Energica Ego e Eva: il nostro test…elettrico

Abbiamo provato la Energica Ego e la Energica Eva, due moto che ci hanno davvero impressionato non solo per il design aggressivo, ma per le grandi promesse che le cartelle stampa fanno.

Bella giornata di sole, una zona bellissima come la Val Gardena, passi chiusi al traffico e due moto: cosa chiedere di più? Se poi le moto sono le due punte di diamante della italianissima Energica?

La Ego è la versione carenata e sportiva, linee spigolose e aggressive, la moto appare decisamente filante e ben proporzionata. La Eva invece è la naked, manubrio largo e cupolino sopra il faro per riparare dall’aria. La linea è più morbida ma a mio parere è una gran bella naked da vedere.

Io e Nicolò quindi ci siamo lanciati in questo test passando una mattinata in sella a queste due moto provando qualcosa che ci ha lasciati davvero a bocca aperta.

Le moto condividono lo stesso motore, un sincrono a magneti permanenti raffreddato ad olio, solo che erogano potenze diverse.

La Energica Eva ha una potenza di 80 kW a 6000 rpm con una coppia massimo di 180 Nm, raggiunge facilmente la velocità di 200 km/h oltre la quale non va perché autolimitata elettronicamente.

La Energica Ego invece ha una potenza e una coppia maggiore, 107 kW e 200 Nm, e può raggiungere i 240 km/h autolimitati.

Per farvi un paragone, una 600cc moderna eroga 85/87 kW e una coppia di 60/65 Nm. La potenza delle Energica è quindi paragonabile a un 600cc (la Ego anche un 900) ma la coppia è quasi il doppio di un 1000cc ipersportivo.

Per di più bisogna dire che la coppia, al contrario dei motori termici nei quali si deve aspettare il regime ottimale, è tutta subito disponibile e allo start se ruotate con violenza la manopola del gas siate pronti ad aggrapparvi da qualche parte perché verrete sparati a 100km/h in 2,8 secondi. Si, avete letto bene, meno di 3 secondi, per l’esattezza 2,8 secondi.

Dal punto di vista prestazionale quindi le moto elettriche non hanno nulla da invidiare alle moto a cui siamo abituati, anzi, regalano qualche emozione in più. Vediamo ora a livello di guida cosa si prova, perché le due moto sono profondamente diverse.

Partiamo dalla Energica Ego, la sportiva del lotto. Appena seduti sulla moto si capisce subito delle intenzioni che ha. Pedane abbastanza arretrate e posizione che carica i polsi, come una supersportiva deve fare.

Da fermo si avverte il peso della moto, intorno ai 255 kg, ma appena in movimento la moto si fa portare a spasso in maniera molto facile. Durante la guida sui 5 passi dolomitici che abbiamo fatto, ho notato una certa pesantezza dell’anteriore. Parlando con il tester ho capito che poteva essere dovuto dal settaggio del mono e ho provato una seconda moto equipaggiata con sospensioni differenti e subito la sensazione è sparita anche se sugli stretti tornanti lo sterzo non è sempre stato comunicativo come vorrei ma è anche dovuto dal fatto che una supersportiva sui tornantini stretti soffre a prescindere.

Lo spazio in sella è tanto anche per uno alto come me, si riescono a fare molti movimenti e tutto è proporzionato e al posto giusto. Anche i comandi sui manubri sono molto intuitivi, è molto semplice cambiare le mappature che sono Standard, Eco, Wet e Sport, così come il freno motore anch’esso su quattro livelli Low, Medium, High, Off.

Non abbiamo avuto la possibilità di dare una strigliata come si deve alla ciclistica per capire fino in fondo le potenzialità di questa moto, però ha dato delle buone sensazioni e in pista dev essere davvero un gran bel giocattolino.

La potenza comunque è impressionante: fare un sorpasso in salita è semplicemente incredibile. Accelero tutto, esco in sorpasso, il posteriore scivola sull’asfalto viscido dei passi montani e poi la moto si getta a fionda in sorpasso. Lo avrò fatto non so quante volte e sempre con un sorrisetto isterico sotto al casco.

Passiamo alla Energica Eva, la scarenata, meno potente ma decisamente divertente. A differenza delle Ego, su questa moto si può guidare con più scioltezza.

Il manubrio alto è comodissimo, il peso a quel punto diventa inesistente, e sui tornanti stretti la moto diventa un giocattolino con il quale si può uscire sempre derapando. Col gas però bisogna prenderci la mano perché spalancare tutto subito equivale a farsi dare un bel calcio nel didietro e bisogna stare attenti che la moto non scappi troppo.

Però la moto è sincera, sempre chiara su cosa stia accadendo sotto le ruote, si può guidare come un motard se le curve sono veramente strette, e nello stesso tempo non stanca praticamente mai permettendo al pilota di tenere spalle e polsi riposati.

