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Debriefing Jerez – Spagna

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Eccoci al debriefing sulla prima pista europea della stagione, in Spagna. La pista di Jerez ha un tracciato sul quale ogni motociclista vorrebbe guidare: fondo eccellente e curve da raccordare con pieghe assurde ma tutto sommato sicure. Anche i due rettilinei, con frenate molto decise, si affrontano uscendo da curve tonde fatte per la percorrenza, quindi non occorre una grande motricità. Nessuna meraviglia se la nuovissima Suzuki, a dispetto della sua architettura e del suo progetto ancora acerbo, dice la sua fin dalle prove. Ed è perfino ovvio che su questa pista le Yamaha sono le grandi favorite.

Assente Pedrosa, l’unico a poterle infastidire seriamente (fosse stato presente e non convalescente, chi scrive lo avrebbe dato vincente ), la lotta sulla carta resta circoscritta a Rossi e Lorenzo. In particolare, Lorenzo ha dalla sua parte una percorrenza incredibile a patto di avere a disposizione tutta la larghezza della pista mentre Rossi ha una frenata incredibile e la capacità di seguire anche traiettorie alternative. Vediamo com’è andata.

Solo Lorenzo può guastare la festa a Lorenzo: stavolta, probabilmente rinfrancato da una pista che lui conosce meglio di chi l’ha costruita, fa pace con se stesso e parte bene. Pista libera davanti a sé e, con profonda conoscenza del grip di Jerez, va all’attacco dal primo metro e vince senza problemi. Dietro di lui arranca un Marquez ancora una volta incapace di capire la differenza tra un campione del mondo e il Babbo Natale del Motorshow di Bologna. Ne discuteremo più avanti, quando arriveremo ai test del dopogara, ma nel frattempo voglio mettere l’accento sulle immagini dei primi giri con le moto ancora vicine: le riprese della telecamera montata sul cupolino di Marquez mostrano una Yamaha che in uscita di curva dava la paga alla Honda, e neppure di poco. La motricità della M1 era superiore, Lorenzo apriva il gas parecchi metri in anticipo su Marquez e – cercando di modificare la propria guida – tentava il famoso “raddrizzamento a molla” di Pedrosa. Bravissimo, era ora di prendere qualche contromisura.

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Il problema lo ha avuto Rossi, incredibilmente in difficoltà con la sua M1. Frenate e ingressi meno decisi del consueto, traiettorie larghe e rotonde anche nel momento della battaglia, la sua moto sembrava fuori posto sull’avantreno. Se è facile dire il “cosa”, le immagini le abbiam viste tutti, è più complicato scoprire il “perché”. Ci ho ragionato sopra e un’idea me la sono fatta: e visto che sto qui apposta per raccontare ciò che vedo e capisco, la dico.

Probabilmente Rossi ha tentato la carta dell’agilità per poter battagliare con qualunque avversario ma stavolta ha esagerato. Ha chiuso troppo l’incidenza di sterzo, provocando a catena una serie di scompensi. Cerco di spiegarli come posso.

La M1 di Rossi è sempre settata alta, quindi in uscita è naturalmente sottosterzante. Rossi con la sua guida riesce in parte a rimediare, ma il residuo sottosterzo viene compensato dalla deriva anteriore grazie alla distribuzione dei pesi tipica delle 4 cilindri in linea. In Texas, per dire, la cosa è stata possibile anche se inconsapevole. Perché inconsapevole? Perché diversamente non si sarebbero meravigliati della gomma anteriore a fine gara. Il problema è che qui in Spagna la ruota non va in deriva, il grip è buono e la chiusura di sterzo rialza la moto. E più il pilota forza per piegare velocemente, più lo sterzo solleva la moto. Alla fine ne escono traiettorie poco aggressive, con la moto che impone la sua traiettoria e il pilota impegnato a controllare il manubrio di forza invece di concentrarsi sugli avversari. Non solo: con poca incidenza i carichi verticali sulle molle diventano maggiori, e anche l’idraulica non assicura il necessario sostegno. Chiudere l’idraulica in compressione e precaricare – o meglio irrigidire – le molle rende però la moto assai scorbutica sulle imperfezioni dell’asfalto, col rischio di ritrovarsi due pezzi di legno tra ruota e manubrio. D’altra parte, con il freno idraulico insufficiente la frenata perde mordente e la gomma finisce per lavorare poco. Insomma, una serie di effetti collaterali a cascata derivanti da una scelta poco appropriata. Spero di essermi capito 😉

