Pista di Aragon, Spagna. Basta un’occhiata alla storia di questo tracciato per capire le sue caratteristiche: Stoner vinse le prime due edizioni, la prima delle quali con la famosa Ducati in carbonio con motore portante. L’anno successivo, con Stoner (passato alla Honda) sostituito da Rea, vinse Pedrosa che al suo secondo anno dietro l’australiano cominciava a sfruttare la Honda in drifting.
E sempre Pedrosa, nella quarta edizione, lascia la vittoria al rookie Marquez, con moto e squadra ereditate da Stoner, dopo un disastroso highside (e qui voglio ricordare le parole dell’immenso Barry Sheene “mai conosciuto nessuno che in curva abbia perso l’anteriore per aver dato troppo gas”). Lo scorso anno vinse Lorenzo grazie alla corretta strategia di sostituire la moto sotto la pioggia mentre i due hondisti sceglievano di proseguire sulle slick finendo per misurare il terreno coi palmi delle mani.
In definitiva, la pista di Aragon consente di driftare in uscita, e qui la faccenda diventa complessa e delicata. La nuova M1 pare l’unica moto che consenta di scaricare potenza senza sporcare l’uscita, lo dicevamo già nelle gare scorse: un po’ per le gomme e un po’ per l’azzeccato cinematismo posteriore, Lorenzo va via senza problemi. Nel dopogara dentro il box Yamaha il debriefing sarà durato 5 minuti al massimo, il tempo di una bicchierata e nulla da segnalare. Non so se in casa Honda ci abbiano riflettuto, ma nel mio piccolo io qualcosa da dire l’avrei avuta: non credo di essere l’unico ad aver visto un Marquez un po’ troppo egoista che, senza più reali chances iridate, decide di correre col cervello in mode OFF. Vediamo.
Si parte con le qualifiche e Marquez spara un giro incredibile, riprendendo per miracolo un anteriore ormai chiuso, ma invece di capire cosa va rivisto si lancia a fine turno in un altro giro fotocopia. E finisce steso di anteriore. Non è necessario che il tecnico gli chieda cosa sta succedendo, tutto sembra già evidente: alla fine dell’inserimento la richiesta di grip trasversale sulla ruota davanti è eccessiva, ancora prima di toccare il gas. Ditemi voi cosa avreste fatto.
Un tecnico nel pieno possesso delle sue facoltà sarebbe andato da lui a dirgli “Caromarcmarquez – proprio così, tutto attaccato – la moto è troppo bassa e non sopporta il fine piega quindi la solleviamo, vuoi o non vuoi”. “Ma io preferisco, così la moto bassa non mi perde l’anteriore quando riprendo il gas, sennò col centraggio che abbiamo mi ritrovo lungo disteso nelle uscite”. “Caromarcmarquez, tu manchi di esperienza e soprattutto non conosci Barry Sheene. Ci sono altri modi per non perdere l’avantreno in accelerazione, primo fra tutti è allargare col retrotreno prima che lo sterzo si chiuda”.
Sapete come sarebbe finita? Col setting di Pedrosa, più alto di almeno una tacca ma soprattutto con un’elettronica più aperta.
Guardate bene le uscite di Pedrosa, con l’anteriore che galleggia: ben si capisce che il trasferimento è maggiore, la moto è più alta e la fase di fine piega è meno pericolosa. Certo, il rischio è il famoso effetto Rossi-Ducati con lo sterzo chiuso al primo tocco di gas, soprattutto se uno si illude di poter compensare il sottosterzo di trazione riducendo l’incidenza e togliendo feeling allo sterzo. Eppure Pedrosa non perde l’avantreno: si sporge come un trapezista e lascia la sua elettronica più aperta, applicando in pieno sia i consigli di Sheene che l’esperienza dei due anni appresso agli scarichi di Stoner.
Sì, proprio quello che qui ad Aragon vinceva driftando sulla Ducati in carbonio. Se Marquez pur con trasferimenti inferiori al suo compagno di squadra non driftava quanto lui, c’è poco da girarci intorno: la sua elettronica glielo impediva. E questa non è sfiga, sono scelte. Poi magari fai due giri come un matto, e riesci pure a fare una pole miracolosa: ma il risultato a casa non lo porti. Le avvisaglie durante le prove c’erano tutte.
