Ultimo debriefing, sulla pista di Valencia. I valori in campo hanno rispecchiato quasi totalmente quanto avevamo anticipato nel briefing con la sola eccezione di Marquez. Eccezione solo apparente in realtà, e poi vedremo il perché. Cominciamo dalle gomme, praticamente obbligate per tutti.
La pioggia in gara ha parzialmente spostato il risultato verso i mezzi con maggiore motricità, e questo è facilmente intuibile: durante i giri sotto l’acqua le Yamaha perdevano il confronto salvo recuperare quando la pista si asciugava, e questo ci dice che nell’ipotesi di una gara interamente asciutta – dati i distacchi finali – oggi parleremmo dell’ultima vittoria di Rossi. Ma c’è dell’altro: la maggiore agilità delle moto alte, insieme al maggior carico dinamico di trasferimento, è stato determinante anche nelle condizioni di asfalto umido. Analizziamo con ordine.
In partenza va via Iannone: moto con elevata motricità e assetto alto, sufficientemente agile nelle inversioni e superiore a tutti in accelerazione pura. Il limite di quell’assetto su Ducati, lo dicevamo nel briefing, era una precoce usura delle gomme. Fortissimo nei primi giri, la pioggia non fa che esaltare le migliori caratteristiche della moto. Se la gara proseguisse con qualche goccia l’unico ostacolo sarebbe stata la condizione fisica del pilota, reduce da una recente operazione: invece la pioggia smette di cadere, e le gomme degradano come previsto. Degradano tanto che Iannone fa un dritto e, pur riprendendo la pioggia, decide di rientrare e cambiare moto. E’ appena il caso di notare che alla Ducati qualche goccia non fa paura, anzi: tra tutte le moto in gara è quella che meglio si comporta anche con le slick su asfalto umido, e in altre occasioni Iannone non sarebbe certo rientrato. Tutti si sono chiesti il perché, ed ecco la risposta: aveva già le gomme a pezzi. Tutto come previsto.
Dovizioso e Crutchlow non commettono questo errore, sanno che la gara è lunga: le loro gomme sono meno stressate e reggono bene, e per loro il fondo umido diventa un vantaggio. Naturalmente scontano l’assetto più basso con una minore maneggevolezza: la Pramac è indubbiamente più veloce in assoluto sul giro secco ma gli ufficiali puntano alla regolarità sulla distanza. Obiettivo centrato.
Lorenzo sbaglia tutto: l’assetto basso non premia l’agilità nè la motricità. Resta una frenata più profonda sull’asciutto, ma oggi neppure il meteo lo aiuta e deve rientrare a cambiare moto prima di perdere l’anteriore in ingresso o la posteriore in uscita.
Bravi i fratelli Espargaro, stare davanti a Bradl con una Tech3 non troppo alta o con una Forward è un’impresa degna di nota soprattutto su pista incerta. Pedrosa incomprensibile: ancora una volta setting perfetto ma risultato poco convincente.
Rossi superlativo, in tutto. Scelta molto aggressiva, moto altissima e grande padronanza nel controllo delle frenate “a bandiera” e del sottosterzo in uscita dalle curve più lente: stavolta non teme di aprire il gas, e la ruota posteriore risponde bene con un grande trasferimento perfino sul bagnato, dove paga pegno alle moto più arretrate ma con uno svantaggio tutto sommato contenuto. L’agilità nelle inversioni è eccellente, la guida diventa giustamente aggressiva.
Un capolavoro cui Galbusera non è certo estraneo. Si arrende a soli due giri dalla fine (saggiamente, aggiungo da tecnico ma non da appassionato) soltanto davanti alla pioggia, colpevole di una decina di secondi di troppo sul traguardo, e a un Marquez improvvisamente rinsavito.
Mi spiego meglio: il giovane campione del mondo tiene la moto sconsideratamente bassa per tutti i turni di prova e di qualifica, rimediando qualche legnata in curva 4 a causa delle difficoltà di inversione e di una richiesta eccessiva sull’anteriore in fase di fine piega. Poi, non si sa né come né perché, viene folgorato sulla via di Damasco ed entra in gara con la moto più alta (o per meglio dire, meno bassa) senza neppure averla provata. Già dalle prime staccate si vede la sua moto a bandiera, e in accelerazione l’anteriore galleggia per lunghi tratti. Tempo pochi giri e in redazione si cercano le conferme; “cerca bene, guarda se trovi un fotogramma”, “ma certo che son sicuro, vedi come sbandiera?”, “guarda la 3, lo vedi che adesso non finisce tutto largo?”,“qui quella moto è più alta, non ci son xxxxx!”. E’ Aseb che alla fine trova le prove (e le immagini sotto): la Honda era tutta bassa nelle prove e nelle qualifiche, ma in gara era più alta di una tacca almeno. Più probabilmente di due.
