki decidono di tornare

  3. Magari sarò in controtendenza ma a me pare una bella decisione.

    Limitando un pochino i colossi, potranno tornare ad essere più competitive anche case più piccole che in passato hanno avuto un ruolo importante nelle competizioni, come Aprilia e Suzuki.

    La motoGp è diventata un trenino, una noiosa sfilata. Qualsiasi altra categoria: moto2, moto3, SBK o Supersport è più divertente. I piloti possono sfidarsi e sfruttare il proprio talento. In motoGP ormai la differenza la fai quasi soltanto rispetto al tuo compagno di marca.

    Sono però molto curioso di sapere come la pensano i lettori di GM.

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