Analogo discorso può essere fatto per Petrucci, non a caso steso di anteriore a fine piega sulla vecchia GP14. Iannone fatica ma arriva quarto con la Ducati rialzata mentre Dovizioso, con la moto più bassa alla Lorenzo ma senza l’ottimo link della Yamaha non trova abbastanza aderenza sul posteriore.




caromarcmarquez ,se noi fossimo i tecnici della squadra ereditata da stoner ,anche quest’anno molto probabilmente avresti vinto…..ma visto che noi siamo i tecnici che Tu hai voluto…….
è chiaro no? 🙂
Ciao Federico. Come sempre ottima analisi. Mi aspettavo anche qualcosina sulle yamaha. Non hai visto nulla degno di nota?
Grandissimo debriefing, sempre complimenti a questo sito che sta diventando sempre migliore e interessante!! bravi a tutti!!
Le mie riflessioni sono:
1) Ci hanno sempre detto che Marquez era come stile di guida molto simile a Stoner di quanto non lo fosse Pedrosa, o almeno questo sosteneveno i giornalai, ma anche un certo Bruno Leoni, intervistato per Moto.it da Zamagni. Io sono sempre stato scettico e ci ho creduto sempre a poco a quello che questa gente diceva, fino a quando appunto non hanno fatto l’intervista a Leoni, allora mi sono dovuto rassegnare a credere che i due piloti fossero simili, anche se visivamente continuavano a sembrarmi diversi.
La mia domanda è : Marquez può all’inizio aver preso ispirazione da Stoner, grazie anche alla squadra ereditata, poi ha visto che non era possibile guidare come l’australiano e da un anno a questa parte sta cercando di cambiare stile ma non ci sta capendo granché o non ha mai cambiato ed è la moto a non assecondarlo più?
2) A me è sempre parso che fosse più Pedrosa ad essere simile a Stoner di quanto non lo sia sempre stato Marquez. A patto che uno stile come quello di Stoner fosse riproducibile.
Voi che ne pensate??
Il fatto che Pedrosa non abbia arginato Lorenzo è un demerito suo oppure è la Honda del 2015 a essere regredita? Oppure è la Yamaha ad essere migliorata?
Grandi come sempre… Ci stavate facendo salire la crisi da astinenza questa settimana 😀
Io non so dire se Marc assomigli o meno a Stoner in maniera “naturale” ma il primo ed il secondo anno di sicuro vedendolo guidare sembrava molto. Il primo anno aveva il team di Casey, il secondo, l’eredità dei settings.
Strano è stato vedere che in queste tappe dove poteva far driftare, invece non lo ha fatto, come se non fosse piu’ in condizione (non capacità, ha dimostrato di esserne capace).
Classifica sbagliata? 6 ESA, 7 CRU, PET come detto si è steso…
Qualche commento sulla battaglia Rossi/Pedrosa? Tipo che rispetto al solito per non prender troppa paga da LOR, ROS ha tenuto la moto più bassa di quanto ama lui e per questo andava lungo cercando di infilare PED? O sbaglio?
ma la domanda è:
li fanno veramente queste analisi nei box o ragionano ancora ” impunti/carica” , “alzi/scarica” , “dai molla al mono e drifti” “togli molla e dai trazione” ecc.ecc. o ancora peggio vanno a tentativi??
Ciao Steu…. Penso proprio di si… non credo proprio che li raccattino dalla piena i tecnici di moto gp… siamo qui a commentare da fuori e col senno di poi affidandoci all’occhio esperto di Federico, ma dobbiamo sempre tenere presente che da fuori è tutto più facile. Non facciamo mai l’errore di pensare di essere più esperti di chi stiamo giudicando…
Marquez aveva uno stile di guida alla Stoner perchè il primo anno ha dovuto per forza adattarsi a quello stile. Gli fecero provare la moto di Pedrosa e di Stoner ma scelse la seconda.
Ovvio che se sei un rookie, non hai esperienza nè riferimenti, devi per forza affidarti al team e se il tuo team è quello di Stoner sai già come devi imparare a guidare.
Il problema è che col 1° titolo è arrivato anche il cambio team, si è fatto il bis mondiale ma già iniziavano a sorgere problemi tecnici (già a suo tempo tirati fuori da Suppo) mascherati da 10 vittorie consecutive in mezzo a Lorenzo e Pedrosa irriconoscibili.
