Debriefing MotoGP Misano: odio e grip in Romagna

Non so voi, ma io Misano la odio. Non va mai bene. Ha un sacco di difetti: si sporca facilmente (e si scivola), il pomeriggio diventa troppo calda (e si scivola) a meno che non piova (e si scivola). Guardiamo il tracciato e ragioniamoci sopra.

Alla Rio ci si arriva con una frenata non particolarmente intensa e con la moto in mezza piega, impossibile strizzare la leva, e la precedente frenata degna di questo nome è quella prima di curva 1: questo significa un anteriore che entra freddo in una curva strettissima e piegatissima nella quale la differenza di traiettorie tra le due ruote è massima.

Basso carico e forze orizzontali elevate richiedono una soft che però impone attenzione nella sua gestione perché nelle staccate per la Quercia e per il Carro si rischia di degradarla in pochi giri per eccesso di deformazione. Un rompicapo affascinante che mette a dura prova non soltanto i piloti ma anche i tecnici combattuti tra esigenze all’apparenza inconciliabili. Ogni volta è una scommessa.

Stavolta ci si mette di mezzo pure il meteo, e dopo due giorni di prove su asciutto la gara prende il via sull’asfalto bagnato costringendo tutti a inventare un setting al buio. Spiace che Rossi non abbia potuto correre, ero curioso di vedere come la sua esperienza soprattutto sul tracciato romagnolo avrebbe risolto la faccenda. Gomme rain soft per tutti e le moto si schierano per la partenza.

Ecco, se non ci fosse stato Lorenzo il mio commento tecnico sarebbe stato diverso. Senza il maiorchino avremmo detto che la Honda con la sua maggiore motricità avrebbe prevalso sui concorrenti e Marquez avrebbe vinto facile, e infatti lo avevo dato per vincente. Poi ha vinto lo stesso, ma tecnicamente non è quello il punto: se Lorenzo non si fosse distratto la previsione sarebbe stata smentita dai fatti. Vediamo.

Subito in partenza la Ducati 99 scatta arrivando per prima alla chicane, frena da paura, si infila girando stretta e ne esce in testa. Vabbè, siamo abituati alla particolare sensibilità di Lorenzo nel primo giro. Solo che poi lui continua ad allungare con un passo imbarazzante e con apparente facilità, senza sbavature o segnali di guida al limite, e stavolta non possiamo dare il merito a mappe speciali che forniscano cavalli supplementari per qualche giro: qui il problema non è avere più potenza ma scaricare a terra quella che c’è, ovvero perfino troppa sul bagnato.

Se non ci fosse stato Lorenzo, Marquez non avrebbe chiesto di allestire la seconda moto dopo qualche giro: ma stavolta era così preoccupato della differenza di passo tra sé e la moto rossa là davanti che ha giustamente pensato di aver completamente sbagliato setting, dato che altri dimostravano che era possibile fare parecchio di meglio. Poi Lorenzo si è distratto e il problema è passato in secondo piano, ma quei primi sette giri sono qualcosa che tecnicamente pesano come un macigno. Avevamo detto già da qualche gara che la Ducati faceva paura e che Lorenzo era sulla strada giusta, ma onestamente neppure io pensavo a tanta differenza. Come giustificarla?

A rincarare la dose, nelle retrovie troviamo un Pedrosa irriconoscibile alle prese – parole sue – con una moto che pareva accelerare sul ghiaccio per la prima metà della gara, e perfino Marquez ha aspettato un fondo meno bagnato prima di riprendersi. Un po’ come una qualsiasi Yamaha alle prese con la pioggia, ma almeno lì sappiamo che il problema deriva dal centraggio e dal link posteriore. In Honda invece questo rappresenta una novità di cui bisognerà trovare ragione.

Una cosa appare chiara: le Ducati sul bagnato scaricavano meglio di chiunque altro, tanto che hanno consumato le gomme ritrovandosi un po’ nelle pesti nei giri finali. Dovizioso resiste al ritorno di Vinales su un asfalto via via più asciutto, Petrucci invece perde la testa della corsa a favore di Marquez.

