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MotoGP Barcellona – Debriefing

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Il dopogara del circuito di Montmelo ci dice subito che le gomme Bridgestone, accusate all’inizio della stagione di non essere all’altezza delle aspettative, si dimostrano invece superiori a quelle dello scorso anno sia come durata che come prestazione pura: la mescola media è stata la scelta di quasi tutti i piloti, e occorre dire che nessuno ha lamentato problemi di alcun tipo. A guadagnarci è stato sicuramente lo spettacolo con i primi quattro piloti capaci di darsi battaglia ad armi pari fino all’ultimo giro.

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Per contro, le telecamere son rimaste incollate ai loro duelli e non abbiamo immagini sufficienti a capire cosa sia successo nelle retrovie. L’ordine di arrivo ci racconta di Espargaro in lotta fino all’ultimo con un Dovizioso alle prese con un calo di grip, ma dieci secondi dietro di loro ha concluso Iannone che, unico nella top ten a utilizzare la morbida, avrebbe dovuto soffrire un calo assai peggiore del suo compagno di marca. Al momento non possiamo essere più precisi e ci limitiamo a registrare le diverse dichiarazioni, tra le quali spicca l’ennesimo problema sulla moto di Crutchlow.

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Sui quattro di testa invece c’è da riflettere: nonostante le caratteristiche del tracciato siano tipicamente europee, con curve da raccordare e percorrenze importanti, a prevalere sia pure di poco è stata la maggiore capacità della Honda di scaricare i cavalli a terra. E questa, inutile ignorarlo, è un’importante indicazione per lo sviluppo delle moto del prossimo anno: in accelerazione le moto compensano ampiamente la minore percorrenza del centraggio arretrato, e in futuro la sfida non sarà per piegare di più ma per aprire il gas in anticipo.

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Non per caso le due Honda si sono dimostrate un filo più efficaci; e tra le due gemelle, sul traguardo ha vinto quella che curvava più lenta, e in questo semplice fatto emerge la lezione di guida di Marquez. Mi spiego meglio: fino a pochi anni fa sui circuiti guidati una moto che piega forte e inserisce in fretta poteva rubare la traiettoria ai dragster impedendo loro di accelerare in anticipo e di fatto annullandone, nel duello serrato, il principale vantaggio. Oggi Marquez ribalta questa convinzione: Pedrosa negli ultimi giri è sicuramente più veloce di lui e riesce a entrare all’interno ma questo non basta più, e la successiva accelerazione vede il recupero in pochi metri di chi tiene la moto più dritta.

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Ci si doveva arrivare, prima o dopo: con potenze crescenti il problema diventa la trasmissione dei cavalli sul terreno, esattamente come da sempre si vede nel cross. Le traiettorie a spigolo, con la moto che sembra andare lunga, quasi si ferma, gira con una traiettoria molto spezzata e infine riparte col gas tutto aperto è la norma tra le ruote artigliate nelle massime cilindrate. E anche le piste più arrotondate, quando i cavalli son troppi rispetto all’aderenza, vengono percorse con una tecnica stop&go: i motori sono così potenti che, pur ripartendo da quasi fermi, si arriva in uscita a una velocità maggiore di chi invece, pur velocissimo in inserimento e in percorrenza, si ritrova troppo piegato per accelerare. Nel penultimo giro questa è stata appunto la manovra crossistica di Marquez: ha lasciato che Pedrosa gli entrasse all’interno e lo sfilasse in percorrenza, addirittura rallentando ancora di più e approfittando di quel momento per effettuare il suo spigolo su una traiettoria esterna e apparentemente troppo lunga. Appena il codone della moto di Pedrosa gli è passato di fianco, Marquez ha avuto traiettoria quasi rettilinea “da ripartenza” e ha potuto spalancare completamente la manopola mentre il suo compagno, velocissimo e piegato, non poteva ancora riprendere in mano il gas. Prima della successiva curva Marquez era nuovamente davanti.

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E qui la riflessione fatta all’inizio prende consistenza: Marquez ha dovuto rinunciare al drift e ha dovuto cambiare guida ma ha saputo ugualmente sfruttare al meglio la potenza a sua disposizione. Lo dico subito, la cosa è poco elegante: tutti noi amiamo i percorsi ricchi di curve per la capacità delle motociclette di piegare, raccordare e pennellare le traiettorie. E invece il futuro sembra fatto di uno stile assai poco elegante, molto spezzato proprio laddove anticamente si faceva percorrenza. Se la guida di trazione è spettacolare sui curvoni aperti con il retrotreno che spazzola in progressione, sulle curve lunghe e strette oggi abbiamo la dimostrazione che è più conveniente la linea spezzata che obbliga a prendere due corde nella stessa curva: la prima in frenata e la seconda in piena accelerazione a moto dritta. Bisogna dar merito a Marquez che per primo ha capito come far lavorare una moto a bassa percorrenza su un tracciato guidato. Se la formula della massima categoria resterà quella attuale, guardiamo bene i piloti più eleganti come Lorenzo, Pedrosa e Rossi: tra qualche anno saranno soltanto un ricordo, altro che torsiometro…