Adesso magicamente Lorenzo è tornato competitivo, Marquez deve fare gli straordinari per essergli alla pari ma quegli straordinari non sono digeriti dalla moto che, con un setting ormai “libero” dalle logiche di Stoner, mette in luce tutto il rookie che c’è in MM.
Riguardo la “battaglia” fra Pedrosa e Rossi: a me più che i sorpassi (che, tranne gli ultimi 2, non erano sorpassi ma semplici lunghi di Rossi) ha fatto impressione quanto gli abbia recuperato in 5 curve dopo aver perso quasi mezzo secondo dal contatto. Tempi alla mano giravano alla pari e sono convinto che Rossi ne avesse sia per superare Pedrosa che per stare alla pari con Lorenzo. Di fatto Pedrosa gli faceva da tappo nel misto iniziale che però è abbastanza monotraiettoria (lo scorso anno Rossi tentò una manovra all’esterno della stessa curva dove si sono toccati ed è finito a terra) mentre tirava il fiato sul dritto prima del traguardo, dove nelle ripartenze Honda dimostra ancora la sua superiorità… Per non parlare della staccata finale…
@Sacramen
Condivisibile l’analisi su Marquez. Su Rossi è inutile che la “tocchi piano”…. sappiamo già dove vuoi andare a parare (pensi forse che nessuno legga il tuo blog di provenienza?). Levati il dente e dillo subito. Sono proprio curioso di vedere cosa ti risponde Federico….
Permettetemi di fare un piccolo riassunto delle puntate precedenti. Dalla metà dello scorso anno avevamo notato un Marquez progressivamente sempre meno efficace, propenso a sporcare l’ingresso intraversando le frenate e ritrovandosi lentissimo a centro curva, con problemi di spinning sempre crescenti laddove c’era da ritrovare l’allineamento prima di riaprire il gas. Insomma, la classica guida da Moto2. Quest’anno si riparte con una Ducati apparentemente ad ottimi livelli sia rispetto alla RCV che rispetto alla M1, finchè in Yamaha decidono che bisogna correre ai ripari: due giorni di test nei quali si mette mano al link posteriore e si riparte con un nuovo e più adeguato setting di base. Yamaha torna davanti a Ducati, con la GP15 che appare meno spaziale e comincia ad accusare qualche problema di frenata prima e di motricità poi. Ad essere in clamoroso ritardo di messa a punto è la Honda: assente Pedrosa, Marquez insiste con una guida rabbiosa e poco ragionata finendo per accentuare i suoi problemi. Spunteranno in seguito alcune carcasse “compiacenti”, con grande scorno di Lorenzo, ma nel frattempo Rossi giganteggia: il sodalizio con Galbusera è efficacissimo, e bisognerà attendere il rientro di Pedrosa per arginare una deriva inspiegabile perfino dai cronisti. Non voglio insinuare nulla, sia chiaro, ma a un “certo punto” Marquez si convince che intraversare gli ingressi non paga, e lo dice chiaramente in una intervista: “sto cercando di ripulire l’ingresso, entrare di traverso mi fa perdere tempo”. Alleluja alleluja. Ed eccoci di nuovo con Yamaha e Honda davanti a Ducati. Naturalmente stiamo parlando di squadre ufficiali, mentre i team satellite – uno su tutti, Tech3 – resta dov’era a inizio campionato (per questo ho ragione di credere che nei famosi test Yamaha non ci si è limitati a individuare un assetto ma verosimilmente si è sperimentato il nuovo link senza fornire l’upgrade ai satelliti). Completiamo la ricostruzione con le ultime gare: la RCV bassa di Marquez ha una motricità inizialmente uguale a quella di Pedrosa ma successivamente ha trasferimenti inferiori. Questo provoca un eccesso di spinning tenuto sotto controllo da un’elettronica più chiusa, cosa che alla fine impedisce il drifting in uscita. Drifting del quale invece ha bisogno Pedrosa per correggere il sottosterzo di trazione della sua Honda rialzata, ed ecco l’elettronica più aperta, la moto che allarga di coda e l’avantreno che galleggia all’inizio dei rettilinei. Tutto perfetto, come Sheene insegna. Se infine devo pronunciarmi circa l’eventuale demerito di un Pedrosa incapace di raggiungere Lorenzo, bè, la mia convinzione non è tanto che la RCV sia regredita quanto che la M1 sia stata rivista da una mano sapiente. Il metodo paga sempre, e alla Honda quest’anno è mancato proprio questo.
