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MotoGP, Rio Hondo – Debriefing

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Tutto secondo le previsioni. Il circuito di Rio Hondo si dimostra una pista veloce e con tutte le caratteristiche preferite dalle moto di ultima generazione, fatte più per sfruttare i cavalli che per curvare veloci. Marquez vince facilmente, e anche questo era previsto, ma è interessante trarre qualche conclusione sulle gomme. Vediamo.

Il fondo della pista si presenta eccellente come grip senza particolari problemi di abrasività: tolta la soft, impossibile da usare per il grip troppo alto che l’avrebbe distrutta in pochi giri, sia la media che la dura si sono rivelate all’altezza del compito, e questo ha portato i diversi team a scelte anche molto diverse.

Marquez e Rossi con la hard su entrambe le ruote hanno sicuramente trovato la migliore soluzione: segnale importante perché ci dice quanto Rossi oggi chieda al suo avantreno assai meno che in passato in termini di tenuta. Per lo spagnolo non è una novità, il suo stile ormai lo conosciamo; per Rossi invece c’è ancora qualcosina da perfezionare. Al di là delle polemiche c’è stata qualche sbavatura di troppo, pagata con qualche “lungo” quando lo spostamento trasversale del corpo non è stato abbastanza tempestivo.

Capiamoci, la gara è composta da oltre 300 curve e noi qui stiamo parlando di 2 sbavature, mica di 20. Succede questo: quando lo spostamento non risulta abbastanza rapido o fluido la M1 si comporta per quello che è, cioè una moto sottosterzante con la tendenza ad allargare la traiettoria. La guida di peso serve ad evitare il sottosterzo ma la manovra va eseguita con decisione, e ogni incertezza torna a trasformare la M1 in una moto meno scorrevole che in passato: la richiesta di tenuta sull’avantreno torna a crescere e la ruota hard non è in grado di assicurare il grip necessario a stare dentro la curva.

In compenso offre la possibilità di una prestazione costante in frenata anche nella seconda parte di gara. La gommatura interamente hard della moto di Rossi ci dice che lui si era preparato per una gara tutta all’attacco, fatta di concentrazione e di guida estrema fino all’ultimo giro a patto di non commettere errori. Diciamo che Rossi ha accettato il rischio, scommettendo con se stesso sulla precisione in inserimento pur di avere un mezzo competitivo fino all’ultimo metro. Sicuramente una scelta coraggiosa, quindi, e bisogna ammettere che il passo per arrivare al podio c’era. Peccato per quelle due curve, ma è importante rilevare la scelta aggressiva e poco conservativa.2014-04-30_140746

Scelta che invece non fa Lorenzo. Pur cominciando a provarci, lui non si sporge ancora abbastanza e gli serve un avantreno che lo tenga in curva anche con poco carico e molta forza laterale. Sceglie la media anteriore, consapevole del fatto che nei giri finali dovrà essere più delicato. Ma la sua strategia è quella di fare la lepre nei primi giri, con una gomma che trova aderenza da subito, e poi gestire la gara in solitaria senza duelli, devastanti per la mescola, negli ultimi giri. A scappare subito ci è riuscito, ad evitare i duelli finali invece no: il sorpasso di Marquez con la anteriore hard ci sta tutto, ma quello di Pedrosa proprio in staccata era inevitabile?

La risposta è sì. Pedrosa aveva la stessa gommatura, è vero. Ma la Honda drifta meglio sui lunghi curvoni e chiede meno al suo avantreno più leggero. A fine gara la sua anteriore media era ancora in ottime condizioni e Pedrosa ha potuto attaccare la Yamaha del connazionale. Secondo posto meritato, costruito con grande intelligenza tattica.bradl rossi

La cosa non riesce invece a Bradl, e la media al posteriore su una moto con tanta motricità è stata decisamente sbagliata. Certo, nei primi giri il vantaggio nella prestazione pura è evidente: lo stesso Rossi subisce un sorpasso proprio perché non chiude la porta a un Bradl valutato troppo lontano per inserirsi all’interno. Ma il tedesco aveva una media anteriore e poteva staccare più aggressivo. D’altra parte, il vantaggio dei primi giri con la gommatura più morbida andava sfruttato subito per costruire un margine sufficiente a resistere quando la mescola avrebbe calato.

