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MotoGP, Indianapolis – Briefing

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Si torna negli USA per l’altra delle due gare che in questo 2014 si corrono sul suolo nordamericano, ed eccoci al Briefing. Pista molto veloce e storicamente favorevole a Honda e a Ducati per via del fondo insidioso e con poco grip, quest’anno è stata rivista nel tracciato e nell’asfalto. Il risultato è un circuito con grip eccellente, con asfalto a grana media, e senza i due punti di ripartenza dalla prima marcia che avevano finora caratterizzato in GP dell’Indiana. Non è difficile prevedere ottime prestazioni per le M1 sulle nuove curve più rotonde e da raccordare in pieno stile europeo, ma la nuova esse veloce prima del rettilineo d’arrivo è più insidiosa di quanto appaia a prima vista e obbliga i piloti ad aprire il gas per cercare velocità davanti alle tribune. A pagare le conseguenze della propria irruenza è stato Bautista con un highside per fortuna con conseguenze serie soltanto sulla moto.

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Velocità sul rettilineo, dunque. La Ducati qui si prende la sua rivincita, è il merito non è del nuovo motore, semplicemente ridisegnato a livello carter ma sostanzialmente identico nelle altre caratteristiche: la Ducati, pur perdendo il vantaggio del passato circa il fondo molto liscio e con poco grip, mantiene comunque una motricità superiore alla concorrenza proprio nella esse finale, senza quei problemi che affliggono in particolare le Yamaha. Di conseguenza riesce a scaricare a terra la potenza necessaria a primeggiare in velocità pura. Assolutamente inopportuna però qualsiasi illusione per la casa italiana, come lo stesso Dovizioso sa bene: la temperatura è alta, l’asfalto è ruvido e il grip è ottimo, quindi in gara la gomma morbida non potrà essere utilizzata e occorrerà raccogliere ad armi pari la sfida con la concorrenza giapponese. L’unica soluzione sarà sollevare la pressione della media e cercare di non rovinarla nei primi giri per portarla fino al traguardo in condizioni dignitose, non essendo possibile l’opzione hard su una moto che corre con regolamento Open. Situazione dunque peggiorata rispetto allo scorso anno, dove il grip inferiore da una parte metteva in crisi tutti gli altri e dall’altra comportava minori deformazioni sulla carcassa e in definitiva garantiva una durata maggiore anche sfruttando la moto fin dalla partenza.

Tra le Honda, anche qui potrà far bene Pedrosa: mancano, è vero, le ripartenze a spigolo nel quale lui è maestro, ma il nuovo tracciato richiede percorrenza e capacità di raccordo che non mancano certamente alla seconda guida HRC. Marquez qui potrebbe azzardare la hard posteriore, soprattutto se intende sfruttare le proprie doti nel drifting su un fondo che oggi gli garantisce un’ottima spinta anche con la ruota che pattina.

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Bene le Yamaha, ufficiali e non, che potranno far valere la superiorità nelle percorrenze e nei cambi di piega veloci sulle esse. La migliorata aderenza mi fa personalmente propendere per una prevalenza di Lorenzo su Rossi, il cui stile ha efficacia crescente man mano che il fondo diventa scivoloso e che qui a Indianapolis invece non apporta altrettanto beneficio.

Uno sguardo alle Open: Forward sicuramente avvantaggiata su tutti mentre le Honda Open, in compagnia di Aprilia e Avintia, paga troppa differenza di velocità in rettilineo. Cavalli piuttosto che problemi di motricità in uscita dall’ultima esse, purtroppo non siamo in grado nel briefing di azzardare un parere fondato. Ma questa non è più una novità…

5 Commenti

  1. Federico ho notato una cosa su Rossi: sin dal venerdì è sembrato molto più efficace nei turni del mattino, col fresco, mentre il pomeriggio con l’asfalto più caldo sembra essere un pochino più in difficoltà. E questo non è successo solo qui, ma anche in altre occasioni.
    LA differenza di temperature può incidere molto per un pilota?

  2. Incide tanto che spesso Rossi nelle sessioni più fresche fa tempi molto interessanti perfino con mescole hard. La pressione di esercizio della gomma e il bilancio termico con l’aria esterna consente di tarare la rigidità della carcassa in maniera sicuramente più efficace.

  3. Federico dalla gara cosa possiamo aspettarci? Con temperature alte penso che Marquez e non solo non potranno fare ritmi alti perché la gomma non gestita non dura per 27 giri e cala parecchio. Il secondo gruppetto qualche sorpresa la può fare.
    Le Yamaha 2013 in questa pista vanno come le 2014 nonostante centraggi e caratteristiche diverse. Ed è stato grande vedere con una desmo parecchia vecchia Hernandez girare quanto Carl . Senza scia il dovi il 1.32 mai lo scendeva . Il tempo di Iannone è più veritiero e fatto con la moto senza nuovo motore e carene visto problema. Ma gli scarichi ducati sono passati da 3 a 2 ? Anche le prese area laterale somigliano alla soluzione honda.
    Il formato delle qualifiche è da rivedere per quanto riguarda la lotta alla Pole. O troppo traffico o i più veloci si tirano altri

  4. Alfa te lo dico per certo: Cal non ha materiale nuovo, Iannone si. 😉 (non per togliere nulla ad Andrea che sta facendo benissimo…sono contento per lui)

  5. Una gara molto bella è stata. Peccato per Iannone. La guida di Lorenzo è risultata sul finale superiore a quella di vale. Si sorgeva di più con il corpo . La gara di vale è stata ottima , non ho capito però perché sul finale non è riuscito a stare più vicino a Lorenzo .
    La ducati in questa pista ha ben figurato , forse con la gomma posteriore dura che non hanno qualcosa in più si poteva fare. Pensavo che col motore più piccolo e telaio rivisto il sottosterzo incideva parecchio meno. É segno che bisogna migliorare la distribuzione dei pesi o potrebbe essere magari la posizione dell’albero motore più arretrata rispetto al motore Honda?

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