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2014-10-06_140740Il week end di Magny Cours del mondiale Superbike ha aperto nuovamente una grande diatriba sugli ordini di scuderia. Sono giusti o no? La sportività dov’è? E l’interesse delle case? Oggi proverò in qualche modo a dare due punti di vista totalmente differenti, perché l’argomento è difficile da affrontare e ho letto in giro davvero di tutto e, nel bene o nel male, entrambi questi due punti di vista hanno un filo logico a giustificarli.

Partiamo dicendo che gli ordini di scuderia esistono da sempre, sia in Formula1 e in generale nelle corse automobilistiche, sia nelle gare di moto. Ricorderete il “caso Ferrari” dell’A1 Ring nel GP di Austria, con Barrichello che lasciò passare Schumacher, e in ultimo Guintoli-Melandri ma anche, non dimentichiamolo, Baz-Sykes. Vediamo…..

Partiamo da chi, a ragione o torto, vieterebbe i giochi di squadra. Giustamente si dice che il motorsport è uno sport individuale e che se un pilota deve vincere, se lo deve guadagnare.

E’ vero, sacrosanto: chiedere ad un pilota di farsi da parte per far vincere qualcun altro vuol dire chiedergli molto. I piloti sono restii a rispondere a certe richieste, proprio perché in pista  a rischiare la pellaccia ci sono loro. E poi, giustamente, perché dal punto di vista sportivo è giusto che vinca il più forte.

Ma come la mettiamo con il gioco di squadra che ieri ha fatto per esempio la Kawasaki? Tutti hanno dato risalto al clamoroso gioco di squadra di casa Aprilia, ma non dimentichiamo che anche Baz ha fatto passare Sykes. Stando semplicemente sul piano sportivo, questi due fatti dovrebbero stare sullo stesso piano. O sbaglio?

Fare quindi questi giochetti significa falsare il campionato, perché in un Mondiale deve vincere il più forte e basta, senza aiutini da parte di nessuno.

E da questa ultima riflessione vediamo l’altro lato della medaglia: davvero nello sport vince sempre il più forte? Siamo veramente certi che sia sempre e solo il più forte a vincere? Personalmente, sono convinto di no. Vincere, in qualsiasi sport, è un mix di diversi fattori.

Ci vuole talento, ovvio, ma ci vuole fortuna, condizione fisica, mentale. Si può essere il più forte in assoluto in una stagione intera, ma basta solo avere una giornata storta per buttare via tutto. Quante medaglie d’oro non si sono vinte perché in quella giornata qualcosa è andato storto? E quanti mondiali sono andati a piloti non più forti in assoluto? (mi viene in mente Hayden nel 2006, ma ce ne sarebbero altri, tipo Hill in F1, ma anche nell’atletica o nel tennis e via dicendo)

Vediamo quindi gli interessi di squadra: le Case investono molti soldi nelle corse, si parla di milioni di euro, e giustamente devono tutelare i loro interessi. Come non bastasse, i piloti, pur essendo degli individualisti, sono soggetti alle richieste del loro “datore di lavoro”, ovvero coloro che permette loro di correre con un determinato team e moto.

In pratica, lasciata la loro romantica veste di guerrieri solitari, i piloti sono, detto in maniera spicciola, “dipendenti”, e devono attenersi a quelli che sono i voleri di chi gli permette di correre. Perché i “datori di lavoro” vogliono poter vincere tutto, perché è il loro marchio che viene esposto.

Come vedete i due punti di vista sono agli antipodi, ma hanno un senso entrambi. Hanno quindi fatto bene i team a chiedere a uno dei loro piloti di sacrificare una posizione? Ha fatto bene Melandri a tirare dritto nella seconda manche?

Una cosa è certa: l’Aprilia ha fatto una magra figura, non tanto per aver fatto gioco di squadra, quanto per averlo attuato a metà come se nessuno avesse dato un diktat che obbligase Melandri a cedere la posizione a Guintoli, o che rendesse chiaro a Guintoli che doveva attaccare Melandri.

Certe cose andrebbero chiarite bene, ma nessuno di noi può sapere cosa effettivamente sia successo nella pausa tra Gara1 e Gara2. Quello che è certo, viste le facce nel box Aprilia, qualcosa non è andato come si pensava…..

E voi come la pensate?

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20 COMMENTS

  1. “che anche Baz ha fatto passare Baz”??? WTF?
    Non li amo, i giochi di squadra, ma fanno parte di un tipo di cose che nel professionismo fanno parte del gioco.