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Le Ducati, poco da dire. Che non fossero quei mostri di agilità che qualche incauto giornalista aveva descritto lo avevamo già detto, e anche del problema di setting ne abbiamo già parlato. Di conseguenza le piste da raccordare restano un tallone d’Achille per la moto italiana. Inutile adesso star lì a dire che c’è stato un errore di guida: certe cose quando devi forzare per tenere un passo decente capitano perfino a un pilota preciso come Dovizioso. La verità è che sono indietro per via di settaggi ancora da individuare. Poi a livello personale ci vedo molti margini, e non vorrei che ci fosse da perfezionare il metodo.

Torniamo a Rossi e a Marquez, non tanto per la gara quanto per i test successivi. Rossi ha lavorato con più calma e penso abbia risolto il problema sull’anteriore, con tempi vicinissimi a quelli di Lorenzo vincitore, e questa è una buona notizia in vista di tracciati come Assen o Sachsenring.

Marquez invece dichiara testualmente: “Dobbiamo trovare maggiore grip all’angolo di piega e in accelerazione e migliorare l’inserimento per quanto riguarda il posteriore. Entrare in curva in derapata è divertente e bello da vedere, ma fa perdere tempo”. Bene per l’ultima frase, ci sta arrivando con un anno di ritardo ma pazienza. La prima invece mi fa un po’ cascare le braccia: ci fosse stato Pedrosa in gara si sarebbe reso conto che il grip ci sarebbe eccome, e dell’accelerazione non dovremmo neppure discuterne. Mi ci tira lui per i capelli.

Supponiamo di fare una curva da 80 orari. A 80 la facciamo, a 81 la gomma perde aderenza. Al di là della nostra capacità di tenere la moto di traverso, pensate di ritrovare l’aderenza scendendo fino agli 80? Evidentemente no: fisica insegna che l’attrito statico a parità di carichi è superiore all’attrito radente. Dobbiamo scendere fino a 60 per ritrovare aderenza. Marquez deve rallentare molto per trovare nuovamente l’appoggio alla corda, lo trova tardi e alla fine è lento.

L’accelerazione seguente non rende giustizia alle doti della sua Honda. Stoner era famoso per aprire in anticipo, Marquez ritarda ogni gara di più: alla fine Lorenzo sulla M1 lo umilia in velocità sull’appoggio e in uscita. Senza il riferimento di Pedrosa, vero maestro in circostanze simili, sta semplicemente sbagliando tutto. E la colpa del grip a massima piega o la scarsa accelerazione sono ovvie conseguenze delle sue scelte. Ha voluto con sé la sua vecchia squadra della Moto2? Ecco il risultato: si trova bene ma nessuno ha l’esperienza per dirgli dove sbaglia. E la colpa non è né della gomma né della sua moto.

25 Commenti

  1. Interessantissimo come sempre Federico, posso chiederti di argomentare meglio questo?

    “Il problema è che qui in Spagna la ruota non va in deriva, il grip è buono e la chiusura di sterzo rialza la moto. E più il pilota forza per piegare velocemente, più lo sterzo solleva la moto.”

    Sono molto interessato al concetto che avevo parzialmente intuito, ma non riesco a spingermi oltre 😉

  2. Grande Federico.

    Mi piacerebbe sapere come vedi il lavoro in Aprilia. Anche se sono ancora molto lontani il miglioramento è stato notevole in questo weekend. È un fuoco di paglia o hanno trovato la strada da percorrere?