La mia personale impressione è che nel passaggio alle gomme rain la maggior parte dei Team non abbia sollevato l’assetto a sufficienza, Honda su tutti, e che mancassero i necessari trasferimenti dinamici sia sull’anteriore che sulla posteriore. Non c’era verso di portare le gomme in temperatura per la prima metà della gara, a parte le Ducati che però hanno pagato nei giri finali un degrado da eccesso di carico. Ora, io non penso che le Ducati fossero tanto più alte delle avversarie, e men che meno quella di Lorenzo. Il quale, va pur detto, da qualche tempo sta guidando più alto del solito (per lui); il che non significa alto in termini assoluti.

Mettiamola così: in una gara di moto mediamente rasoterra Lorenzo è quello più abituato a gestire la situazione e ne ha saputo approfittare meglio di chiunque altro. Molto meglio. Tanto meglio che ha stabilito un nuovo riferimento circa le possibilità della Ducati su un terreno dove la Honda spadroneggiava quanto le Ducati del passato.

Ho solo il rammarico di non aver potuto vedere cosa avrebbe inventato un Rossi sulla pista che conosce meglio e sulla quale ha girato fin da bambino col sole a picco e con la grandine: sarebbe stata una sfida interessante, e non credo che avrebbe sbagliato assetto.

Io, Misano, la odio.

16 Comments

  1. Post By Sacramen

    2 cose:
    1- Misano fa schifo ma fa schifo da quando hanno cambiato il senso di percorrenza. La pista è nata in un modo e l’hanno fatta morire in un altro.
    2- Lorenzo ha iniziato ad andare da Brno, fatalità quando hanno reintrodotto le alette sulla carena. Effetto placebo oppure ‘ste alette hanno un’utilità tangibile anche sul setting?

  2. Post By Smeriglio

    Sacramen: anche io la preferivo prima quando si girava in senso antiorario e il curvone lo si faceva in accelerazione. Lì si che ci voleva pelo!!
    Però dal punto di vista del grip è rimasto invariato, anche prima faceva impazzire! E’ comunque un autodromo molto vicino al mare, c’è poco da fare

    Sulle alette: di certo fanno qualcosa, caricano l’anteriore alle alte velocità e anche in accelerazione. Hanno anche dei contro, tipo ridurre la maneggevolezza. Però Jorge inizia a trovarcisi bene ed è un buon segno.
    Io lo dico da tempo: se Jorge riesce a capire la moto sono caxxi accidi per tutti…

  3. Post By Federico

    Non credo sia questione di alette: ricordo di aver visto esattamente il momento in cui la lampadina si è accesa nella testa di Lorenzo, e lo scrissi nel debriefing. Era una delle “solite” gare, col maiorchino nelle retrovie alle prese con una moto per lui indecifrabile. E come al solito stava perdendo posizioni su posizioni. Ma a un certo punto, nel tentativo di resistere all’ennesima umiliazione di un sorpasso appena subito, sbaglia la frenata e va oltre il suo personale limite, quello che ogni pilota ha in testa. Ogni pilota ha nella sua testa un’idea precisa di quale sia il limite da non superare con una determinata moto, e in molti lo chiamano feeling. Fiducia. Sta di fatto che Lorenzo sbaglia, va oltre: la moto si intraversa ma NON lo scarica a terra (contrariamente a quanto gli capitava sulla M1). Ancora mezzo giro di prove, giusto per rendersi conto che il limite della sua Ducati era più alto di quanto lui non pensasse, ed eccolo tuffarsi come una belva sui due malcapitati dai quali aveva subito l’umiliazione appena il giro precedente. Gira stretto “ad occhi chiusi” e riapre il gas passandoli in tromba tutti e due in un colpo solo. Da quel momento, e lo scrivemmo, Lorenzo ha iniziato a tornare ciò che è sempre stato: un pilota determinato, testardo, terribilmente veloce e incredibilmente tignoso. Un cagnaccio feroce che se ti azzanna il polpaccio non lo molla più, a qualsiasi costo.

  4. Post By MadM

    Quindi Federico, la tecnica di MM è proprio quella di saggiare il feeling reale e non quello percepito??? E’ per questo che riesce a spremere la Honda più di altri??
    Se lorenzo utilizzasse la stessa tecnica avrebbe vinto dalla rpima gara?

