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ayrton sennaChi è Ayrton Senna venti anni dopo il suo addio? Una domanda semplice, a tratti ingenua, che però se approfondita riesce a dare il giusto ricordo e onore ad un pilota del suo calibro. Da quel giorno del 1994 tante, tantissime cose sono cambiate in Formula uno sotto ogni aspetto, da quello strettamente tecnico fino al più importante sentimento umano. Ma l’immagine di Ayrton resta indelebile. anche per chi non è riuscito a vivere le sue imprese e gesta perché, semplicemente, era ancora troppo piccolo per capire o non ancora arrivato in questo pazzo mondo. Già solo la stra-grande maggioranza degli attuali protagonisti del circus iridato non posso avere delle immagini nitide nella loro mente sull’argomento Senna. Nomi come Alonso, Hamilton, Vettel, Raikkonen all’epoca era poco più (o anche meno) dei semplici bambini con una voglia matta di gareggia. Eppure ognuno di loro porta con se una piccola, intima, eredità del fuoriclasse brasiliano. Che spazia dai colori del primissimo kart di Fernando ispirati a quelli della McLaren-Marlboro, ad un poster nella camera di Raikkonen o ad un vero e proprio modo di vivere il week-end di gara, con l’inglese Lewis che con la sua carica agonistica e ricerca del limite ricalca (forse più di tutti) i movimenti del suo indiscusso idolo. Flebili legami quindi, ma chiari e sopratutto veri. E lo stesso identico discorso si può tranquillamente trasferire anche nei confronti di tutti i giovani appassionati di questo particolare sport.

Qui il volto del campionissimo viene come disegnato da una luce chiara, dedicata solo agli eroi del loro tempo. I tantissimi video presenti su Internet, i ricordi di genitori e parenti e la mai cessata tristezza per una brusca, inattesa fine. Non solo sua, ma anche di un intero modo di vedere la massima formula, ove l’uomo poteva battere la fredda macchina nonostante i grandi progressi della tecnologia. Un Achille della quattro ruote, invincibile e indomito che ha stregato il mondo con le sue gesta. In un giorno particolare come questo poi tutto è incredibilmente amplificato, e ancora una volta non si può certo evitare un  piccolo sbuffo per non esserci stati mentre in pista avveniva la leggenda. Questa quindi è la grandezza di Senna, capace di suscitare universalmente una emozione unica, perché ognuno di noi è unico. Basta guardare una sua foto e cogliere quel piccolo brivido che arriva. Ecco, quella è l’indescrivibile magia che da il giusto e perfetto saluto al Senna che conosciamo, o che avremmo voluto conoscere. E certe emozioni valgono decisamente di più che un titolo mondiale, rispondendo indirettamente alla domanda su chi è stato il più grande di tutti. Anche dopo tutti gli avvenimenti successi in che questi vent’anni quasi volati via.  Obrigado Ayrton.

Riccardo Cangini

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