    C’è da dire che se ne parla adesso… E che Biaggi deve anche ringraziare il regalo di un paio di punti fatto da Laverty ad Assen in gara 1.
    Verso la fine, fa più clamore, forse. Ma bisogna vincere. Altrimenti si è solo come gli altri.

  2. Pike: scusa, piccola svista. corretta subito!! 😀

    Si esatto, pure Biaggi ebbe un favore da Laverty, che gli è valso molto quell’anno, altrimenti il mondiale non lo avrebbe mica vinto….

  3. Posso dire la mia. Io sono il tipo di persona che non cede nulla al compagno soprattutto. Però c è da dire che per onestà e professionalità, se un pilota si trova dietro il compagno dei punti relativi ad una vittoria, allora è buon senso mettersi al servizio della squadra non del compagno sia chiaro. Se poi durante l anno eventi esterni dovessero portare di nuovo sotto un certo limite allora tutto torna in gioco. È una logica che salva i piloti e consente alla scuderie di poter far fruttare al massimo gli investimenti. Poi che un pilota va in pista e rischia la pelle questo è sacrosanto e hanno ragione quando asseriscono che su questa base non gli si può chiedere di perdere. Ecco perché la decisione finale spetta sempre a loro in pista. La squadra può solo spiegare la situazione non decidere

  4. Su Eurosport Di Pillo e Toti hanno ipotizzato che tra le due gare Melandri abbia ottenuto qualcosa (magari la firma di un contratto) che gli ha permesso di fare quello che voleva in gara 2, tra l’altro a fine gara ha pure tirato in causa i suoi sponsor personali.

  5. Weisshorn: mi domando che senso abbia….tu hai appena ottenuto qualcosa e poi fai uno sgarro al tuo team? Secondo me non ha molto senso…Sarebbe come dire “ok, adesso che ho avuto il mio contentino torno a fare quello che voglio”…non mi pare professionale per nulla.
    Semmai è l’opposto: non gli han dato quello che voleva e allora si è tenuto la vittoria per dimostrare che lui faceva sul serio.
    Ma anche qui l’unico che ha da perderci, e molto, è Melandri che rischia di rimanere senza una moto decente per l’anno prossimo.

    Mah…non so….in gara1 fai il paladino della squadra e poi mandi tutto a remengo…mah…

  6. Vincere. Ecco la parola chiave. Nessuno chiede a capocchia ad un professionista di rinunciare alla vittoria, ma se due piloti dello stesso team si “mangiano” reciprocamente i punti , accade che a fine campionato uno arriva secondo, l’altro terzo, e il loro più forte concorrente se la ride facendo primo . Può una squadra seria accettare cio ? Datevi la risposta da soli. Certo che ci vuole un Team Principal con le palle. E in Aprilia non c’è.

  7. Più che strani accordi è stata una “Melandrata”, se fosse stata data libertà di scelta per gara 2 non credo avrebbero poi chiesto a Melandri di cedere la posizione esponendosi al rischio di brutta figura. Da suo simpatizzante ho guardato l’ultimo giro dicendomi in testa “lascialo passare, lascialo passare… fidati, lascialo passare” ma niente..
    Doveva essere corretto e dire a Guintoli che se la sarebbe giocata, quello mica lo sapeva, non ha nemmeno provato a vincere, bastava guardarlo in faccia all’arrivo, sembrava gli avessero dato una cazzuolata di piatto sui denti. Gli ordini di scuderia su sport singoli dovrebbero essere usati col contagocce (come in questo caso infatti, le ultime due gare e solo se il sacrificato non ha chance mondiali) tanto sono pesanti da mandar giù… ma non abbassano il valore del pilota, anzi alzano quello dell’uomo!

  8. io di base sono a favore degli ordini di scuderia, ovviamente solo quando sono necessari e non ad inizio campionato, ma ci vuole un attimo di tatto da parte di chi riceve il favore. Il francese che era più lento di macho ed ha vinto solo perchè lui gli ha lasciato il passo, va a dire che aveva rallentato apposta dopo metà gara, esulta sul podio come se avesse vinto normalmente e non mi ringrazia… poi giustamente, la seconda la vittoria, se la vuoi te la sudi, e se ti aspetti che te la regali, ti attacchi e fai la figura dello scemo, perchè se in sbk o motogp o dovunque sia, pensi che la vittoria ti sia dovuta a prescindere, sei un fesso.
    Tu smeriglio hai tirato fuori l’esempio dell’A1 Ring, in quel caso l’ordine di scuderia non ci stava, ma schumacher ha tirato barrichello sul gradino più alto dandogli la coppa, mostrando un po’ di tatto e rispetto per il compagno.
    Insomma, se proprio bisogna farlo, aggiungiamo vasellina, non sabbia! 😀

  9. Luca ti quto anch’ io va bene tutto ma fare quella scena in gara uno non a senso a parte far incazzare il tuo compagno di team.