  5. Post By Smeriglio

    Federico, lo ricodo bene. Fu a Barcellona.

  6. Post By Sacramen

    @Federico: magari mi sbaglio ma dubito che un pilota recuperi dai 10 ai 20″ di gap in gara solamente con un “click” mentale. Altrimenti al posto di spendere milioni in sviluppo basta 50k euro di parcella ad uno psicologo
    “Perdo 0.4″ fra il T2 ed il T3”
    “Parlami di tuo padre…”
    Ricordo pure io i primi traversi in staccata, roba che vedevi raramente da lui, ma è da Brno che ha cominciato a ridurre il gap, pure là con il bagnato. Ma di fatto quasto gap è sceso proprio dalla reintroduzione delle ali sulla carena. E non solo su piste congeniali.
    Vedremo ad Aragon come andrà…

  7. Post By Federico

    La Ducati era già in grado di andare più forte e il Dovi era lì a dimostrarlo. Cosa tratteneva Lorenzo dall’andare altrettanto forte? Il fatto che lui, abituato alla M1 precisa, facile ma quasi impossibile da guidare sporca, avvertisse quello come limite. Non è facile violentarsi e fare volutamente qualcosa che per istinto pensi che sia sbagliato: ci è voluto un “errore” per convincerlo che c’era margine oltre il classico limite di tenuta. Da quel momento Lorenzo ha cambiato approccio e in pochi giri, pur nelle retrovie, è passato da preda a cacciatore. Le alette sono un dettaglio marginale, era assai più importante verificare che con la Ducati è possibile derapare senza finire a terra. Con una sicurezza in più: la moto che perde il posteriore evidentemente non può perdere l’anteriore. La differenza è che con la M1 il rischio di highside è elevato mentre con la Ducati è assai più basso. Ormai ne è tanto convinto che qui a Misano non si è preoccupato troppo e ha rimediato proprio un highside a forza di aprire il gas. In Yamaha era dai tempi di Assen che non si azzardava neppure, tanto che sul bagnato era diventato addirittura inguardabile.

  8. Post By Federico

    Marc Marquez non ha mai avuto paura della guida sporca, fin dalla Moto2 (che sono in tanti, a onor del vero, a portare di traverso). In MotoGP poi è salito sulla moto di Stoner e con la squadra di Stoner, e da allora la Honda ha via via arretrato il suo centraggio alla ricerca di maggiore motricità fino a diventare difficile nelle percorrenze (per dettagli, citofonare “Pedrosa”). Cal oggi pare mediamente cavarsela meglio del pilota di Sabadell, ma nel suo passato c’è stata l’esperienza in Ducati.
    Mettiamola così: è mia ferma convinzione che Marquez su una M1 farebbe molto meno lo spiritoso con la manopola destra e col freno posteriore 😉

  9. Post By Sacramen

    @Federico: No dai, ‘spetta un secondo.
    A Misano Lorenzo è caduto perchè gli si è intraversata la moto in ingresso curva per aver esagerato col freno posteriore, non perchè gli ha dato troppo gas in uscita. E non è certo quello che si mette ad intraversare la moto sul bagnato, ha fatto un errore e l’ha ammesso lui stesso.
    Ed è un falso storico che Lorenzo dopo la mina di Assen 2013 sia diventato peggio dei gatti perchè nel 2015 a Motegi stava mollando a tutti un raschione simile a quello di domenica scorsa fino a che son durate le gomme. Non è che se nel 2016 ha fatto schifo nella pioggia ALLORA ha fatto sempre schifo…
    E mi pare anche parecchio forzato dire che ha recuperato il 50% del gap solo in staccata…

  10. anche a me e’ parso che Lorenzo sia rinato con le alette ma forse qualcosa e’ successo contemporaneamente anche alle gomme.
    bisognerebbe avere degli amici dentro il marketing Dorna per saperne di piu’ 🙂

  11. Post By Federico

    Occhio: Lorenzo ha detto che ha SBAGLIATO col freno posteriore, non che ha ESAGERATO. Nn so se cogli la differenza. Nè mi sfugge che aveva appena cambiato mappe. Mai guidata una moto da cross? 😉

  12. fatto sta che Lorenzo andava esageratamente forte e secondo me Marquez sta preoccupato per l’anno prossimo. voi cosa dite?

