Dopo aver digerito panettoni, pandori e cenoni che iniziavano alle 12 e terminavano 10 ore dopo, come da nostra tradizione annuale ripercorriamo i momenti salienti del motorsport 2018.

Verstappen vs Ocon potrebbe essere la sintesi del gara brasiliana di F1: uno scontro in pista che si è trasformato in un incontro molto ravvicinato nei box, a motori spenti, quando il giovane Max si è trasformato per qualche secondo in un  Rocky Balboa olandese, rievocando un altro incontro di pugilato a bordo pista, quello tra Piquet e Salazar ad Hockenheim nel 1982. Fortunatamente il giovane Max ha sbroccato per qualche secondo e si è “limitato” solo a dei spintoni: un gesto che rimane comunque inqualificabile e brutto da vedere tra piloti professionisti e superpagati, anche con tutte le ragioni di questo pianeta.

Ma cosa ha spinto Max a perdere le staffe di cattiveria? Verstappen si trovava al comando della gara, con le Mercedes a seguire e afflitte da problemi di blistering al posteriore. Al giro numero 42 Ocon, che si trovava dietro a Verstappen ed era doppiato, in quel momento è più veloce dell’olandese e tenta di sdoppiarsi alla esse di Senna, la prima curva dopo il traguardo. Nel cambio di direzione Max chiude la porta in faccia ad Ocon e arrivano al contatto: Verstappen schizza in testacoda e nel fumo della sgommata per ripartire, svaniscono anche le speranze di vincere in Brasile.

Ocon verrà poi sanzionato dalla direzione gara con uno stop and go di 10 secondi per la manovra effettuata: penalità che calza a pennello come un vestito su misura, la colpa non è da imputare totalmente al francese. Verstappen ha fatto un errore di valutazione non da poco, cosa che poi gli è stata detta anche da Hamilton a gara finita, e doveva con intelligenza lasciar sfilare Ocon. E invece ha tenuto giù il piede, lottando come se al posto di Ocon ci fosse Hamilton o Vettel, ha chiuso la porta in faccia di cattiveria ritrovandosi in testa coda nella via di fuga.

Già nei team radio subito dopo l’incidente e mentre rientrava al parco chiuso, si è potuto udire la frustrazione mescolata alla rabbia nel tono di voce di Max. Le interviste prima del podio, dove ha definito Ocon un idiota e dove gli ha consigliato di non farsi vedere nel paddock, hanno fatto trasparire un ragazzino parecchio alterato. Solo che Ocon evidentemente non ha ascoltato le parole di Max e i due si sono incontrati nelle operazioni di peso del pilota: in quel momento è stato come avvicinare una fiamma ad una bombola di gas. I toni si sono alzati sempre di più, fino ad arrivare agli spintoni da parte di Max. Come detto sopra, è un gesto che non condividiamo in nessun caso, ma ci fa rivivere quel lato del motorsport grezzo e rude andato perso, quando le diatribe venivano sbrigate non di certo davanti ad un plotone di commissari sportivi, dimostrando anche che sotto alla tuta esistono degli uomini con emozioni vere, vittime di errori, difetti e rancori nonostante le squadre tentino di mascherarli e di farli passare per dei ragazzi senza sentimento, confezionando a loro gli atteggiamenti e le frasi da dare in pasto alla stampa.

Mazzocco Alessio