Giusto quindi il sorpasso, direi obbligatorio. Non è stato però sufficiente a contenere il ritorno di un Rossi aggressivo e costante fino al traguardo. E non tanto per la gomma anteriore, quanto per la scelta posteriore: derapare con una moto con tanta motricità significa scaricare molti cavalli, più che con la gomma hard. La carcassa è sottoposta a deformazioni più elevate e la mescola media soffre il degrado. Prestazioni eccellenti finchè durano, poi il calo è inevitabile.2014-04-30_142045

Esattamente come Iannone, con tutte le aggravanti di una moto ancora più carica sul retrotreno. Ma in Ducati le specifiche Open non consentivano l’uso della hard, e l’ottimo Andrea (stavolta lui, non l’altro) ha fatto il possibile e forse anche qualcosa in più. La soddisfazione in Pramac, probabilmente eccessiva per i non addetti ai lavori, sta proprio nell’aver ottenuto un buon sesto posto nonostante l’enorme limite della mescola. In qualche immagine della battaglia si è visto chiaramente un Iannone che opponeva resistenza in tutti i modi con un posteriore che scappava bruscamente sotto trazione. Non ho dubbi che con la hard anche dietro avrebbe detto la sua anche nella lotta per il podio, e fossi stato all’interno del suo box avrei festeggiato come una vittoria. Davvero bravo, punto.2014-04-30_142122

Due parole sull’anteriore hard: l’efficienza della Ducati in frenata pura è ormai evidente, probabilmente è la moto che frena più forte in assoluto. La scelta della hard anteriore, diversamente dalle Honda e nonostante un carico statico inferiore, deriva proprio da quello. Purtroppo l’inserimento a freni tirati è ancora il punto debole, e questo annulla il vantaggio della potenza decelerante: la gomma media, a prezzo di grosse difficoltà di guida, probabilmente avrebbe consentito un inserimento un po’ più profondo ma avrebbe scontato col degrado precoce una frenata così potente, esattamente come ad Austin. Qui a Rio Hondo il grip era anche superiore, ed ecco la scelta hard.

Su Dovizioso ho cercato notizie e ho trovato solo qualche nota su una leggera perdita di olio, peraltro senza precisazioni circa l’origine, e su generici problemi di altra natura. Mi spiace non poter essere più preciso ma son certo che una prestazione così mediocre ha la sua ragione in qualche problema contingente. Nulla di strutturale o di sbagliato nel setting, insomma.

La Forward. La più carica di avantreno non poteva che correre con la hard anteriore e con la media posteriore, nessuna sorpresa su questo. Ma la hard anteriore impone più attenzione nei primi giri perfino da piloti come Marquez e Rossi, figurarsi Espargaro. Ci voleva un Lorenzo alla guida.

Una nota a margine. La posizione di Bradl in griglia è stata condizionata durante le prove da una caduta che l’ha messo fuori gioco dopo soli due giri. Vale la pena notare che si è trattato di un highside imputabile al mancato funzionamento (non necessariamente un’avaria, basta un semplice errore nel setting) dell’antispin. E questo non fa altro che confermare quanto sia necessaria una progressione assolutamente lineare con le moto attuali. Un perfetto drifting è il risultato di tanti fattori, dall’elettronica al motore. La Ducati dimostra che l’elettronica senza motore screaming non basta, la Honda di Bradl dimostra che il motore screaming senza elettronica non basta. Ci vogliono entrambe.

17 Commenti

  1. Fantastico Debriefing come al solito! Avrei una curiosità.. come mai i piloti Yamaha non sono stati aggressivi sui cordoli come quelli Honda? E’ soltanto dovuto alla nota inferiorità Yamaha di spigolare le curve, o intenzionalmente non passavano sopra il cordolo per paura di una eccessiva instabilità della moto?E se la seconda ipotesi fosse quella vera, non dovrebbe la Yamaha( con baricentro più alto e carichi di trasferimento maggiori) assorbire meglio le sollecitazioni provocate dal passaggio sopra il cordolo?

  2. Quando passi sul cordolo la tenuta della ruota anteriore cala drasticamente e la moto scapperebbe di avantreno. A meno che tu non la faccia scappare prima di retrotreno, con generose manate di gas, cosicchè l’unico problema che ha la ruota anteriore è controsterzare e indirizzare l’avantreno secondo la derapata. Senza forza laterale o quasi. La difficoltà nel drifting della M1, pur corretta in tal senso rispetto alla versione 2013, le impedisce questo stile flat-track. Lo stesso Rossi, pur con un nuovo stile di guida, riesce a correggere il sottosterzo ma ha ancora grossi problemi con le lunghe uscite di traverso a gomma fumante tipo Bayliss. Quando aveva la moto per farlo, non ci si è nemmeno provato 😛

  3. Eh ci credo! C’è da cacarsi in mano a guidare in quella maniera XD
    Comunque, da quanto ho capito, nemmeno la Ducati (dal 2010 ad oggi) consente di guidare in drifting, in quanto non possiede una derapata progressiva e quindi prevedibile e sfruttabile (vedi il discorso sulla configurazione screamer), ed in oltre driftando il Ducatone in modalità open, non potendo montare la hard posteriore, cucinerebbe la gomma post in un battibaleno! O sbaglio?

  4. La cuoce di più quando non drifta. Una gomma che slitta deforma la carcassa meno di una gomma che non scivola. Però la cuoce lo stesso, eh? La hard, oggi che funziona, per la Ducati sarebbe sempre la prima scelta. Prima ancora di Yamaha e Honda proprio per una questione di centraggio.