  3. Ottimo… e io che avevo liquidato tutto il discorso ad un fatto di preferenza di mescole…. è sempre un piacere leggerti. Sei sempre molto critico sulle scelte tecniche di Marquez, tuttavia i risultati sono comunque di alto livello. Alche sorge spontanea una domanda: è la moto a permettergli certi risultati nonostante la guida sbagliata o è lui ad andare forte anche quando guida in maniera sbagliata? Te lo chiedo perchè quando sono gli altri a sbagliare setting e guida, i risultati non sono certo così buoni…

  4. A me sorge un altro dubbio, forse perché seguo anche le info di quelli di sky che forse sono LEGGERMENTE ehehehe mene tecnici di Federico, al quale vanno i miei complimenti come sempre! i giornalai di sky, ma anche Capirossi, mi pare, avevano accennato ad un fondo di jerez particolarmente usurato, che ormai fa fatica ad offrire il grip necessario, perché è molti anni che non lo rifanno, e quindi su questa ipotesi avevano basato il ragionamento per cui Rossi faticasse cosi tanto. la mia domanda è :

    quando te fai il paragone col texas, riguardo Rossi, presupponi che in Texas l’aderenza sia minore rispetto a jerez, e quindi la moto derivi e Rossi ci mette una pezza sporgendosi. quindi in Texas pur essendo un circuito più nuovo ha un asfalto con meno grip? o ho frainteso io, fammi capire. Grazie mille continua cosi!!!

  5. A quel punto, se il problema fosse l’usura della pista, quello a soffrirne di più non dovrebbe essere proprio Lorenzo che fa della percorrenza curva la sua forza? Dove appunto serve il massimo grip al massimo angolo di piega?

    Diciamo che a Sky la tecnica la lasciano negli sgabuzzini, tanto almeno al 50% del pubblico (per non dire l’80%) frega niente della tecnica ma dei risultati di Rossi. Stesso dicasi per Sky, purtroppo il ritorno mediatico delle vittorie di Rossi fa audience altrimenti fanno la stessa fine di Mediaset nel biennio Ducati.
    E parlando di Mediaset, a me piange il cuore sentire Capirossi e poi confrontarlo con il commento di Biaggi…

    Tornando alla gara, ho notato che Lorenzo si è buttato ad usare la Hard all’anteriore… E’ questa pista che gliene permetteva l’utilizzo o sono venuti a capo del cambio mescole rispetto lo scorso anno?

  6. Sottoscrivo su Biaggi. Probabilmente il miglior commentatore tecnico che abbia avuto modo di ascoltare. Sul cambio caratteristiche/nome delle mescole penso che qualsiasi pilota e tecnico degno di questo nome ci sia arrivato dopo il primo giorno di test di Sepang… altrimenti dovremmo concludere che i migliori tecnici e piloti del mondo sono così incompetenti da non saper riconoscere con che gomma stanno lavorando….

  7. @Stefano provo a spiegarti la situazione in un altro modo, se dico stupidate Federico mi punirà in maniera magistrale (e forse lo farà anche il mio professore dell’università).

    Mi associo a Simone90 per la domanda sul grip della pista.

    “La ruota anteriore non va in deriva”, cioè non scivola (causa del consumo esagerato della gomma ant di Rossi ad Austin) perché il grip a Jerez è migliore e quindi la moto tende a raddrizzarsi, disegnando traiettorie più strette e quindi “meno aggressive”.
    Se si pensa a un chopper con grande avancorsa, data dall’incidenza di sterzo aperta, appena si gira il manubrio la moto tende subito a piegare; Rossi ha chiuso l’angolo di sterzo per essere più agile in battaglia, ma facendo così la moto, a parità di “manubrio girato”, rimane meno piegata e chiude di più la curva perché appunto la ruota non va in deriva (scivola per la tangente alla traiettoria).
    Avendo un angolo più chiuso, la componente verticale è maggiore rispetto a quando si ha un angolo aperto, quindi più il pilota spinge per piegare la moto velocemente, più la gomma dà risposta verticale e fa raddrizzare la moto.

