
Infatti, in Brasile, se Benetton e Williams fossero state squalificate per aver utilizzato benzina irregolare, Jean si sarebbe classificato 3°, dietro al suo compagno di squadra Gerhard Berger. In Argentina, aveva conquistato un bel 2° posto dietro la Williams di Damon Hill. Nel terzo appuntamento stagionale, il GP di San Marino a Imola, Jean era partito in prima fila con il secondo tempo e manteneva la stessa posizione sino al traguardo, ancora dietro la Williams di Hill. Però aveva esaltato la platea perchè, durante la corsa, aveva messo pressione alle Williams: così Coulthard, compagno di squadra di Hill, l’aveva ostruito. Nel successivo GP di Spagna, Jean era partito ancora in prima fila, questa volta dietro la Benetton di Schumacher – campione del mondo in carica – ma il motore lo tradiva al 26° giro e doveva ritirarsi.
A Montecarlo, lui e Gerhard venivano colpiti subito dopo la partenza da Coultard. La corsa necessitava di un altro start: Alesi interpretava al meglio il circuito monegasco, girava forte e stampava il giro più veloce in gara. Aveva la speranza di fare un buon risultato, ma quando era secondo volava sulle barriere perchè Brundle, pur di non farsi doppiare da lui, si girava all’ingresso della curva del Tabaccaio.
Così, fino al Gran Premio di Montreal, che si correva sul circuito intitolato a Gilles Villenueve, Alesi aveva totalizzato due podi e un quinto posto. Il francese di origini siciliane, non aveva mai corso un gran premio nel giorno del suo compleanno. Si qualificava in terza fila, dietro Schumacher, i due della Williams e Berger. Dopo la partenza, Michael Schumacher sembrava l’incontrastato primo attore della corsa: se ne andava, staccando tutti di parecchi secondi. Quando era da solo al comando, il tedesco accusava problemi al cambio. Jean, da vero combattente, di quelli che non mollano mai – ma proprio mai – aveva già sorpassato magistralmente Damon Hill al “tornante del Casinò”. Così, quando il tedesco della Benetton doveva rallentare per i problemi tecnici della sua vettura, Alesi recuperava lo svantaggio e passava in testa.

Poi, a poco a poco, si riprendeva da quell’improvviso colpo di emozione e si concentrava sul consumo di benzina per portare a termine il Gran Premio. Giro dopo giro, finalmente, bellissima e sventolante su di lui, vedeva la bandiera a scacchi. La gente, letteralmente impazzita di gioia per Jean vincitore, peraltro su quella pista e con la Ferrari n°27 (come quella del mitico Gilles) invadeva il circuito ancor prima che Barrichello e Irvine, secondo e terzo con le Jordan, tagliassero il traguardo!
Mentre nei box della Rossa iniziavano i festeggiamenti, Jean, inebriato dalla vittoria, proseguiva a passo un pò spedito il giro di rientro quando, prima del “tornante del Casinò” era costretto a parcheggiare la sua Ferrari sull’erba, a bordo pista: dalla stessa aveva spremuto ogni goccia di benzina disponibile…
Michael Schumacher, che nonostante i problemi tecnici aveva concluso al quinto posto, sopraggiungeva poco dopo e si fermava. Gli offriva un passaggio e Jean saliva sistemandosi sulla carrozzeria della monoposto: forse non sapeva ancora che nel ’96 Michael sarebbe andato in Ferrari e lui avrebbe avuto la Benetton. Fatto sta, che Alesi completava il suo giro d’onore da passeggero del campione del mondo in carica. Si sistemava sulla Benetton come un cowboy da rodeo: stringeva tra le gambe l’airscope, con una mano si aggrappava al rollbar, con l’altra salutava il pubblico. Nel vederlo messo così, Alain Prost, che aveva commentato la gara, tradiva la sua emozione e si metteva a ridere. Un ragazzo che indossava una maglietta azzurra con la scritta “ITALIA”, percorreva alcuni metri di corsa di fianco a lui, muovendo al vento un Tricolore: un’ immagine veramente emozionante. Quando Alesi raggiugeva i box, veniva festeggiato dalla sua squadra: salito sul podio, dispensava saluti e baci a tutti. Dopo l’inno francese, suonava l’inno italiano, accompagnato dal coro: “A-le-si!, A-le-si!, A-le-sì!”. A Montreal, si era realizzato il trionfo di Jean Alesi, nel giorno del suo 31° compleanno.
