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Amarcord: the Hakkinen’s show

Il conto alla rovescia dell’ultima ora prima della partenza per il  Gran Premio del Giappone fu molto agitato e caratterizzato da strane visite. Cinque funzionari della FIA entrarono nei box di alcuni teams selezionati, chiedendo l’immediata interruzione dell’alimentazione elettrica delle relative monoposto. Dopo circa tre secondi ordinarono alle scuderie visitate di riaccendere la corrente: lo scopo di questo blitz fu l’eliminazione dalla memoria delle centraline di eventuali software illegali caricati all’ultimo minuto.

A Suzuka non esisteva più la supremazia quasi imbarazzante dimostrata due settimane prima dalla Ferrari in occasione del Gran Premio di Malesia. Eddie Irvine non si avvicinerà mai più così tanto ad un titolo mondiale come prima del Gran Premio del Giappone 1999. Per il pilota britannico la stagione era stata un’unica lunga festa di Natale con tanti regali ricevuti dai concorrenti della McLaren, ma anche dal suo compagno Michael Schumacher che si era fratturato una gamba a Silverstone. Eddie ammise: “Se vinco il titolo, il merito è anche di Michael”. Non lo vinse e probabilmente è più giusto così, anche se Ron Dennis ricordò a tutti che in Formula 1 ogni tanto vince qualcuno che non ha mai vinto niente.

Il boss della McLaren si riferiva a Keke Rosberg, Campione del Mondo 1982 con una sola vittoria in 16 Gran Premi. La presenza era altissima, sia per Irvine che per Hakkinen. Prima della partenza Norbert Haugh della Mercedes dichiarò: “Vogliamo vincere il Campionato Mondiale Piloti che per noi è più importante di quello per i costruttori.” Alla fine Mika Hakkinen si aggiudicò il Campionato Piloti, la Ferrari invece il Campionato Costruttori. Soltanto tra il 20° e il 30° giro, con Michael Schumacher in testa, Hakkinen in seconda e Irvine in terza, Eddie fu in teoria Campione del Mondo.

Per motivi di traffico, la McLaren anticipò la prima sosta del suo pilota finlandese al 19° giro. Schumi e Coulthard rientrarono ai box al 22° giro, Irvine al 23° giro. Dopo la prima sosta, Eddie non riuscì a sorpassare la McLaren di Coulthard, e al 32° giro la Ferrari lo richiamò ai box per la seconda sosta. Due giri dopo, Coulthard si esibì in un’escursione nella ghiaia. Lo scozzese rientrò ai box per cambiare l’alettone anteriore e rientrò in pista con un  giro di ritardo, ma proprio davanti a Schumacher.

Alla fine Hakkinen vinse la gara con cinque secondi di vantaggio su Schumacher. Irvine giunse terzo, davanti a Frentzen (Jordan), Ralf Schumacher (Williams) e Alesi (Sauber).

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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