Montecarlo, giugno 1984. Nella lista di piloti iscritti al Gran Premio troviamo anche un giovane ragazzo brasiliano, sconosciuto ai molti appassionati di F1, ma molto noto agli addetti ai lavori. Questo ragazzino, che decide di correre in F1 col cognome della madre poichè quello del padre era scontato e molto diffuso in Brasile, si chiamava Ayrton Senna. Finalmente, dopo anni di sacrifici, era riuscito nell’impresa di arrivare in F1.
Senna sa di avere tra le mani un mezzo poco competitivo, la Toleman-Hart, una monoposto poco competitiva che militava nella seconda metà dello schieramento e che gli garantiva poche speranze di lottare per una vittoria.
Vincere a Montecarlo equivale a vincere un titolo mondiale: la pista monegasca sarà anche la più lenta del mondiale, ma non perdona il minimo errore e l’insidia è sempre dietro l’angolo, specie se piove. La gara sta per partire, le vetture sono schierate con Prost in pole position seguito da Mansell. Senna invece è in 13° posizione. Piove e l’asfalto è inzuppato di acqua, rendendo il GP una vera e propria lotteria. All’accensione del semaforo verde, tutto il mondo della F1 scoprirà una nuova stella, un pilota che sarà destinato a segnare per sempre la storia della F1: Ayrton Senna!
Prost scatta al comando avviato a dominare, mentre Mansell mantiene il 2° posto, e tallona da vicino il francese. Intanto Niki Lauda, sulla seconda McLaren, dà spettacolo: è 5°, e attacca le due Ferrari. Prima passa Alboreto, poi Renè Arnoux, e si avvicina minaccioso al duo di testa. Intanto Mansell supera Prost, portandosi al comando della gara, fino a quando si deve ritirare per un testacoda. Ormai l’asfalto è fradicio, va veloce solo chi ha coraggio.
Ed è così che, tra le nubi d’acqua che annullano la visibilità, si fa largo un pilota il cui casco giallo sembra una luce accesa: è Ayrton Senna. Supera Laffitte, Rosberg, Arnoux, poi Lauda, che solo pochi giri prima sembrava volare, e viene invece superato con irrisoria facilità. Dopo 19 passaggi, Ayrton Senna da Silva, alla sua sesta gara in F1, è 2°, a 34,5 secondi da Alain.
Un margine che si assottiglia in undici giri ad appena 7 secondi. Ma quando ormai può vedere davanti a sé la McLaren di Prost, il direttore di gara Jackie Ickx, allarmato dal peggioramento delle condizioni meteorologiche, fa esporre la bandiera rossa, e sospende la gara quando ancora mancano 46 giri. Prost vince per un pelo, ma il mondo ha scoperto un eroe: Ayrton Senna, che con la sede stradale bagnata ha fatto prodigi, da vero “mago della pioggia”.
Nei box della Toleman si festeggia il 2° posto che vale oro; Senna, invece, è amareggiato. Si sente vittima di una congiura che non lo ha fatto vincere, favorendo Prost. E’ l’inizio di una lunga rivalità tra i due, che si concluderà quel maledetto primo maggio quando Senna, in collegamento radio dalla sua monoposto, durante il warm-up disse: “Alain mi manchi”.


….alla fine dell’anno prost perderà il mondiale per mezzo punto a favore di lauda….la storia non si fa con i se e i ma ….cmq se ickx non avesse interrotto la gara ,probabilmente avrebbe vinto senna e secondo sarebbe stato prost ,che così avrebbe incamerato sei punti invece di 4,5 ……