(NDR la foto viene dalla Moto3 ma la pubblichiamo per fare capire la pendenza pazzesca della curva undici e l’ingresso in fondo alla dodici dove si vede bene lo spazio di fuga che oggi ha salvato parecchi piloti in tutte e tre le classi)
Eccoci al briefing di una pista molto particolare, il Sachsenring, generalmente detestata dai piloti salvo che non vincano. Per i tecnici invece è una bella sfida foriera di gastriti di vario livello. Tracciato più tortuoso che guidato, ha un tratto finale da panico, con una discesa a cui le immagini televisive non rendono giustizia e che in comune col resto della pista ha solo il fondo molto liscio e ondulato. A complicare la vita ci si mette anche un avvallamento che da quest’anno sarà più facile evitare grazie allo spostamento a destra del cordolo in curva 11, cosa che lascia più spazio tra il bordo della pista e il fosso. Attenzione, il passaggio era molto critico fino allo scorso anno, con la moto piegatissima e velocissima in uscita dalla curva dieci: occorreva invertire piega di forza e in velocità proprio nel momento in cui la ruota davanti scollinava e si alleggeriva. Oggi la manovra è più semplice ma con una controindicazione: si scende più veloci e la curva 12 arriva in un lampo. Cosa ha di particolare la 12 è presto detto: è liscia e si fa in percorrenza, la frenata in discesa è forte ma non è possibile spigolare tenendo la moto dritta. Insomma, bisogna piegare tanto e per tanti metri. Un po’ come la mitica Curva Rainey a Laguna Seca, ma qui il fondo è liscio. E le uscite di pista stanno a testimoniare la difficoltà della curva 12, quest’anno un po’ più rischiosa.
Abbiamo detto pista tortuosa, ci vuole tanta percorrenza e le Yamaha sono in questo senso avvantaggiate rispetto alla Forward. Il motivo è che la Forward percorre meglio ma ottiene la motricità con una gomma che in gara non potrà sfruttare come in qualifica: come minimo dovrà sollevare la pressione e farla lavorare un po’ più fredda, col rischio di brusche perdite di aderenza e di highside disastrosi. La M1 invece ha migliorato la propria motricità, e c’è Rossi che ha provato con le gomme hard e assetto davvero alto, compensando il sottosterzo nelle parti più guidate con il movimento del corpo all’interno.
Non credo che in gara siano utilizzabili, soprattutto al posteriore, ma tutto lascia pensare ad un setting molto aggressivo. Lorenzo preferisce un assetto un filo più basso, più composto e solo apparentemente più facile: sarà obbligato a fare la lepre nei primi giri, gli serve a tutti i costi la pista libera per sfruttarne tutta la larghezza e dovrà piegare tantissimo. Espargaro e Smith sulle Tech3, per restare sull’assetto, son più vicini a Lorenzo che a Rossi.
Le Honda si possono permettere un po’ di spinning, la trazione resta buona e il sottosterzo viene compensato da una moderata deriva posteriore. La minore percorrenza teorica verrà bilanciata da un equilibrio generale che la rende un po’ più fisica ma che tutto sommato perdona le esagerazioni che invece i piloti Yamaha rischiano di pagare carissime. Pedrosa fa un assetto alto e privilegia la guida precisa e pulita, tipo Yamaha ma con migliore motricità e meno criticità; Marquez resta un po’ più basso, cerca di non piegare troppo e per troppo tempo. Una guida, se vogliamo, più Ducati style. D’altra parte non è un mistero che la sua forza sia quella di uscire dalle curve accelerando in anticipo, e questo avrà il suo peso in curva 10 e in curva 12 e 13. Tra i due ufficiali, come assetto, si sistemano le altre due Honda, con Bradl più simile a Pedrosa e Bautista più sporco in accelerazione.
Per quanto riguarda Ducati le previsioni dicono pioggia, e in questo caso Dovizioso sembra molto ben attrezzato: sull’asciutto l’unica gomma possibile è quella media, e il sottosterzo in percorrenza si farà sentire. D’altra parte abbassare la pressione per cercare deriva distruggerebbe la posteriore, così come alzare la moto e utilizzare una hard con pressione più bassa sarebbe una soluzione che gli imporrebbe una guida stile Stoner/Marquez, e francamente sta nelle corde più di Hernandez che di Dovizioso. Crutchlow non si trova a suo agio nelle curve lunghe in appoggio, e questo lo vediamo tutti, mentre Iannone risentirà del calo delle gomme dopo metà gara.
Le Honda Open continuano a sfruttare in prova una gomma che in gara facilmente cederà, e sinceramente valuterei un assetto alto con l’opzione media; cosa, quest’ultima, che difficilmente l’Avintia potrà fare con il suo quattro in linea.




Ehhh eccomiii sono tornato dal mare!!! Sono sparito 7 giorni….
Questa pista è davvero strana, piccola, i piloti la detestano, a parte Pedrosa che qui dentro ci è sempre andato fortissimo.
Federico, la domanda è: in caso di pioggia la Yamaha è destinata a star dietro alle moto con tanta motricità come honda e Ducati vista la conformazione della pista?
Penso proprio di sì. A parte Rossi che se la può giocare con moto alta e morbida.