    Spero di essere stato chiaro e di non aver detto castronerie…

    Grazie Federico per questi articoli, sempre il migliore della classe!

  8. la hard anteriore a Jerez non era la extra hard di rossi in argentina. insomma era la media è la più dura a disposizione. Lorenzo ha così trovato appoggio e durata. mentre Rossi ,causa baricentro alto, riesce ad essere superefficace in frenata solo se la carcassa è molto rigida e sostiene : extra hard. se no le prende da Lorenzo. sarà a mio avviso il tormentone… laddove la pista è abrasiva prevarrà rossi, laddove la media arriva in fondo prevarrà Lorenzo. a mio avviso… questerni di stili di guida

  9. @Stefano

    1) Il problema è che qui in Spagna la ruota non va in deriva, il grip è buono e la chiusura di sterzo rialza la moto.
    2) E più il pilota forza per piegare velocemente, più lo sterzo solleva la moto.

    punto 1: La moto inclina l’asse della gomma, la gomma ruota per ritornare all’inclinazione originale. Se però non ho grip sufficiente, la ruota, anziché direzionarmi verso dove vuole lei con la sua rotazione, subisce maggiormente l’inerzia del moto, portandomi linee più comandate “dalla fisica dell’inclinazione” (che decide il pilota) che dalla reazione della ruota stessa. In caso di grip, la gomma comincia a prendere il sopravvento, comandando la traiettoria per riportare la moto diritta.

    punto 2: Più io squilibrio rapidamente l’asse della mia gomma, più la gomma risponde violentemente allo squilibrio, rialzando più velocemente la moto e con forza tale che il pilota fatica deve impegnarsi molto a vincere la reazione giroscopica.

  10. Perbacco! La sola domanda rimasta senza risposta è quella sull’Aprilia 🙂
    Allora: sì, il grip di Jerez è superiore a Rio Hondo, al di là di quello che in TV hanno detto. Lo sterzo, normalmente sovracorretto per compensare la deriva, con questo grip e con accelerazioni da “dosare” per raccordare le curve finisce per stringere troppo e raddrizzare la moto. Metterci più forza non serve a nulla, la ruota sterza rispondendo con una forza esattamente (e matematicamente, per la cronaca) proporzionale a quella che facciamo per piegarla. Un solo appunto alla frase di Gianni “la moto tende a raddrizzarsi, disegnando traiettorie più strette e quindi “meno aggressive”: vero che tende a raddrizzarsi, ma le traiettorie escono più larghe. Spiego: la traiettoria è l’insieme dei singoli centimetri percorsi, e l’azione raddrizzante è immediata. La ruota chiude la traiettoria per pochi cm mentre il baricentro ancora non viene deviato, quindi l’effetto prevalente non è sulla traiettoria ma sull’angolo di piega: la moto si raddrizza e noi, per stare in piedi, finiamo per trovarci su una traiettoria meno aggressiva ma più larga. Un po’ come i ciclisti in discesa: col peso irrisorio del loro mezzo e con la forcella molto in piedi verrebbe da pensare che sia facilissimo piegare e infilarsi in curva, e invece l’unico modo è arrotondare le traiettorie e pregare di non finire larghi sul guardrail. Nella fattispecie: non penso che Rossi abbia fisicamente chiuso l’incidenza rispetto ad altre gare. Dico che “ha chiuso troppo” rispetto alle condizioni di questa pista. Per avere lo stesso comportamento, in definitiva, avrebbe dovuto aprire un filo e non l’ha fatto.
    Comunque, sostanzialmente gli interventi e le risposte erano tutti giusti, mi compiaccio 🙂
    L’Aprilia? Proprio per le sue caratteristiche di ottima percorrenza pur con motricità non eccellente, l’Aprilia qui si trova benone: il suo motore V4 stretto e avanzato la pone in una situazione intermedia tra Yamaha e Honda risultando su piste di questo tipo la più neutra di tutte. E le piste europee sono appena iniziate 😉