  13. Post By Sacramen

    @Jo: Per me Lorenzo la prossima stagione ha serie possibilità di essere protagonista, già adesso ha dimezzato il gap dai top. Ripenso alle parole di Dall’Igna dopo il GP in Austria dove sembrava criticare Lorenzo per la partenza a fionda che lo ha obbligato ad adottare una mappa “risparmiosa”… Molti l’hanno letta come una critica nei suoi confronti ma in sostanza ha detto che deve sì adattarsi alla moto ma lui è fatto così, se corre in modo non puoi certo pensare di snaturarlo.
    Che non potesse lottare per il titolo lo sapevano e quest’anno è un anno di apprendistato, a quel punto devi lasciargli carta bianca in modo da raccogliere dati e capire cosa fare per farlo rendere al meglio. L’importante è non tentare strade che vanno a snaturare la moto o incasinarsi con modifiche alla cieca che portano a vicoli ciechi…

    Riguardo le alette: a me fa “strano” notare che al ban abbia aderito solo Ducati. Insomma, i giappo hanno spinto per abolirle salvo poi presentarsi ad inizio stagione con le ali. Ma se erano inutili, perchè TUTTI le continuano ad usare? Dovizioso si trova meglio senza ma è sempre stato un pilota che guidava con maggiore carico sul posteriore, probabile che per il debutto abbiano seguito le indicazioni del pilota titolare.
    Fa anche ridere la polemica di Albesiano all’introduzione della nuova carena, tutti a salire sul carro della pericolosità (mentre Yamaha portava un cupolino che di fatto presenta due profili accuminati NON collassabili) salvo poi COPIARE spudaratamente l’idea Ducati. Copiare è lecito, sia chiaro, ma almeno non farlo dopo esserti immolato in protesta.

    Poi vabbè, le gomme sono tabù. Vedremo cosa farà Vinales le ultime 3 gare, nei test ad inizio stagione su quelle piste sembrava andare piuttosto bene…

  14. Post By Micky

    Federico ricordo che fino all’anno scorso mi sembra, Honda non accelerava perché teneva l’elettronica troppo chiusa per evitare il sottosterzo in uscita, come faceva la Ducati in passato. Quest’anno però mi sembra che Marc abbia ricominciato a farla scivolare in uscita e a Misano ha perso il posteriore più di una volta. Possibile che si siano resi conto del problema e abbiano tenuto l’elettronica più “aperta”?

  15. Post By Micky

    Parlando di Jorge anche secondo me è una questione di testa. Tra l’altro dopo la caduta lo hanno inquadrato mentre era seduto al box e ha fatto l’occhiolino alla telecamera. Dopo aver buttato una probabile vittoria…..
    Questo secondo me fa capire la convinzione che ha in questo momento.

  16. Post By Sacramen

    @Micky: Che Lorenzo sia tranquillo è dovuto alla prestazione. Avrà buttato via una vittoria quasi certa ma almeno ha la consapevolezza di quanto forzava, che era un errore evitabile e che nessuno teneva il suo passo.
    Ma non è vero il contrario, non è che andava forte perchè era tranquillo/convinto. Altrimenti è vero quel che Agostini diceva di Marquez nel 2014, che vinceva perchè sempre sorridente. Nel 2014 gli rideva non dico cosa visto che poteva permettersi errori a non finire senza perdere terreno quando solo l’anno prima un lungo ti costava la vittoria. Marquez ride perchè è fatto così e non vince perchè ride ma ride perchè vince.

    Che poi Lorenzo abbia capito come trattare la D16 è pacifico, si chiama adattamento. Ma non è che riduci il gap solo in staccata, anche perchè è sempre stato uno staccatore della madonna (vedi Mugello). Sarebbe come dire che la Ducati vince perchè è più veloce nei rettilinei (che infatti è la solita storia che si sente in tv o nei giornali), troppo approssimativa come spiegazione…

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