Anzi, aggiungo un’ultima considerazione circa il paragone Marquez-Stoner: l’australiano usava un’elettronica molto aperta e il suo setting era simile all’attuale Pedrosa (che infatti a fine 2012 non disdegnava l’uscita driftata, ma SEMPRE con l’anteriore che galleggiava sui rettilinei). La differenza di guida col suo caposquadra era il punto nel quale si riapre il gas: Stoner lo riapriva PRIMA di arrivare alla massima piega, e questo gli permetteva di chiedere ancora meno al suo avantreno – peraltro più alto rispetto allo spagnolo – proprio nella fase in cui invece Marquez finisce per terra. No, Marquez e Stoner non sono affatto simili. O almeno, non più. Poi in futuro…chissà! 😉
Grandi come sempre… Danny, è uscito di nuovo il tuo nick in cima all’articolo, immagino sia un refuso come la volta scorsa 🙂 …
Interessante vedere quanto un link posteriore a punto faccia la differenza sia con un setup avanzato che con uno arretrato, anche se per motivi differenti ovviamente… Peccato che la sua trattazione sia anni luce avanti alle possibilità di uno povero appassionato 🙁
@Jurop: cavolo hai ragione!! Ma sai che non ci avevo nemmeno fatto caso? E’ la distinta che manda la Bridgstone a fine gara, devono essersi sbagliati…. 😉
@Stefano grazie, ho cambiato l’autore 😀 😉
Su Stoner e MArquez: credo di averlo detto dal primo giorno di motogp che Marc NON è Casey, ma nemmeno lontanamente.
2013 a parte, visto che Marc lavorava con un team con le contropalle che gli faceva capire come andava guidata quella moto, poi la nuova squadra ha seguito il pilota pedestramente ed è andata bene per una prima parte di stagione, salvo poi iniziare ad avere problemi sulla moto 2014 e sulle seguenti evoluzioni.
Stoner non ha mai guidato come Marquez, a partire dal modo di frenare fino al modo di usare il gas….
@Davide: Non l’ho affatto “toccata piano”, ho evidenziato un dato di fatto al di fuori di qualsiasi polemica, visto che non si è ancora parlato di questo confronto: Rossi è stato dietro Pedrosa per 3/4 di gara girando sugli stessi tempi, cercando il sorpasso solamente a 5 giri dalla fine. Ma già al 2° giro ha fatto un tempo di 5 centesimi più lento di Lorenzo…
L’ultimo giro è stato emblematico, dopo il contatto col Pedro io ero convinto non riuscisse a ricucire lo strappetto e invece ecco che prima del rettilineo di ritorno riesce a recuperargli come minimo 0.3″ tentando poi una manovra “alla Crutchlow”. Manovra inutile mi verrebbe da dire visto che sacrificare così l’ingresso significa poi perdere nel rettilineo… Ma poi riesce a farsi sotto nuovamente in staccata.
@Sacramen
Bene…. tutto ciò per dire….. Cosa? Sei criptico… cosa dovremmo capire dalla tua cronaca degli ultimi giri di Rossi e Pedrosa?
@Sacramen: uso le parole di Lorenzo, lui ha tirato nei primi cinque giri, dopodiché ha detto di essere andato “tranquillo”.
Rossi ha perso tantissimo nel primo giro, nel secondo ha perso pochissimo, poi man mano prendeva 2 decimi da Jorge, poi 3, a volte mezzo secondo.
Credo fosse il suo passo e che fosse parecchio impiccato.
In verità negli ultimi 5 giri, sia Pedrosa sia Rossi hanno fatto tempi praticamente fotocopia, e l’ultimo attacco disperato che vuoi..uno ci prova…metti che Dani ci cascava e si trovava la traiettoria spezzata, Rossi avrebbe fatto bingo.
Ma Dani non ci è cascato…. 😉
Se avessero alzato un po la moto di Marquez e tirato indietro di qualche mm la ruota posteriore, si può considerare un buon compromesso rispetto alla moto di Pedrosa, con assetto ideale, e alle richieste di Marquez?
