Il Gran Premio d’Italia del 1957 si svolse sotto il segno delle Vanwall britanniche. Durante le prove di qualifica, non era stato Stirling Moss ad ottenere il miglior tempo, ma un nuovo acquisto del team Vanwall, l’inglese Stuart Lewis-Evans che aveva battuto Moss di tre decimi. Conquistò la sua pole position con una media di 202,14 km/h. Dietro ai tre piloti della Vanwall Lewis-Evans, Moss e Brooks, Juan Manuel Fangio piazzò la sua Maserati in quarta posizione. Moss prese il comando della gara immediatamente dopo il via, ma Jean Behra sulla nuova Maserati da 12 cilindri riuscì a sorpassarlo al quarto giro. Poco dopo, però, il motore del pilota francese cominciò a surriscaldarsi, costringendo Behra a frequenti visite ai box. Fangio invece aveva deciso di spremere completamente la sua Maserati. Sui rettilinei i torpedo della Vanwall erano più veloci della già antiquata Maserati dell’argentino, ma Fangio guadagnava terreno nelle curve e nelle zone di staccata. Ad un certo punto riuscì a prendere la testa della gara, mantenendola per alcuno giri davanti a Moss, Brooks e Lewis-Evans.
Poi fu la volta degli altri due piloti della Vanwall: Tony Brooks, il dentista di Londra, e il grande talento Lewis-Evans si alternavano in prima posizione, mentre Fangio si stava godendo lo spettacolo come primo degli inseguitori. Anche Moss aveva optato, fatto per lui inconsueto, per una tattica di attesa. Tattica che avrebbe poi ripagato l’esperto pilota della Vanwall: quando Brooks rientrò ai box per farsi aggiustare il suo acceleratore, Moss prese la testa della gara per non cederla più fino alla fine. Il vantaggio accumulato da Stirling fu talmente grande che a pochi giri dalla fine poteva tranquillamente permettersi una fermata ai box per un cambio delel ruote posteriori non previsto.
Il calo di potenza del suo motore aveva costretto Lewis-Evans ad una prima fermata ai box alla fine del ventriquattresimo giro. Poco dopo dovette abbandonare la gara: il motore a quattro cilindri della sua Vanwall si era spaccato. Il ritiro di Lewis-Evans permise a Fangio di collocarsi definitivamente in seconda posizione, anche se poco prima della fine del gran premio dovette ricorrere a un ulteriore rifornimento. Le Ferrari non svolsero un ruolo importante: Peter Collins era avanzato in terza posizione, ma il pilota di Maranello accusava già un giro abbondante di ritardo su Moss, quando si dovette ritirare per problemi al motore. Il terzo posto era ora di Mike Hawthorn che venne però eliminato da problemi alla pompa di benzina. In questo modo, alla fine fu il tedesco Wolfgang Berghe von Trips a “conquistare” il terzo posto per la Ferrari, con due giri di ritardo sul vincitore Moss che era volato con una media di 193,57 km/h sulla distanza di 500,25 chilometri.