  11. io la butto li Federico, è solo un mio pensiero, per quanto mi riguarda sarebbe spettacolare se voi di Giornale Motori faceste una rubrica su YouTube, e parlaste della corsa appena svolta con un sacco di tecnica, più approfondita e precisa rispetto a quello che hanno fatto Zamagni e Cereghini di MOTO.IT. é un progetto irrealizzabile?

  12. Simone90: ci si potrebbe pensare….il fatto è che siamo tutti sparpagliati per il mondo. Io Bolzano, Federico in Sardegna, Aseb addirittura in Olanda!! 😀 😀
    Però è un progetto che mi piacerebbe molto e che ho in mente da parecchio….solo che servono fondi…. 🙁

  13. Riprendo il discorso sull’asfalto che Federico mi ha fatto notare di aver sorvolato, siccome lui continua ad avere grosse difficoltá a collegarsi in rete ve lo riporto cosí come discusso con lui.

    L’asfalto rifatto da molti anni non perde grip, il problema è che compaiono le ondulazioni e questo impedisce di frenare molto l’idraulica che deve restare veloce per copiare il terreno alla fine ti viene a mancare il sostegno idraulico in frenata, i trasferimenti di carico son più lenti e la frenata risulta meno aggressiva.
    Tutto questo può essere limitato con un’incidenza un po’ maggiore, che ti permette di “sentire” un maggiore sostegno anche a parità di molle e di regolazione idraulica , questo per evitare di chiudere troppo così eviti di chiudere troppo l’idraulica.

  14. Simone90 qualche volta ci si sente con Federico e Danny su Skype ma purtroppo per problemi di collegamento scadente si perde spesso il collegamento, sopratutto con Federico.

    Fare un filmato della discussione richiede un collegameno molto stabile ed a ben piú alta velocitá quindi costoso in Italia.

    Personalmente qui in Olanda sono sistemato benissimo con un contratto “normale” come velocitá ma per voi in Italia é ancora difficile da raggiungere ai miei costi, io “giro”a 100 mbits/sec in download e 20 mbits/sec in upload in fibbra ottica.

  15. Ah ok ho capito… pensavo fosse una cosa più agevole. Si purtroppo in italia a livello di connessione internet siamo molto indietro. Cmq grazie delle risposte!!!

  16. volevo chiedere LA DUCATI DI IANNONE mappatura a parte smentisce il discorso o no , meno male che avete precisato sulla m1 di rossi perche ho letto che rossi va forte con le hard e lorenzo con le soft……

  17. Era rimasta un’altra domanda, se ottenere comunque risultati di livello era merito di Marquez o della moto. Mettiamola così, su una M1 non potrebbe farlo, la moto si intraverserebbe più bruscamente e la motricità crollerebbe tanto da dover scendere a velocità ancora inferiori per ritrovare la linea. Su Ducati, meglio vecchio stile, sarebbe più facile. C’è da dire che da quasi un anno il suo team si è concentrato sulla gestione del freno motore della sua Honda in modo da permettergli di guidare “come piace a lui”.

  18. In Sardegna Internet glielo portano a secchi

    Bello l’articolo, ma io sono ancora convinto che vada piu’ forte chi da’ più gas.