Solo che la ruota di Marquez era già arretrata, i registri catena dicono circa due terzi del range e forse qualcosa in più. Alzarla significava dover gestire l’inevitabile alleggerimento, cosa che in prima istanza molti tentano di risolvere con l’antiwheeling che però ha spesso una controindicazione: limita brutalmente l’accelerazione della moto. Pedrosa, forte di una squadra esperta che queste cose le ha già viste e fatte in passato, ha scelto di aprire l’antispin e di usare il sovrasterzo di potenza per chiudere le traiettorie. Quando la moto con l’avantreno leggero spinge troppo verso l’esterno in uscita non è così intuitivo decidere di farla spingere ancora di più: conosco perfino qualcuno che parlava di motore troppo potente e chiedeva un albero appesantito.
quel qualcuno magari era un capotecnico di “lungocorso” ,ora in pensione ,e che ha pure lavorato dalle parti di bologna? 🙂
e’ molto interessante questa soluzione suggerita da Federico..
unire ai vantaggi di una moto tendenzialmente piu’ alta , il controllo del famoso sottosterzo in uscita curva , che tanto limita la traiettoria…
con tutti quei cv in abbondanza e’ una ” dritta” piu’ che convincente!
No vabbe io a leggere questo sito mi metto a piangere! persone iper-competenti che non si lasciano prendere dal tifo da stadio. grazie a tutti quelli che scrivono qui! siete fantastici.
Intanto un grazie per il debriefing.
E tre considerazioni…
1: ho chiamato Marquez “l’alieno” in quanto secondo me ne ha veramente per fare a polpette gli altri. Cosa gli servirebbe? La squadra del 2013 ed una bella spiegazione da parte di Honda per ricordargli quanto può essere forte e vincente se si lascia aiutare. Lorenzo è molto forte, ma secondo me Marquez lo è di più. E può diventare veramente un buon collaudatore, se si lascia evolvere da HRC.
2: Pedrosa ha avuto la moto a punto e con sufficiente confidenza per tenere duro. Ed avere la oculatezza (dopo tanti anni di top class l’ha acquisita) di lasciare andare lungo Rossi e di non seguirlo.
3: Rossi ha recuperato tantissimo ed ha concretizzato molto più di quanto le prove raccontassero. In Yamaha sono molto bravi e lui è stato in gamba a provarci senza fare ‘azzate. Se è il nonnetto più vincente del motomondiale ci sara’ un ‘zzo di motivo, no? 😉
Ho lasciato fuori Lorenzo. Perchè? Non c’è nulla da dire, non ha sbagliato veramente nulla.
Andava più forte di quasi tutto lo schieramento e ha fatto sbagliare l’unico che lo poteva impensierire sul suo punto debole. Applausi e giù il cappello (però fa venire due palle gigantesche quando vince…)
buonasera a tutti
entro in punta di piedi………
vorrei fare alcune considerazioni a braccio
io ho visto una yamaha GUIDATA come se fosse su un binario, velocissima, quasi INAVVICINABILE A PISTA LIBERA (forse il Marquez di misano 2013 avrebbe potuto metterci una pezza, con squadra 2013 eh)
poi c’era un’altra yamaha, la migliore di tutte le moto in pista nel corpo a corpo, perfetta nelle variazioni improvvise di traiettoria in ingresso senza perdersi in sbavature; peccato però queste variazioni di traiettoria spezzassero la linea della curva, a tutto vantaggio di chi guida spezzando le curve per esigenze di moto e che appunto per caratteristiche di moto ha la prima parte di accelerazione molto aggressiva
P.S.
nel mare di mediocrità in cui viviamo oggi ho letto una cosa sensata dichiarata da albesiano: con le michelin visto il poco grip che garantiscono davanti dovremo allungare il forcellone, avanzare il baricentro e alzarlo…………….
si è sentito con voi per caso?……………….
