Ci sono poche garanzie nel mondo dell’auto, una di queste è la Volkswagen Golf “Das Auto!”, oppure certezze come la Golf GTI, poi c’è la Golf R che speriamo di riuscire a catalogare a fine di questa prova. La verità è che la Golf più sportiva ha una concorrenza nel segmento delle compatte ad alte prestazioni agguerrita come non mai. Se i grandi brand si impegnassero allo stesso modo anche per contrastare le normali Golf 1.6 TDI oggi avremmo meno garanzie ed un mondo dell’auto più vario. Dal punto di vista estetico bisogna dire che l’edizione numero sette della compatta più venduta di sempre, ha qualcosa di diverso, come se avesse tolto la cravatta. Ci sono tratti sportivi come il taglio dei fari, fiancate con una muscolatura più pronunciata per un carattere più deciso ma conserva dettami storici come il montante posteriore quasi verticale, irrinunciabilmente Golf.
Salendo a bordo la sensazione di familiarità è quanto mai evidente. Mettersi al volante, osservare la plancia e gli arredi è quasi come incontrare un vecchio amico che non vedevi da tempo. Tutto semplicemente funzionale, dopo pochi secondi conosci trovi la posizione di guida ideale, conosci alla perfezione il sistema che controlla le varie modalità di guida, fondamentale su una vettura dal carattere sportivo. L’impianto di Infotainment è una vecchia conoscenza già in uso sulle altre vetture del gruppo Volkswagen, funzionale e completo. Insomma niente che si trova fuori posto, con una qualità di assemblaggio che potra ad evitare di fare la solita fatica di andare a cercare qualche difetto, non lo troverò di certo. L’abitabilità è buona. Davanti si sta comodi grazie anche alla buona profilatura dei sedili sportivi, dietro il tunnel centrale crea qualche piccola difficoltà al passeggero centrale ma nulla che dia veramente fastidio. Il bagagliaio è capiente, funzionale con i suoi 380 litri, soprattutto ben rifinito, può diventare da 1270 Litri con sedili abbassati.
Il primo approccio su strada denota una vettura che nelle condizioni di modalità di guida normale è confortevole, rigida ma non troppo. Le strade della provincia Veronese non sono troppo dissestate e la Golf scivola via tranquilla. Un appunto solo al sound. La versione da noi provata non aveva lo scarico opzionale Akraprovic, e si sentiva la mancanza. Per quanto sia piacevole per gli occupanti viaggiare nel silenzio, un bello scarico che fa capire quanta potenza ci sia sotto il cofano non fa mai male, una lacuna che però sarà presto colmata dal proprietario di questa Golf R. Il motore è il noto 2.0 litri Turbo nella versione da 300cv ad un regime dichiarato piuttosto basso di 5500 Giri/min, con una coppia di 380Nm a soli 1800 Giri/min. La Golf R come anticipato dispone di varie modalità di guida, ovviamente per saggiare le prestazioni la Race è quella più idonea. Il motore spinge bene, corposo fin dal basso, non c’è ritardo del turbo ma manca leggermente di allungo nella zona alta dei giri, e se posso essere pignolo di un pelino di carattere nell’erogazione di potenza. I cavalli ci sono, eccome se ci sono, basta un applicazione per lo smartphone per verificare che le prestazioni sono eccellenti con uno scatto sullo 0-100 km/h sotto i 5 secondi, una prestazione ottenibile da tutti grazie all’azione del DSG. A proposito, sembra quasi scontato ma il cambio è assolutamente perfetto per questa vettaura. Il manuale è bello, ma il DSG non ne fa sentire la mancanza in nessun modo.

Quindi, quello che disorienta è la facilità con cui si raggiungono le prestazioni in netto contrasto con le sollecitazioni quasi zero a cui viene sottoposta la schiena per la progressione del motore. Per fugare ogni dubbio abbiamo rullato la Golf R nelle condizioni originali ed ha fatto registrare una potenza di poco superiore a quella dichiarata, un fatto non del tutto scontato oggi giorno, ottimo! Le strade delle colline Veronesi sono perfette per saggiare le prestazioni di questa Golf R, in discesa per comprendere al meglio le capacità del comparto telaio sospensioni, trazione, ed in salita per verificare come il motore riesce a spingere al limite questi componenti. La cosa che sorprende è la compostezza di questa versione sportiva della Golf. Come per gli interni, ogni curva è una certezza, per trovare il limite di tenuta bisogna andare ad una velocità che in strada non solo sarebbe insicura ma da distruzione della patente. Anche buttando la Golf in curva nel modo più ingnorante e brusco possibile, modo assolutamente poco incline al mio modo di guidare, lei non si fa prendere dal panico, il retrotreno rimane stabile, e se mai dovesse succedere che cede una delle due parti è sempre l’avantreno che molto moderatamente e progressivamente che ti fa capire che hai fatto una minkiata in inserimento di curva o nell’uso dell’acceleratore.

In salita il motore non riesce a mettere in crisi l’assetto. Giusto per rispondere ai nostalgici degli anni 80′, non sono i motori moderni che non sono abbastanza cattivi e potenti, anche se le norme anti inquinamento ne limitano per forza l’erogazione, ma è l’intero comparto telaio, sospensioni, trazione ma soprattutto gomme che è sovradimensionato al giorno d’oggi. Qui entra in campo l’officina Negrente. Luca, figlio del fondatore ha già pensato a come ovviare al problema con un lavoro che al primo step di evouzione prevede un certosino sviluppo dell’elettronica di gestione, ottimizzando l’erogazione di coppia con una magliore risposta, più veloce, piùsibile sul comando dell’acceleratore, e giusto perchè non guasta mai una manciata di cavalli in più, 40 per l’esattezza. La Golf R dopo il trattamento, finalmente diventa ciò che doveva essere fin dal primo momento che ha messo le ruote fuori dalla sua catena di montaggio. Il motore finalmente ha il carattere che deve avere, uno scarico artigianale con un sound unico.
La scelta di non usare l’Akraprovic è infatti logica, anche utilizzando questo componente la nostra Golf R sarebbe diventata come un altra vettura analoga con questo scarico in opzione. Invece la nostra bianca Volkswagen ha un suono unico. Il tutto con una spesa che possiamo definire di poco conto con i suoi 22 Euro per ogni cavallo in più, rispetto al guadagno in termini di carattere, e di felicità al volante. Così modificata, la Golf R, diventa più simile nelle sensazioni alla nostra compatta sportiva preferita la Civic Type R, con il vantaggio di poter contare sul favore del cronometro, il tempo di poco inferiore ai 5 secondi per lo scatto da 0-100 diventa quasi una passeggiata. Oggi nel listino Volkswagen non c’è la Golf R MKII, con la responsabilità di coprire la gamma sportiva, alla Golf GTI con 245cv. Quindi trovare un esemplare con pochi km alle spalle usato, e sfruttare le competente di un officina come quella di Daniele Negrente si ottiene una bella compatta sportiva, dalle prestazioni esaltanti, con una spera emozioni/cavallo più che a buon mercato.
Daniele Amore
Si ringrazia per la collaborazione