L’impianto frenante è della Brembo: i freni italiani ormai hanno un livello medio di affidabilità e prestazioni pazzesco, e questo impianto non fa difetto. Preciso, potente, modulabile e davvero instancabile in discesa. Le moto non sono proprio un fuscello e pesano più di una supersportiva moderna, ma non si sono mai stancati.

Le gomme di primo equipaggiamnto sono molto buone: le due Energica montano infatti di serie le Pirelli Rosso II.

Ora lo so cosa vi state chiedendo: e l’autonomia? Quanto dura la batteria? Sono rimasto decisamente sorpreso: dopo aver fatto i quattro passi dolomitici avanti e indietro, per un totale di circa 160km, avevo ancora circa la metà della ricarica.

I dati ufficiali parlano di 150 km in ciclo combinato, ma credo che si possano superare abbondantemente i 200km con un uso decente e non tirato allo sfinimento.

La ricarica è molto semplice e decisamente rapida: con il fast charge in circa mezz’ora la batteria parte da 0 all’80%, quindi poco più di una pausa caffè. Per una ricarica completa siamo circa a tre ore.

In definitiva le moto sono veramente fatte bene e sono sfruttabili senza troppi problemi. L’autonomia è un problema relativo, perché basta organizzarsi bene e, grazie alla App Energica, si ha la mappa di tutte le colonnine di ricarica normale e rapida, e vi posso garantire che ce ne sono moltissime in tutta Italia.

Il prezzo è poco oltre i 25.000 €, un pochino cara forse, ma con il rapido sviluppo che il mondo dell’elettrico sta avendo, siamo certi che nel volgere di breve caleranno i prezzi e aumenterà l’autonomia dei mezzi. Facciamocene una ragione, il futuro è questo. E noi abbiamo dato uno sguardo al futuro, e ci siamo divertiti alla grande! Magari ci potremmo divertire anche in pista…

Tester: Danny Garbin, Nicolò Modena

7 Comments

  1. Post By Jigen75

    Buongiorno GM
    Ho una domanda che mi pongo spesso: questi mezzi cambiano carattere man man che la batteria comincia a scaricarsi o i vari valori di potenza e coppia rimangono invariati fino a quasi esaurimento della carica?

    Ho visto e letto le vostre recensioni anche di altri veicoli elettrici e vorrei capire se le autonomie sono relative al numero di km che si possono fare con il motore che può sfruttare tutta la sua potenza o se già al 50% della carica ti trovi a guidare un ape Piaggio stanco

  2. Post By Smeriglio

    Ciao Jigen, da 0 a 100% di carica la moto da la stessa prestazione. Non hai cali di rendimento man mano che la batteria cala.

  3. Post By Jigen75

    Ottima cosa allora. Quindi i 200km (stimati) di autonomia sono reali e non ti trovi dopo 50km a guidare un ciaetto.
    Ah spero proprio che si decidano a far uscire a breve dai laboratori queste benedette batterie in sperimentazione.

    PS domanda ulteriore: io ricordo anni fa un tema sull’impiego di un cambio su moto elettriche.
    Il tema si risolse dopo che una cas fece due moto diverse una con un cambio a 3 marce ed uno senza. Quello “con”, consumava meno. Vero che il motore lettrico ha Nm da vendere fin da subito, ma a mio avviso, visto che un cambio e’ un moltiplicatore di coppia, soprattutto su veicoli con raporti per le alte velocità non credete che sarebbe indicato proprio ai fini dei consumi?

  4. Post By Smeriglio

    A livello di guida sinceramente non ho sentito la necessità di avere un cambio. Anche in discesa basta solo regolare il freno motore e la moto rallenta davvero tanto. In accelerazione men che meno perché la moto ti spara via a razzo ogni volta che acceleri
    Non ho idea di quanto possa incidere sui consumi usare un cambio manuale, ma credo che con le batterie di ultima generazione non sia un problema così rilevante

  5. Post By Mr.Goodkat

    E il fatto di non poter scalare o aumentare le marce (magari una bella scalata in curva), o il non poter tirare una marcia fino a sentire il motore chiedere a gran voce di mettere la marcia seguente per dar via libera a tutta la potenza?
    Parlo della sensazione, dell’emozione, quello non manca neanche un po’?

  6. Post By Smeriglio

    Mr Goodkat: smanettare col cambio non mi mancava, bisogna solo abituarsi ad un tipo di freno motore. Il motre elettrico quando sale di giri fischia eh…fa un rumore troppo particolare

  7. Post By steu

    Danny.. con sto coso e quella coppia , in pista abbatti tutti i tuoi tempi! 😉

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