Il Gp di Montecarlo ha sempre assicurato gare molto incerte, sia sul bagnato che sull’asciutto. L’edizione del 1996 sarà probabilmente l’edizione più ricordata, quella col minor numero di vetture al traguardo: dei 22 partecipanti, solamente 4 piloti terminarono la gara!! Una vera e propria roulette!
Tutto l’intero fine settimana, fino a pochi minuti dal via, si è svolto su pista asciutta e la pole position era stata agguantata da Michael Schumacher, alla stagione d’esordio con la Ferrari, che qui a Monaco ha sempre trovato un gran feeling, indipendentemente dal mezzo guidato. A fianco a lui il suo rivale Damon Hill, con la Williams Renault mentre la fila successiva era occupata dal team Benetton con Alesi e Berger. Attardata in decima posizione l’altra Williams di Villeneuve, che non ha mai gradito i muretti e i tombini monegaschi.
Prima del via, però, la pioggia inizia a farla da padrona costringendo la direzione gara ad un warm-up supplementare, visto che fino a quel momento non si era mai provato in condizioni da bagnato. Sessione di prove terminata anzitempo per una uscita di Montermini, con la Footwork: per l’italiano sarà la fine anche del GP di Monaco, poiché il team in evidente crisi economica, non dispone del muletto.
La gara parte in ritardo e già dopo le prime tornate si capisce che sarà una lotta per la sopravvivenza. Già dopo il primo passaggio si contano ben 5 vetture ritirate tra cui il poleman Schumacher stampato dopo poche curve mentre cercava di agguantare Hill, scattato meglio di lui al via.
Anche Barrichello non completa neppure un giro, ritirandosi alla Rascasse. Hill approfitta della confusione alle sue spalle per guadagnare un grande vantaggio sugli inseguitori, guidati da Alesi e Berger; dietro ai due piloti della Benetton si trova Irvine, in difficoltà a causa di una Ferrari decisamente difficile da guidare; alle spalle del pilota nordirlandese si forma una lunga coda di inseguitori, nettamente più veloci di lui ma incapaci di sopravanzarlo. Hill continua a tenere un ritmo inavvicinabile per tutti, mentre al decimo passaggio Berger si ritira per un problema al cambio; al 18º giro Frentzen prova a superare Irvine alla prima curva, ma finisce per tamponarlo, rompendo l’alettone anteriore della sua Sauber e compromettendo la sua gara.
Jos Verstappen scivolò contro le barriere dopo aver iniziato con le slick, le Minardi eliminato l’altro dopo la prima curva e Barrichello è andato fuori. La più grande vittima era poleman Michael Schumacher, che scivolò contro le barriere a caccia di Hill, che aveva superato il tedesco fuori dall’inizio.
Nel frattempo la pista si asciuga e al 28º passaggio Hill effettua il cambio gomme, montando pneumatici da asciutto; i piloti che ritardano il cambio gomme (su tutti Alesi e Coulthard) perdono molto tempo, anche se il francese della Benetton mantiene la sua seconda posizione, grazie all’enorme vantaggio acquisito su Irvine. Il pilota della Ferrari conserva la terza posizione grazie ad un pit stop effettuato al momento giusto, ma al 35º passaggio viene sopravanzato da Panis, che con una manovra decisa lo affianca al tornante del Loews, mandandolo a sbattere contro le barriere.
Il francese prosegue al terzo posto, mentre Irvine viene aiutato a ripartire dai commissari di percorso, riuscendo a rientrare ai box ma perdendo moltissimo tempo. Al 40º passaggio sulla vettura di Hill si rompe il motore e l’inglese è costretto al ritiro; passa così al comando Alesi, con un vantaggio di circa trenta secondi su Panis. Il pilota della Benetton abbandona però nel corso della 54a tornata, quando una sospensione della sua vettura si rompe. Nel frattempo si ritira anche Villeneuve, venuto a contatto con Badoer mentre tentava di doppiarlo; rimangono quindi solo sette vetture in pista, con Panis al comando davanti a Coulthard.
A pochi giri dal termine Irvine va in testacoda proprio nella curva nella quale il suo compagno di squadra si era ritirato a inizio gara: il pilota della Ferrari tenta di ripartire, ma viene centrato da Salo e Häkkinen, che stavano sopraggiungendo proprio in quel momento. Panis controlla Coulthard fino alla fine della gara, che viene interrotta con tre tornate di anticipo per il superamento delle due ore massime consentite
Panis raccoglie una vittoria nelle circostanze più straordinarie partendo dalla 14° posizione, che rimane un record imbattuto per questa pista.





Dato che non si trattava di una notizia dell’ultimo minuto da scrivere in fretta e furia, ma mi sai dire che ti ha fatto di male la lingua italiana ?
Paul mi sa che ho combinato un casino io….. 😀 ho dovuto aggiornare alcuni articoli e questo era in bozza…non doveva essere pubblicato!