
I cambiamenti regolamentari che hanno interessato gli alettoni anteriori, hanno avuto un peso di quasi 15 milioni di euro sul budget dei team. Queste almeno sono le cifre che la Red Bull ha dovuto sborsare per modificare la vettura secondo i regolamenti 2019, anche se è riuscita a recuperare gran parte delle prestazioni tolte da queste novità aerodinamiche.
Il team di Helmut Marko è stato uno degli oppositori a queste modifiche, approvate lo scorso maggio, sostenendo che mancavano dei dati attendibili a sostegno della tesi FIA e citando anche l’impatto finanziario che, appunto, queste modifiche avrebbero portato alle casse dei team.
Marko aveva detto ad Autosport che l’ala anteriore modificata potrebbe migliorare le prospettive di sorpasso durante la gara, nonostante le vetture abbiano gia raggiunto i livelli prestazionali di metà 2018.
“Abbiamo gli stessi dati aerodinamici dell’estate scorsa. Quando arriveremo a Melbourne probabilmente saranno anche migliorati. Ma questa situazione è un punto di partenza per una discussione tra noi Ferrari e Mercedes sul fatto che i regolamenti non devono essere determinati dai tecnici, poiché quando vengono coinvolti i costi aumentano e tutto diventa complesso, quando le cose vanno invece semplificate.”
Marko ha sottolineato che il cambio delle regole è stata fatto principalmente su iniziativa della Mercedes: “Tutti possono vedere quando sia difficile per Mercedes superare quando sono dietro un’altra macchina.” Ha detto il boss della Red Bull, che nonostante il disappunto di queste nuove regole ha ribadito che con Mercedes vige tutt’ora un buon rapporto, sentimento condiviso e rafforzato anche con Ferrari dopo la morte di Sergio Marchionne la scorsa estate.
Questa sinergia tra i top team attuali della F1 potrebbe essere significativa per le prossime regole previste per il 2021 e già qualche mesa fa sia Mercedes che Red Bull avevano fatto capire che se le cose in F1 non sono di loro gradimento, possono buttarsi su altre categorie a 4 ruote.
La Formula 1 sta vivendo un periodo molto critico e questo fronte comune tra i tre top team riguardante le nuove regole, mette in ballo l’esistenza della Formula 1 stessa: pare di essere tornati negli anni 80, quando Enzo Ferrari, per protesta contro la FIA e sulle sue decisioni regolamentari, decise di mettere in piedi un team e una vettura per andare a correre in America nella serie CART. Chissà come mai poi le cose si sistemarono, tanto che in quel di Maranello si firmò il Patto della Concordia, che ancora oggi lega i team alla Formula 1. Ma quelli erano altri tempi e soprattutto erano altri personaggi, non vincolati da sponsor, che incutevano timore solo a guardargli negli occhi.