  10. Ma dai , ragazzi. Mi sembra di leggere il libro Cuore. E uno deve ringraziare, e l’altro non deve fare le boccacce, e l’onore e la sportività e che palle ! Non sono i piloti a scegliere . Sono decisioni del Team . Ti piacciono o te le fai piacere ? Resti . Non ti vanno bene ? Te ne vai o te ne andrai. Certo che se il Team non decide o decide tardi o decide una volta si e una no , allora si che tutti e due i piloti coinvolti hanno il sacrosanto diritto di incazzarsi come bufali . Come in Aprilia.

  11. Non è questione di Libro Cuore, ma mentre in formula 1 solitamente quando il capo alza la voce i ragazzi obbediscono, nel mondo delle moto mi sembra che la discussione sia un pochino più aperta, e alcuni decidono di prendersi i risultati sportivi che meritano a costo di dover poi litigare un po’ con l’azienda.

    Se volessero mostrare il polso duro lo metterebbero subito a contratto, invece evitano l’argomento e se li coccolano ben bene i loro piloti, quindi per favore, non paragoniamoli a banali impiegati ossequiosi, non lo penserei mai di Bruce Springsteen verso l’etichetta o di Stephen King verso l’editore.
    Sono dei talenti del loro sport, i migliori al mondo su due ruote con un motore e avranno pure il diritto di dire la loro quando si presentano per primi davanti alla bandiera a scacchi.

  12. Siamo al solito si – no – ni all’italiana . Ma cosa vuol dire che in F1 i piloti obbediscono mentre in moto Gp no ? Sono tutti professionisti pagati da un minimo di centinaia di migliaia a svariati milioni di euro . E possono fare il cappero che piace loro ? Provate a chiederlo a Nakamoto e poi ve ne accorgete. Il guaio è semplicemente che in Aprilia Nakamoto non c’è . E poi diamo una dimensione alle cose : I capricci non li fanno Lorenzo, Valentino & C che hanno da sciornare tonnellate di titoli . E pretende di farli un Melamdri il cui unico titolo ( Mondiale 250 ) risale a 12 anni fa ? Ma dai.

  13. Paul concordo con te, in Aprilia manca una leadership.
    Io non sono contrario ai giochi di squadra in situazioni come queste, ma certe cose vanno decise prima e pianificate molto bene.
    In Aprilia si dice che “abbiano chiesto a Melandri”….a un pilota un team manager serio non chiede, ordina. punto e fine…
    In francia invece si è consumato solo un grande imbarazzo…

  14. Come al solito Smeriglio in cinque righe scarse ha detto tutto ciò che di giusto c’era da dire . Bravo !

  15. Anche se improbabile possono averglielo anche ordinato tassativamente ma, a cose fatte, devono usare la diplomazia davanti alle telecamere, scegliere il male minore e diplomaticamente far finta che vada bene così. Nakamoto era ai piani alti anche nel 2006, quando Pedrosa ha tirato giù Hayden con un mondiale quasi in tasca, vinto poi per il rotto della cuffia.

  16. Si, ma Nakamoto in 8 anni ne ha imparate di cose. Proviamo a mandarlo una settimana in Aprilia e vediamo cosa succede se qualcuno ” ordina tassativamente ” e il pilota se ne fotte. Crediamo che avrebbe usato diplomazia ? Santa ingenuità !

  17. Nakamoto secondo me deve aver tirato una di quelle pettinate a Pedrosa in quel 2006 che non immaginiamo nemmeno…tra le altre cose con iNakamoto San ogni tanto chatto di tecnica, persona di una gentilezza estrema…

    Sfortunatamente il carisma e il rispetto no si acquisiscono così su due piedi: la prima è una caratteristica intrinseca, uno carismatico lo vedi appena ha messo piede in una stanza, senza che nemmeno abbia aperto bocca fa capire chi è. E Albesiano mi sembra tutto fuorché uno così…
    Il rispetto te lo meriti sul campo, con azioni degne di questo nome, con coerenza e onestà….in questo non mi sento di giudicare nessuno perché non li conosco quindi mi astengo…. 🙂

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