  19. La moto di Lorenzo è settata molto diversa: è più bassa, e questo determina trasferimenti inferiori. Questo la porta ad alleggerire meno in uscita di curva, quindi il carico verticale residuo è superiore: di conseguenza la ruota anteriore segue la sua traiettoria senza derive eccessive, e lo sterzo non deve sovracorreggere la deriva quindi ha un’incidenza maggiore. Ancora: l’assenza di deriva porta a strisciamenti inferiori e a minori deformazioni della carcassa, quindi la hard non serve (non gli tocca resistere alla deriva nè patisce il relativo degrado) e nemmeno entrerebbe in temperatura. La morbida, al contrario, si sposa benissimo con le minori sollecitazioni imposte. Anche il sufficiente sostegno viene ottenuto con una regolazione idraulica meno esasperata e con molle più tenere. Insomma, “sembrano” uguali… 😉

  20. FEDERICO . Grande come sempre!

    quello che mi e’ parso di notare che LORENZO non puo’ guidare come ROSSI e ROSSI non puo’ guidare efficacemente come LORENZO.

    in appoggio e percorrenza i trasferimenti di carico non contano , conta il grip . per LORENZO e’ essenziale poter avere una media gripposa che arrivi a fine gara.

    ROSSI sfrutta molto il trasferimenti dinamici per essere fortissimo in frenata e inserimento (e in uscita se riesce ad compensare col corpo) , tra l’altro la sua guida spettacolare nel corpo a corpo e’ favorita da questo, e quando la gomma media non e’ utilizzabile e tutti devono usare la hard … si ritrova avvantaggiato.

    fin’ora seguendo questa linea di massima … ho visto una prevalenza di uno sull’altro.. vedremo se la tendenza rimane…

    ti chiedo un tuo parere 🙂

  21. Non dobbiamo dimenticare inoltre che Rossi fin da ragazzo è sempre stato un maestro nella guida con grip basso, sul bagnato oppure con gomme consumate: il segreto sta proprio nell’uso sapiente dei trasferimenti. Quando entrambi sono obbligati a utilizzare la stessa gomma si possono avere tre casi: la gomma è adatta a Lorenzo, e Rossi si trova male perchè il grip è troppo alto e deve modificare il setting “di attacco” (qui in Spagna il suo solito setting porta a scompensi); oppure la gomma è adatta a Rossi, e Lorenzo non riesce a scaldarla come vorrebbe, con tutte le conseguenze sulla massima piega, sulla frenata e sull’uscita; oppure ancora, la gomma sta in mezzo alle esigenze di entrambi (cioè, è sbagliata per entrambi ma in versi opposti) e i due diversi setting sono in egual misura lievemente “sbagliati”: in quest’ultimo caso sia Lorenzo che Rossi mantengono i propri setting con risultati cronometrici equivalenti, ma la gomma fine gara si presenta diversamente sulle due M1. come in Texas.
    Infine, sì, nel punto di corda in piena percorrenza conta solo il grip assoluto. Nell’ipotesi che entrambi abbiano la gomma in ottime condizioni Lorenzo in quel punto è il più veloce, e le sue pieghe lo dimostrano, a patto che non si ritrovi nel secondo caso, con una mescola troppo “rossista” che non va in temperatura.

  22. Grazie per le risposte Federico. Non riesco a ben collegare il tuo commento su Lorenzo del 9/5 21.56 con il fatto che abbia usato efficaciamente la hard anteriore. Mi pare di capire che avrebbe dovuto trovarsi meglio con la media.

  23. Grazie Federico per la delucidazione, prendo appunti sul quaderno e la prossima volta non sbaglierò più!

  24. Pardon, errore mio. Nel commento del 9/5 21.56 mi riferivo al setting generale della moto di Lorenzo che, per i motivi spiegati, di base usa spesso una gradazione di mescola più soffice rispetto alla moto di Rossi. In questa gara – del grip di Jerez abbiam detto sopra – la hard era la scelta perfetta per Lorenzo, e inevitabilmente era troppo gripposa per Rossi, il quale si ritrovava a litigare con uno sterzo sovracorretto che invece di derivare gli rialzava la moto.

  25. Grazie per le risposte a Federico, Gianni e Luca. Mi chiedevo cosa si può fare per evitare questo effetto, Federico ha detto di aumentare l’incidenza, ma se fosse una moto stradale ad avere un effetto del genere cosa si potrebbe fare?

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