Gli ingressi in curva sono finalmente puliti, senza traversi inutili, e anche in uscita la moto drifta meno ma spinge di più. Buon per lui, sul bagnato con la moto tutta bassa avrebbe perso ulteriormente trazione e sull’asciutto sarebbe stata meno agile. Proprio come in prova, con relativo rischio legnata. Invece col cambio del setting all’ultimo minuto riesce a stare davanti. Ma deve ringraziare gli spruzzi di pioggia.
Poi sulle ragioni per le quali quella moto è stata sollevata “al buio”, bè, dobbiamo ipotizzare che la squadra di Marquez abbia saputo ragionare nell’ultima mezz’ora come non aveva fatto per i primi due giorni. Succede, eh? Bravi comunque ad aver provveduto in tempo.







ecco! ora oltre alla motogp , mi mancheranno anche il Briefing e il Debriefing!
In realta’ mancano ancora le ultime parti degli articoli tecnici!!
sai com’e’ Federico… noi motociclisti viviamo con il crono in mano…. diciamo che non stai “tirando” 😀
Buongiorno Federico, solo un appunto. Non discuto le questioni tecniche, la premessa si. In gara le Honda hanno recuperato sull’asciutto su Rossi e perso ogni volta che la pista si inumidiva. Se la gara fosse stata interamente asciutta con buona probabilità Marquez e Pedrosa sarebbero arrivati primo e secondo. L’andamento dei tempi ed i distacchi giro per giro sono è inequivocabili. l’andamento dei tempi dice che nei primi tre giri i tempi mediamente salgono invece di scendere (pista umida) Marquez è a due secondi da Rossi, Pedrosa a 3 finito anche dietro Cal. Dal quarto giro i tempi scendono (pista migliora) Marquez recupera i due secondi supera Rossi, supera Iannone e fa il suo ritmo, Il gap Rossi Marquez aumenta giro dopo giro, nel mentre Pedrosa recupera quei tre secondi da Rossi e gli si piazza dietro per diversi giri, poi la pista si inumidisce nuovamente, i tempi salgono di parecchio, Pedrosa perde una vita da Rossi e quest’ultimo diminuisce il gap da Marquez a poco più di un secondo. Alcuni entrano a cambiare moto. Poi i tempi scendono nuovamente (pista si asciuga) e Marquez riprende margine per poi controllare. Dall’andamento dei tempi sarebbe logico ipotizzare che con una gara interamente asciutta le due Honda avrebbero potuto tranquillamente arrivare nelle prime due posizioni.
concordo con sikvestro, guardando la gara in tv è andata così; poi magari abbiamo preso un abbaglio, con la scaletta dei tempi si vede altro, ma a sensazione è andata così
Con la pista umida e la pioggia effettivamente Rossi recuperava, però va anche detto che era dietro a Marquez e aveva un riferimento, mentre Marc no, quindi è difficile mettere sul piatto la situazione.
Va considerata però anche la variabile del tracciato, perché con la pioggia la gommatura va a farsi benedire.
Faccio una riflessione a voce alta: possibile che, anche con trazione pessima, la Yamaha fosse avvantaggiata con la pioggerellina anche per il carico che ha sull’anteriore? Che permette a Rossi di frenare meglio rispetto alle Honda?
Vero che le Honda hanno trazione, però anche la frenata è importante. Motivo per cui con la pioggerellina, braccino a parte di Marc perché cadere era un attimo, Rossi recuperava?
Che ne pensi Federico?
Ho scritto nell’articolo di non confondere la M1 col pilota. State parlando di Valentino Rossi, le altre Yamaha non giravano così. E dobbiamo dare atto al pilota che, con la sua grande esperienza, ha calato il passo su pista umida il minimo indispensabile mentre i suoi avversari – probabilmente più prudenti o forse solo meno scafati – si tenevano un margine maggiore. Le cadute sulla pioggia dei recenti GP devono aver intimorito anche i più spavaldi, ma non un campione come Rossi. Superlativo, appunto.
ciao danny!! leggendo il tuo intervento sul “carico” e ogni volta che sento parlare di “carichi” ….. mi vengono tanti dubbi.
credo infatti che ci sia un carico statico “immediato” dato dalla distribuzione dei pesi e che dia un vantaggio nella primissima parte di un’ accelerazione o decelerazione
ma che inseguito il grosso del restante carico ovvero i trasferimento di carico sia funzione dell’altezza/lunghezza moto.
per questo motivo, sul bagnato io vedrei bene una moto morbida e alta , mentre personalmente ad esempio ho sempre visto SOLO sprecaricare le moto nei box di noi amatori in caso di pioggia … ma mai alzare.
Rossi ho come l’impressione che prediliga sempre moto alte con un veloce trasferimento di carico. lo immagino perche’ e’ sempre quello che piega con qualche grado in meno.