21 Commenti

  1. Federico a me è sembrato che il vantaggio maggiore di questo stile di guida in bagarre non sia tanto quello di uscire a fionda dalle curve, ma piuttosto consente di entrare in curva più stretto e quindi di poter superare con maggiore facilità l’avversario che, se predilige la percorrenza, più di tanto non può stringere…. una volta poi che ti trovi a centro curva, molto più lento del tuo avversario, gli impedisci di percorrere in velocità la curva, altrimenti ti si schianterebbe addosso. Quindi al tuo avversario non resta che adeguarsi alla tua velocità, ma con un angolo di piega che non gli consente di spalancare il gas con la stessa rapidità con la quale lo fai tu.

    Quello che voglio dire è che lo stile di guida di marquez, oltre ad essere maledettamente efficacie in solitaria, durante la bagarre impedisce all’avversario di percorrere come vorrebbe e, anche se lo dovesse superare, marquez può entrare strettissimo e quasi dritto nella curva successiva infilandolo nuovamente e spezzandogli la traiettoria

  2. E così insegna la scuola americana: Frenata dritta puntando il cordolo interno, traiettoria stretta (ma in percorrenza, qui sta la differenza) e uscita in accelerazione. Il risultato era fare pochi metri in percorrenza, anche se a velocità inferiore, e riaprire presto. Questa è tipicamente la guida di Pedrosa: rialza la moto di scatto e riapre velocemente, ma una percorrenza comunque c’è. Eppure ha vinto Marquez, proprio su Pedrosa. La guida di Marquez nell’ultimo tentativo di Pedrosa è stata quella: si è messo in mezzo alla traiettoria – in realtà ha chiuso la porta dopo lo spigolo, alla “Sic”, lo si vede bene dalla ripresa aerea ma nessuno ha avuto da ridire – e ha obbligato l’avversario a chiudere o a tamponarlo. La cosa interessante però è ciò che è successo al giro precedente: Pedrosa entra forte all’interno e ruba la traiettoria, convinto di impedire l’accelerazione a Marquez. Ma Marquez se ne frega, sembra andare lungo e lascia sfilare Pedrosa mentre lui va a spigolare più in fondo, quasi a metà pista (come larghezza). Appena Pedrosa lascia la corda Lui si infila a moto dritta e a gas spalancato nel varco libero e accelera tanto da ripassarlo prima di arrivare alla curva successiva. E’ una classica manovra da cross, molto differente dal drift al quale siamo abituati. Appena lo trovo, voglio inserire qualche filmato di Supercross nel quale questa manovra è evidente, con la traiettoria che si trasforma in una linea spezzata senza punti di percorrenza. Insomma, la manovra americana prevede il disturbo della percorrenza di chi segue, mentre la tecnica di risposta in ambito crossistico – e da ieri anche in MotoGP – è l’eliminazione della percorrenza. Non può essere spezzata una traiettoria che tu per primo hai già spezzato dove ti conveniva 😉

  3. qualcosa mi dice – ma non so’ spiegarmelo- che con l’avvento o ritorno di michelin a sparire saranno proprio questi funamboli …. ma MM e’ un campione …. trovera’ il modo di smentire anche questa supposizione…

  4. Sarebbe stato interessante capire cosa ha permesso a Vale di fare quel passo avanti nel warm up e cosa invece ha impedito a Lorenzo, che era sembrato più a posto e più veloce di stare in gara coi primi tre..
    Comunque penso anche io che con il ritorno di Michelin potrebbe esserci un certo rimescolamento di carte, staremo a vedere.

  5. Analisi attenta ed equilibrata. Non farei tante lodi a Bridgestone. In fondo i suoi gommoni hanno potuto lavorare a temperature di vero favore : 15° in meno del giorno delle prove. Il rimpianto per l’eleganza perduta ? Eh, porca vacca, è un vero peccato che rischiamo di veder sparire artisti della bella guida come Lorenzo o Valentino . Oddio, diamoci una regolata che magari il Sig. Rossi impara alla svelta a guidare come MM. Seconda giovinezza ? Speriamo. Un lamp.
    P.S. Ma nessuno ha ancora provato a mettere un pò di zucchero nel serbatoio delle Honda ? Sono esageratamente perfette .

  6. Per tanto tempo si è parlato del cambio veloce , del famoso torsiometro e che l’elettronica Honda sian superiore . In parte è così ma non è un fattore decisivo. Piuttosto penso che Honda abbia raggiunto un livello nel telaio-motore -forcellone e in generale sulle geometrie che in passato non aveva e che non hanno neanche i rivali. Senza un buon equilibrio meccanico l’elettronica ben poco fa

  7. Quindi se gli altri piloti, non si adegueranno allo stile dello spagnolo, saranno per sempre relegati alla sconfitta??! Non c’è un antidoto al killer del campionato?

