
Le sinergie industriali. Quell’operazione tecnica che oggi fanno tutti i costruttori, a tutti i livelli, per arginare i costi di produzione. Si condividono con altri modelli elementi tecnici spesso non percepibili dalla clientela. La Mercedes condivide parte della piattaforma tecnica alla base della Classe A con la produzione Renault e Nissan del segmento C.
A dispetto di quello che si pensa, la condivisione coinvolge componenti che non determinano il carattere di una vettura. Elementi che compongono lo schema delle sospensioni, l’elettronica di gestione che determina il carattere dei motori, fino ad una gamma diversamente articolata dei propulsori rendono nettamente diversa la CLA.
Di solito non diamo giudizi sul design, almeno che non sia oggettivamente bella una automobile. Nel caso della CLA Sedan, invece, nonostante il tentativo da parte dei designer Mercedes di creare una piccola coupè quattro porte, le proporzioni mostrano la classica difficoltà a ricavare una vettura stilisticamente bilanciata partendo da una due volumi.
Muso basso, fortemente inclinato che si abbina ad una coda altrettanto bassa ma con linea di cintura alta. Più la guardo, più ho l’impressione di vedere una vettura leggermente goffa.

Salendo a bordo, invece, ci si trova subito a proprio agio. Il posto guida rende giustizia alla targhetta sport presente nella sigla. La seduta è seduta bassa con volante verticale. Il sedile dispone di molteplici regolazioni adattandosi ad ogni statura. Il design della plancia appare moderno, sacrificando qualche aspetto funzionale.
Al centro della consolle, in posizione rialzata, c’è lo schermo piuttosto piccolo del sistema multimediale. Un impianto che necessita di un pò di apprendistato per sfruttarlo al suo massimo. Su questa versione l’impianto di climatizzazione è automatico, ma solo mono-zona e senza la presenza di bocchette per i posti posteriori.
La qualità complessiva degli arredi è deludente considerando la fama di Mercedes. Plancia e pannelli porta hanno troppa plastica rigida e non propriamente ben rifinita superficialmente. Giusto per fare un esempio la Infiniti Q30, con cui la CLA condivide gran parte delle componenti, utilizza materiale pregiato per i sedili con inserti della plancia in materiale morbido.

Lo spazio a disposizione dell’abitacolo invece conferma la vocazione coupè quattro posti della vettura. Dietro si sta comodi in due, con un bagagliaio abbastanza capiente con i suoi 400 litri. Purtroppo la soglia di carico alta limita e stretta ne limita la funzionalità. L’assetto della 200d Sport è piuttosto rigido. Difficile evitare qualche scossone soprattutto viaggiando sulle disastrate strade delle città italiane dopo freddo e pioggia.
Il motore è il 2.2 litri con 136cv e 300Nm a 1400 giri/min, decisamente sottodimensionato per questo tipo di vettura. Sensazione confermata quando si pigia sull’acceleratore. In compenso sale di giri fluido senza ritardi del turbo. Purtroppo manca di allungo con la spinta che si affievolisce decisamente dopo i 3000 giri/minuto.
Il motore si abbina all’ottimo cambio 7Gtronic. Dotato anche di palette al volante consente al driver di intervenire per vivacizzare la prestazione. Un vero gioiellino che non fa rimpiangere il cambio manuale.
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Certo, il 2.2 diesel da 177cv sarebbe decisamente più consono alla tipologia di vettura, con prestazioni decisamente all’altezza dell’immagine sportiva della CLA Sport

L’assetto rigido, trova la sua giusta dimensione su strada tortuosa. Un bel percorso in discesa consente di saggiare le doti anche del telaio nonostante la potenza limitata. L’azione dell’avantreno in inserimento di curva, mostra quella differenza di carattere di cui parlavamo all’inizio della prova. La CLA 200d Sport ha uno sterzo sufficientemente preciso, progressivo, aiutato da un avantreno composto migliore che nelle vetture Renault e Nissan con cui condivide parte della tecnologia. Solo forzando la mano al limite della tenuta si manifesta un leggero sottosterzo progressivo e facile da gestire.
Il retrotreno, dotato di schema sospensioni multilink, è dinamico quanto basta per aiutare a tenere la traiettoria precisa in inserimento di curva. Le reazioni rimangono sicure anche nelle condizioni di emergenza. Nella peggiore delle ipotesi ci sono i controlli di sicurezza che intervengono sempre in modo discreto ben tarati. Se da un lato la potenza e poca, questa diventa fondamentale per tenere bassi i valori di consumo.
Il guidatore dal piglio sportivo sarà per molto tempo con il piede a tavoletta facendo registrare comunque un consumo vicino ai 18km/litro. Con una guida accorta è facile attestarsi sui 20km/litro, e con un uso attento delle prestazioni dell’ottimo automatico si può andare anche oltre tale valore.

La CLA 200d nell’allestimento Sport, in prova, era equipaggiata con sedili con regolazione elettrica, navigatore, con telecamera, controllo adattivo velocità, Park assist: La dotazione di ADAS prevedeva l’avviso di cambio di corsia, il riconoscimento della segnaletica, monitoraggio angolo cieco e vernice metallizzata. Il prezzo di listino sale a 45.000 Euro. In ogni caso è facile che si possa strappare uno sconto che riporta gran parte degli accessori presenti vicino al valore della vettura base.
Uno sconto che potrebbe essere utilizzato per avere una CLA 220d Sport allo stesso prezzo rimanendo sui 45mila euro, più potente e godibile. Tornando al discorso sulle economie di scala, possiamo dire che i tecnici tedeschi hanno cambiato tanto il progetto iniziale, al punto che forse sono più i giapponesi della Infiniti ad averci guadagnato migliorando prestazioni e qualità della Qx30 2.2 DCT Sport. Questa in allestimento più completo viene via ad un prezzo concorrenziale di 40.000 Euro. La differenza di prezzo sta tutta nell’immagine aggiuntiva che la Stella a tre punte. Alla fine la CLA 200 Sport resta sempre una Mercedes!
Daniele Amore