  5. Grazie per il debriefing!
    Una domanda…hai scritto che il fatto che Rossi monti la dura implica che chiede di meno all’anteriore rispetto ad un tempo. Ma non si è sempre detto (anche la scorsa stagione) che vista l’aggressività del suo stile di guida la morbida non è sufficiente (anche come “appoggio”)? Parli di mescola o carcassa?

  6. Federico, una domanda a cui, che se non erro, in uno dei tuoi articoli precedenti detti già una risposta, ma non ne sono sicuro.
    Da profano una posteriore che “drifta”, così a mente, verrebbe da dire che “sgrattuggia” di più la gomma consumandola maggiormente. Mentre mi sembra di capire che è quasi meglio di una gomma in appoggio, con grande carico statico, per via della maggiore deformazione della carcassa (e quindi calore) che questa genera e quindi maggior consumo della gomma.
    Quindo il drift rischia di diventare un burn? Le F1 non driftano, per le auto da rally è un obbligo, le vecchie GP 1000 addirittura fumavano, ma non ho ben chiaro il limite della cosa.
    (non sono certo di essermi capito nemmeno io).

    Altra cosa, ho notato anche in Texas una capacità delle Honda di fare le “esse” (in generale i rapidi cambi di direzione) più strette. Impressione mia? Bravura di Marquez? O qualche cosa non torna? Avrei detto che quello è terreno fertile per le Yamaha.

  7. Ottimo articolo di Federico. Ma la Yamaha perché come anche Ducati nn decidono di lasciare la configurazione big bang per lo screamer? Per quanto riguarda il nuovo modo di guidare di rossi probabilmente cn galbusera e affidarsi solo ed esclusivamente a preziosi e staff Ducati avrebbe portato risultati migliori. Federico la Yamaha per fare curve piu strette come la Honda cosa dovrebbe andare a rivedere? E come layout il 4 cilindri in linea potrebbe presentare dei limiti rispetto all’architettura a v?

  8. Il rendimento di marquez e sua maggiore velocità nn deriva solo da maggiore esperienza ma anche dal fatto che la Honda gli ha fatto una moto secondo sue richieste e lui stesso questa volta rispetto all’anno scorso nn ha bisogno di adattarsi a una moto sviluppata su stoner e pedrosa. Lui stesso guida nel modo in cui faceva in moto 2 . Potrebbe essere anche per questa moto diversa che lo stesso pedrosa ha più difficoltà rispetto al passato?

  9. Stoner quando apriva il gas era col corpo sdraiato in terra e la testa sotto il manubrio.
    Marquez e’ sempre sdraiato in terra… entrambi abbassano il baricentro senza cambiare il carico statico anteriore/posteriore, quindi meno impennata e possiblita’ di accelerare un po’ di piu’.
    Lorenzo non lo fa abbastanza, idem Rossi che si sporge di lato ma non cosi’ tanto in basso. Pedrosa lo fa abbastanza bene ma pesa 10 kg per cui non cambia niente. queste le maggiori differenze che vedo tra i piloti di punta, gli altri hanno delle moto che vanno piu piano quindi chissa’ cosa potrebbero fare a parita’ di moto.
    Lorenzo potrebbe dar fastidio a Marquez solo quando aprira’ il gas sfregando con l’orecchio sul cordolo, come faceva Stoner e come fa Marquez. idem per Rossi.

  10. il 27, moto che si sta raddrizzando ma corpo ancora fuori e basso con la testa sotto il manubrio per tenere basso il baricentro e limitare l’impennata.

  11. Nemo se metti piu di un link esterno in un commento il server lo considera spam e ti mette in coda di approvazione non sempre ci faccio caso e lo cambio nell’ immagine voluta

  12. Complimenti per i vostri interessanti articoli. Vorrei sapere cosa ne pensate dell divieto di usare gomme hard per le Ducati e le Open, nel regolamento 2014. Come si possono valutare le loro prestazioni in gara? C’è qualchd pista del mondiale in cui la gomma media sia la scelta migliore? Grazie.

  13. Ragazzi, quanta passione, siete davvero dei grandi! Mi avete anche messo il dubbio sul discorso bigbang/screamer, ai tempi (2!) ero piccolino, mi pare che il bigbang fosse in auge perchè limitava il “pericolo” drift. Stai a vedere che su moto con centraggio arretrato e elettronica moderna, quindi da guidare in drift, la configurazione screamer è vincente sotto tutti i punti di vista… Avete già scritto a riguardo?

  14. Sui motori due tempi il freno motore è quasi inesistente e si tentava di ricrearlo simulando nel funzionamento un monocilindrico, in modo che il regime fosse un po’ meglio controllabile con la manopola del gas: in genere il 2T ha la tendenza a fregarsene del gas e “sale tutto” – sia pure con minore spinta – anche col gas parzializzato. Il 4T non ha questo problema, il suo freno motore è consistente. Quindi, a parere di chi scrive, il motore BigBang non ha più ragione di esistere. Soprattutto coi controlli elettronici attuali.

  15. Quindi in linea di massima è più una questione di controllo da parte del pilota che di carico sulla ruota motrice? Ci sono articoli in rete a riguardo?

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