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Pubblichiamo molto volentieri un pensiero di un amico, scritto su Facebook, di getto. Un pensiero che aldilà di simpatie o antipatie per un pilota piuttosto di un altro, è assolutamente condivisibile.

Parla di Valentino Rossi, ma potrebbe riguardare ognuno di noi nel nostro piccolo, delle invidie del vicino di casa, del ricco di turno, o di quello che ha una cosa che noi non abbiamo.

Lo pubblichiamo non perché siamo pro Rossi (anzi, qui lo abbiamo “messo in croce” quando era necessario, ma se meritava una lode l’abbiamo sempre fatta), ma perché siamo contro una filosofia di pensiero del “contro a tutti i costi”. Perché le persone per difendere un chissà che cosa, perdono le staffe, l’obiettività. E poi, chissà perché, se abbiamo una eccellenza qualsiasi in Casa Nostra, noi la dobbiamo distruggere. Buona lettura.

Un po come nella vita in generale, anche nello sport se vai forte diventi l’obbiettivo di alcuni che imbracciando il fucile e trasformandoti nel loro Vietnam personale, si divertono a spararti da dietro cespugli o avamposti mimetizzati.

hai una bella donna? un bel lavoro? sei felice? viaggi spesso e hai una bella casa? a volte pensate, basta una bell auto o una bella moto. Addirittura se sei bravo nel tuo lavoro s inventeranno di tutto, ti diranno che sei troppo qua o troppo la, che sei polemico o poco sorridente, a prescindere dal raggiungimento del risultato preposto, avran sempre e solo da discriminarti.

E se dico che amore genera amore, l’odio fa lo stesso percorso. Semini odio, e creerai solo gente che odia. Caro Valentino, il fatto che ogni domenica a 38 anni tu sia ancora li, a farti bagni di folla sorridente in mezzo a chi di te ha stima, il fatto che tu goda di un 3 posto come un bambino a Natale col suo gioco tanto atteso, il fatto che tu ti diverta e raccolga ancora risultati dopo 224 podi e vent anni di corse.

Il fatto che tu porti colore e passione la domenica nelle case di mezzo globo, fa di te un odiato cronico. Ti dico solo una cosa, ieri ho visto da Austin immagini stupende, bimbi in passeggino vestiti di giallo, adulti esultare con parrucche e trombette, e leggo commenti di gente che vive in Asia, felicitarsi per il tuo ennesimo risultato.

Insomma, ho visto che meta’ pianeta era felice per la gara che tu e gli altri ci avete regalato. Poi ho visto il tuo paese, che poi e’ anche il mio, dove invece si faceva la guerra.

Chi ti voleva a casa dopo il contatto con Zarco. Chi ti voleva punire con dieci minuti chiuso nei bagni chimici a bordo pista. Altri che ti volevano a lavorare nei pozzi di estrazione, altri ancora vederti fare sei volte la corsia box in ride through. Insomma, felici, son sincero, ne ho visti pochi.

Siamo quelli che amiamo cosi tanto le regole che non accettiamo manco le sanzioni che le regole stesse impongono, il che’ è tutto un dire. E sta cosa fa male perche parliamo sempre di essere un paese unito ma poi all atto pratico, ognuno si fa la sua guerra e se la vive in solitaria.

So bene che tutto cio a te da noia e poco gusto per riprendere le tue parole, ma ti ricordo che questi ragazzi vivono di poco, in un paese dove a 40 anni se perdi un occupazione ti dicono che sei vecchio, anzi, qui in italia a 40 anni non rientri manco piu nelle statistiche di disoccupazione se perdi il lavoro.

Perche per il Sistema, sei una persona degna di valutazione sino ai 25. Oltre sei borderline. Ora, al netto di questo, puoi comprendere quanto tu a quasi 39, con i successi che ancora raggiungi nella tua professione,faccia bruciare il culo a molti. A moltissimi.

Detto questo concludo ricordandoti che siamo quasi otto miliardi su questo pianeta, e gli Italo-guerrafondai che ogni weekend si ostinano a imbracciare quel fucile per impallinarti son solo una goccia di tutti quelli che invece ti stimano per come fai il tuo mestiere.

Dico solo che nonostante le “armi” in tuo possesso potresti rispondere al fuoco facendo vittime ad ogni post gara, invece sapientemente attendi la gara successiva per dimostrare che le chiacchiere stanno a zero e vincono i fatti. Da vero pace keeper.

Grazie di cuore quindi, grazie per portare la bandiera su quel podio, sai di sti tempi ci serve un briciolo di orgoglio per andare avanti in questo sempre piu difficile e abbandonato a se stesso paese.

Di sti tempi e’ sempre piu difficile sentirsi Italiani, cerca di comprenderli.

Phabio Broggini

Foto: Marco Guidetti

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4 COMMENTS

  1. gentile Broggini,
    se uno e’ contento vestito di giallo sono problemi suoi, perche’ dovrei farli diventare anche problemi miei?
    ma che gente che c’e’ in giro… c’e’ proprio bisogno di QUELO.

  2. Mi permetto di dire la mia solo su un aspetto: “Grazie per portare la bandiera su quel podio”: qui si fa riferimento al patriottismo, quantomeno sportivo; ma quale orgoglio? Basta bere. Un po’ di amor proprio, per favore. Rossi è un riccone (uno dei tanti, dato che le stime approssimative dell’evasione fiscale si aggirano sui sessanta miliardi all’anno) che ha avuto il coraggio di far pagare alla povera gente le tasse al posto suo. Parlare di orgoglio italiano, di bandiere, di italianità è troppo penoso, miriamo ad altri orizzonti, magari prettamente sportivi che è meglio. Certo, che poi i soliti trolgloditi (anche qui parecchi, purtroppo) lo attacchino per motivi beceri (magari rivangando pure il discorso tasse, tifando contemporaneamente però quell’altro evasore di Biaggi, a evidenza di quanto siano idioti), non mi tange, tanto è un circo e questa gente è comunque troppo stupida per sperare di riuscire a farla ragionare. La mia modesta opnione è che il tifo sia il male in ogni ambito: trasforma la passione in ossesione, l’ammirazione in fantasimo, l’unione in squadrismo, la condivisione in fazione. Frustrazione e ignoranza innescano queste derive.

  3. si, il tifo e’ da talebani, fa vedere solo il bianco o il nero perdendosi tutti i colori nel mezzo.
    e’ la parte piu’ bassa dell’animo umano.

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