  8. guardate la terza foto…..il primo sta “spazzolando” ,il secondo pare ancora “dritto” ,il terzo sta già piegando ,eppure tra i tre ci sono pochi metri di distacco ma sembra che stiano affrontando tre curve diverse…..spiegazioni??? grazie…

  9. La terza foto è scattata alla curva 1 al penultimo o terzultimo giro, Marquez ha impostato come suo solito, Rossi pensando di avere Pedrosa più distante ha scelto di entrare un po’ lungo e largo per uscire stretto e cercare di avere un vantaggio in accelerazione su Marquez alla curva 2 che gira verso sx (e quindi in foto è ancora dritto). Pedrosa, che in realtà gli era vicino, accortosi del “favore” si è infilato dentro e gli ha rovinato i piani. Un vero peccato.

  10. ciò che ha detto federico in un suo commento credo che in qualcosa di simile già nelle polemiche bradl-rossi era già avvenuta. quando quell’entrata che di sua non fu scorretta ma che in un altra maniera costrinse a vale a non potere effettuare la sua traiettoria . almeno penso che sia cosi .

  11. Luca b….
    l’antidoto c’è, ed è quello mostrato da baker al minuto 6:30 😉

    Diciamo che l’antidoto sarebbe un ducati messa e guidata a dovere…non la ducati di ora ovviamente.

    E comunque è straordinaria la lungimiranza dei giapponesi honda. quelli quando hanno visto la ducati con stoner sopra hanno capito tutto sul futuro riguardo lo sviluppo: infatti hanno modellato la moto a dovere e poi si sono presi l’australiano. Andato via stoner si è trovata una moto perfetta per marquez, e loro lo sapevano bene, altrimenti non si sarebbero incaponiti tanto per dare l’ufficiale al rockie

  12. Lo schema portante poteva rimanere eccome insieme al monoscocca in carbonio o alluminio mentre sul forcellone lasciare il carbonio per alluminio non penso sia stata buona idea. E penso anche il forcellone monobraccio non era male insieme al link e sospensione ducati . Pur rimandando portante il motore poteva essere disegnato molto meglio . Da anni però quel motore rimase sempre lo stesso mentre Honda varava tanti motori e
    Cambiando layout fino a quando trovo la quadra. E subito dopo passarono anche alla v di 90 gradi. La rinascita Ducati passa principalmente nel motore . E se si sbaglia questa mossa i problemi dal 2003 a oggi rimangono. Spero che dall’igna opti nel 2015 per
    Uno screamer e un monoscocca . È l’ideale sarebbe sempre se è possibile fare una moto gp che sia un mix tra un moto da cross e una moto da dire track o come si scrive. La categoria che stoner ci corse

  13. ahahahahah! endrikiuro 😉 . non sono tutti come pedrosa (dei pesi minimi) …. quello gliele ha rese con gli interessi le entrate!! francamente ha fatto bene… 😛

  14. grazie alef…..cmq che ne dite di lanciare una petizione su change.org per togliere l’elettronica da ogni categoria di moto? :-)))

  15. Federico, secondo me tanto lavoro lo fa un perfetto freno motore, cosa che Stoner faceva col freno posteriore mentre adesso l’elettronica avanzata e forse anche un motore disegnato apposta consente di fare piu’ facilmente. cosa ne pensi?

  16. salve volevo chiedere ai piu esperti come funziona e cosa fa il torsiometro , visto il polverone che si è scatenato ,il suo funzionamento non si sovrappone al controllo trazione ?

  17. federico
    sono si un rappresentante…..ma della classe dei disoccupati 🙁
    cmq per vedere chi sa andare veramente servirebbe bandire elettronica e qualsiasi aiuto al pilotaggio ,a conferma di questo basta vedere gare sia di auto che di moto di 25 o trenta anni fa ……..
    complimenti per i tuoi articoli

  18. SILVIO78 spiegato in modo molto semplicistico il torsiometro, che per inciso in un modo o nell’altro lo hanno tutti sulle MotoGP, serve a misurare la coppia che il motore scarica sulla ruota posteriore, la coppia rispetto la potenza é quella che se picchi contro un muro la botta che dai é potenza ma quanti metri te ne fa portare via é la coppia …

    Allora su di una MotoGP serve per evitare un eccessivo pattinamento della ruota posteriore quando gli applichi troppa potenza specialmente in accelerazione, integrato nel sistema elettronico di gestione consente volta per volta di sfruttare al massimo l’accelerazione del mezzo quando apri tutto il gas evitando di farti slittare il posteriore , a differenza dell’antiwheel che evita che ti si impenna la moto e te la trovi sulla testa spratutto alle marce basse.

    Detto per inciso si fa presto a parlare di abolire l’elettronica ma con le potenze oggi disponibili e non certo quelle di quindici anni o piú fa nessuno é in condizione di gestire questi motori che poi per la limitazione di carburante sono anche molto scorbutici.

    Se pensiamo che una MV Agusta 500cc con la quale il grande Ago ne ha vinti di mondiali aveva si e no un’ottantina di cavalli alla ruota una Moto2 di oggi 600cc ne hai quasi il doppio…

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