@ FEDERICO
ti cito: “Quando la moto con l’avantreno leggero spinge troppo verso l’esterno in uscita non è così intuitivo decidere di farla spingere ancora di più” , no, non è così intuitivo, per niente, serve un ‘ottima preparazione
Non solo, serve un lavaggio del cervello al pilota, cioè, un europeo deve essere snaturato
Sicuramente, come ci siamo detti, alcune case in virtù delle moto che hanno progettato dovrebbero aprire uffici HR oltre oceano, perchè il vivaio europeo ad oggi non sopperisce alla domanda di piloti specifici
Ciao stefano… Scusami… HR?!? Mi sono perso qualcosa? 🙂
eh eh eh…………..no, tranquillo, uffici risorse umane, human resource…………
non ti sei perso niente 🙂
uffici risorse umane, human resource………..oggi hr fa più figo………….anche se gli uffici sono gestiti da teste di rapa……….
oppure potremmo chiamarli talent scout
🙂
Ah ecco! Stavo già pensando a cose tipo “Honda Race” e roba del genere 😀
PS – ho cambiato il nick, così non ci confondiamo 🙂
Sì, le due M1 ufficiali hanno settaggi diversi proprio in funzione della guida dei rispettivi piloti ma anche delle esigenze di gara: se nelle prove vai via da subito, è giusto ottimizzare la moto per una gara in solitaria tentando la fuga dal primo metro, ma se sai di partire nelle file dietro non ti resta che tentare un setting da battaglia per infilarti ovunque e sporcare le linee degli avversari.
Per quanto riguarda invece la gomma anteriore Michelin, occorre valutare bene i pro e i contro delle possibili strade: quella indicata da Albesiano va benissimo, a meno che l’Aprilia non abbia già un passo “importante”. Nel qual caso poi ci ritroveremmo una moto perfetta nelle curve medie ma poco agile nelle inversioni strette e nelle curvettine lente dove sconterebbe un’eccesso di deriva sulla carcassa anteriore. Quindi, e ora sto pensando a Yamaha, la scelta sarebbe una riedizione del telaio 2012/2013, più corto sul cannotto. Staremo a vedere 🙂
“Nel qual caso poi ci ritroveremmo una moto perfetta nelle curve medie ma poco agile nelle inversioni strette e nelle curvettine lente dove sconterebbe un’eccesso di deriva sulla carcassa anteriore.”
Mi ricorda qualcosa Federico … E dicci, quali altre strade ci sono? 🙂
Accorciare il telaio dalla parte del cannot to e lasciare il forcellone com’è (cito l’autore)
Sì, la gomma posteriore larga simula per certi versi un passo troppo lungo 😉 Se non possiamo accorciarlo nella parte anteriore, tipo la vecchia Forward-Yamaha, saremo costretti a rivedere il link posteriore per consentire una appropriata deriva sulla ruota motrice coi rapporti inferiori. Come spiegava il buon vecchio Barry, è difficile perdere l’anteriore se il posteriore sta driftando: in altre parole, la posteriore che allarga si riporta su un cerchio di percorrenza più vicino a quello anteriore, riducendo proporzionalmente la deriva dell’avantreno.
driftare…………….bella cosa eh…………anche scenica……….facile a dirsi…………..ma a noi poveri italiani chi ce l’ha mai insegnato?………………
Federico con un m’1 simile alle 2013 come dici Rossi non andrebbe in crisi?al suo ritorno in yamaha aveva spesso problemi di bilanciamento ed era troppo caricata sul davanti come piace a lorenzo
in realtà Alfa Lorenzo odia il sottosterzo in uscita quindi a lui serve un bilanciamento avanzato, molto avanzato ma la tiene anche un pò bassa
Rossi la tiene più alta e con un baricentro come quello dell M1 del 2013 dopo due anni in Ducati dove si era perso penso che sia normale che abbia speso tempo per trovare il bandolo
correggetemi se sbaglio
😉
Nel 3013 ad essere insufficiente era la motricità, adesso con le Michelin il problema grave diventa l’anteriore. Il centraggio cambia in relazione al grip offerto dalle gomme: ieri serviva qualcosa di più al retrotreno, oggi all’avantreno. La moto assumerà il miglior centraggio possibile al fine di sfruttare le gomme disponibili.
A tal proposito Federico, non ricordo se hai già risposto ad una domanda del genere in passato, a quanto ammontano le differenze di centraggio, soprattutto longitudinalmente? Verticalmente credo dipenda da interasse e raggio delle gomme, ma in motoGP dove questi dati sono sostanzialmente simili, quando si distanziano setup avanzati da altri arretrati? Se puoi, sarei curioso anche in verticale 😉 . Grazie 🙂