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MotoGP, Valencia – Briefing

Valencia, ultima tappa del mondiale, ha un tracciato piuttosto stretto e tortuoso con molte curve lente e poco raccordabili, in perfetto stile Honda. In compenso il grip è piuttosto buono, e questo consente alla Yamaha – soprattutto la versione 2013 ufficiale –di non avere problemi di trazione. Già tra le FP1 e le FP2, man mano che la pista si gommava, dall’iniziale vantaggio per Marquez siamo passati ad una sostanziale parità con Lorenzo, e in gara le condizioni miglioreranno ulteriormente. Vediamo cosa è successo.

Prime prove, con pista ancora da gommare, a favore dei mezzi con la migliore trazione, con ulteriore vantaggio per la guida in drifting di Marquez,  efficacissimo nel T4 e in particolare nel curvone veloce che porta all’ultima curva del tracciato.

marc_canne

La sua moto ha un assetto che ormai abbiamo visto parecchie volte: ruota posteriore a metà con forcelle sfilate di due/tre cm proprio per avere un avantreno un filo più carico staticamente ma con minori trasferimenti durante le accelerazioni in modo da favorire le derapate.

marc_dietro

La moto di Pedrosa invece è tenuta molto alta, con forcelle a filo, per favorire la maneggevolezza e raddrizzare velocemente, in modo da sfruttare la piena trazione con una guida spigolata. E non è un caso che in FP2, con il grip dell’asfalto in crescita, il suo stile diventi sempre più redditizio.

pedrosa_dietro

Sicuramente lui qui ha le migliori chances di fare il colpaccio mentre Marquez dovrà affrontare un dilemma: abbassare ancora la sua moto per continuare a driftare anche con aderenze sempre più elevate (perdendo però in maneggevolezza nel T2 e nel T3) oppure decidere di rinunciare alle derapate e di sfruttare le accelerazioni dai rampini lenti. Se interpreto bene la sua guida, sono abbastanza convinto che sceglierà la prima opzione per non rischiare il sottosterzo in uscita (cosa che lui detesta sopra ogni cosa; al contrario di Pedrosa che invece gestisce il problema diversamente, con raddrizzate rapidissime e traiettorie spigolate).

Già, il sottosterzo in uscita. Qui abbiamo l’occasione di notare le differenze in casa Yamaha tra le ufficiali e le Tech3: le ufficiali, un po’ più lunghe di passo per via dell’avantreno più avanzato, hanno una migliore trazione di quelle “private” ma pagano un po’ di sottosterzo in ingresso sul lento. Rossi, con la sua guida fatta di staccate e ingressi violenti, soffre più di Lorenzo questo problema; d’altra parte, la moto più corta (versione 2012 ufficiale/Tech3 2013) aveva troppi problemi di trazione e andava caricata sul posteriore a costo di perdere un po’ di rapidità sul lento. Crutchlow, infatti, in sella alla M1 “corta” ha ottenuto un buon tempo grazie alla superiore maneggevolezza: ma è anche caduto proprio per colpa di un posteriore che ha improvvisamente perso trazione. In gara, con grip ancora crescente, probabilmente non avrà troppi problemi e mi aspetto (salvo errori e/o incidenti) di vederlo tra i primi.

lorenzo_dietro

Lorenzo non entra in curva con troppa violenza e frena con progressione, riuscendo così a minimizzare sulla guida la minor efficacia della M1 “lunga”: anzi, approfitta della maggiore trazione per ottenere un tempo notevolissimo con la gomma posteriore hard. Se in gara ci saranno (e ci saranno quasi certamente) le condizioni per utilizzare la morbida, probabilmente abbasserà la M1 per evitare il sottosterzo in uscita tipico delle moto lunghe con troppo grip e si ritroverà vicino come comportamento dinamico alla Honda di Pedrosa. Cioè al mezzo migliore qui a Valencia.

In casa Ducati ci si ritrova con una moto lunga, quindi sottosterzante in ingresso, e con molto grip, e quindi sottosterzante in uscita. Totalmente inadatta a un circuito tortuoso come questo. Bisognerebbe settarla in stile Stoner (ma anche Marquez, guarda un po’…) e guidarla in derapata come una Supermotard, senza cercare né percorrenza nè maneggevolezza né prontezza in staccata. L’ultimo che qui la portò in questo modo rifilò due secondi tondi a chi il giorno successivo voleva guidarla in percorrenza, a riprova che la D16 e la M1 sono agli antipodi come concetto. Il mio consiglio resta quello delle ultime gare: lasciate che Hernandez provi a consumare qualche gomma. Peggio di ora sicuramente non potrà fare, e l’unico rischio è quello di imparare qualcosa di nuovo sulla vostra stessa moto.

 

3 Commenti

  1. Bellissima analisi come al solito!
    Che dici, ora che cambierà capotecnico, Rossi lo troverà uno con le palle abbastanza grandi da correggere i problemi che si porta dietro da quattro anni? Certo che all’età sua…

  2. Gp di Valencia miglior risultato Ducati.

    2003 3° Capirossi
    2004 3° Bayliss
    2005 4° Checa
    2006 1° e 2° Bayliss e Capirossi
    2007 2° Stoner
    2008 1° Stoner
    2009 5° Hayden
    2010 2° Stoner
    2011 8° Abraham
    2012 7° Abraham
    2113 ?° ?

    Risultati non malvagi per una moto lunga e inguidabie sullo stretto se non con lo Stoner setting, no? (intendo prima e non dopo Stoner) 🙂

  3. Domani Lorenzo è favorito, Marquez ha fatto la pole ma con un giro proprio tirato oltre il limite, una gara così la gomma non la tiene mica…

    Non vedo l’ora…sono agitato io!!!

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