EICMA 2013: il Gruppo Piaggio rivisita i suoi successi

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Questo EICMA 2013 arriva in un momento particolarmente  positivo nella lunga storia del Gruppo Piaggio. Fatto non di poco conto, se si considera il momento di profonda crisi che ha affossato le vendite di auto e moto, senza però piegare una delle case nostrane più famosa nell’immenso mondo delle due ruote. Sfruttando il fascino tutto italiano e dando ai rispettivi marchi del Gruppo la giusta anima spaziando da sport, turismo a mobilità urbana, questo anno si chiude con una certa soddisfazione aprendo ad un 2014 sempre difficile ma poggiando su basi solide. Che Piaggio non voglia smettere di cercare nuove sfide è parso subito chiaro durante la conferenza stampa, quando (un po a sorpresa) è stato annunciata l’intenzione di tornare in MotoGP (ovviamente attraverso Aprilia) a partire dal 2016. Scelta coraggiosa che sottolinea ancora una volta uno spirito intraprendente, lo stesso in grado di ridare smalto dopo anni di eccessivo silenzio. Per quanto riguarda i specifici modelli non vi sono state presentazioni o anteprime, bensì interessanti rivisitazioni atte a stuzzicare nuovamente l’appetito.

Vespa Primavera

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Che la Vespa non abbia stancato il mercato lo si può capire da due, evidenti, fattori. Il primo le vendite globali, con domande sempre più  frequenti nei paesi in via di sviluppo, ed il secondo nel continuo tentativo di copiare le forme dello scooter più famoso del mondo. Anche nello stesso salone vi erano delle case asiatiche che presentavano scooter chiaramente ispirati (o meglio copiati) dalla Vespa, tanto da costringere la Guardia di Finanza ad intervenire in prima persona e sequestrare tali (tristi) imitazioni. Un successo senza fine quindi, che Piaggio vuole continuare a sfruttare presentando una rivisitazione della Primavera. La casa dice che ci troviamo difronte ad una novità totale, anche se le forme richiamano la Vespa 946 per quell’irrinunciabile tocco classico. Estetica ma sopratutto funzionalità per l’uso di tutti i giorni mantenendone inalterato lo spirito formale. Sono i gruppo ottici a LED a darle un aspetto moderno mentre la sella piatta e biposto è ora più confortevole e abitabile per un uso quotidiano. Nuova la scocca progettata per ottenere livelli maggiori di rigidezza senza andare a penalizzare il peso. Ampia l’offerta delle motorizzazioni dal 50cc quattro tempi, passando per il 125cc sino al 150cc.

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“Moto Guzzi” gamma V7 my 2014

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Una intera gamma sotto il nome V7 per la carismatica Moto Guzzi anche per il 2014 ormai alle porte. Un ponte diretto con il passato tra fascino e richiami, riproposto però con tutti gli aggiornamenti del mondo odierno. Sono tre le versioni prese  in analisi: Stone, Special e Racer. Tutti  tre portano la novità de lnuovo volano in bagno d’olio che prende il posto del precedente alternatore a secco, modificando leggermente il frontale del bicilindrico a V di 90° grazie a un nuovo coperchio dall’aspetto più compatto e gradevole. Le tre però si differenziano per personalità, come la Stone tutta cattiveria grazie al suo aspetto total-blaclk, con l’unica eccezione del motore che conserva i toni cromatici delle leghe di metalli e la lucentezza dell’impianto di scarico. Una luccicante differenza su tutto il resto in un trionfo del  nero, dagli specchietti retrovisori agli ammortizzatori, dai parafanghi alle ruote fino ai fianchetti. Più vicina allo spirito della progenitrice invece la V7 Special, non a caso battezzata “Essetre” come la V750 del 1974 che introdusse, per la prima volta su una Moto Guzzi, i freni a disco. Molto bello il logo sul serbatoio a rilievo come quello storico, presente in entrambe  le basi cromatiche (argento metallizzato con fasce nere o nero con fasce arancioni che riedita i colori dell’antenata). Con la V7 Racer infine andiamo nelle serie limitata, caratterizzata da un look corsaiolo con un serbatoio cromato da 22 litri e la presenza del numeto 7, tanto caro al campione del mondo 250 Enrico Lorenzetti. Nuova la sella monoposto (ma sono disponibili a richiesta la sella bi-posto e le pedane passeggero) su telaio di colore rosso ispirato a quello della prima serie di V7 Sport.

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“Aprilia” Tuono V4 R

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Chiudiamo con piccante mondo che strizza gli occhi alla pista (e ci piace tanto). Per farci felici l’Aprilia, fresca di un’altro titolo costruttori SBK, presenta una nuova edizione della sua Tuono con una grafica pulita ed un maggiore occhio al comfort. Risultato raggiunto rimodellando il serbatoio ed una imbottitura più generosa della sella. Ovviamente al top la dotazione elettronica con il sistema APRC-ABS che comprende l’acceleratore elettronico con tre programmi di erogazione della potenza ma, soprattutto, il più avanzato sistema di controllo della trazione, attivabile su ben 8 (!) diversi livelli di intervento. Nel pacchetto delle diavolerie tecnologiche anche il controllo di impennata e il sistema di cambio assistito, per cambiate fulminanti senza frizione a gas spalancato. Come non dimenticare poi il launch control per partenze brucianti e il sistema ABS regolabile su tre posizioni. Interventi anche sul motore, portato ora a 170HP con una curva di coppia  più sostanziosa. Accelerazione micidiale ed una velocità massima superiore ai 260 Km/h, da sfruttare appieno solo ed esclusivamente in pista. Se volete frugare nei vostri risparmi occorreranno € 16.230 per averla.

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Riccardo Cangini

One Comment
  1. Il logo storico Vespa con quel cacchio di scooterino sotto non si può guardare. Credo che sia l’unica azienda che riprende un modello storico, rifacendolo al ribasso.
    Un simbolo di così alto valore, molto conosciuto come la Primavera dovrebbe essere rifatto alla grande e utilizzato come traino (vedi Mini, Maggiolino, 500, Benelli, Morini…)

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