La Formula 1 sta pensando a cambiare le posizioni delle telecamere e il modo di riprendere le monoposto a bordo pista. Questo per enfatizzare ancora di più il senso di velocità per chi guarda le corse comodamente seduto da casa. D’altronde stiamo parlando della categoria più veloce da competizione e sia mai che in televisione possa apparire ferma tanto quanto la Panda della signora Maria che sta andando a fare la spesa per il paese.

Ma siamo proprio sicuri che sono queste le priorità della Formula 1, le modifiche di cui necessita questo sport? Ieri e nei giorni scorsi, sono trapelati vari malumori che riguardano l’attuale gestione di Liberty Media: i team non sono contenti di come gli americani stanno trattando questo giocattolino e parecchi mugugni sono sorti con le modifiche regolamentari agli alettoni previsti per il 2019.

Queste modifiche “di lieve” entità, sono costati ai team qualcosa come 15 milioni di euro. Perché lo sappiamo tutti come lavorano i progettisti: se mi limiti un qualcosa, io, progettista, ci passo giorno e notte a capire come recuperare quello che mi ha tolto. Con buona pace del conto in banca del team, costretto a sborsare parecchi soldini in ricerca e sviluppo.

Come se non bastasse, persino i promoter della F1, vale a dire i vari circuiti che ospitano il Circus, si sono lamentati del trattamento e delle richieste avanzate da Liberty Media. Ben 16 promoter sono contro a Liberty Media e sono parecchio incazzati per quanto riguarda la questione del Gran Premio di Miami: mentre a loro LM chiede fior fior di quattrini per ospitare la F1, a Miami non è stato chiesto un dollaro.

La Formula 1 sta attraversando un periodo cruciale e devono essere presi provvedimenti radicali al più presto. Serve che questo campionato venga riformato da zero, con regole tecniche semplice ed efficaci, con regole sportive che abbiano un senso e soprattutto un metro di giudizio costante. E trattandosi di Formula 1, quindi l’università del motorsport a ruote scoperte, si devono correre su tracciati di un certo spessore, limitando le sfilate aberranti nei centri delle città scambiate per Gran Premi.

Insomma, la Formula 1 deve riscoprire la sua vera identità, quella che l’ha portata ad essere una categoria seguita e amata da tantissime persone, quella categoria nata per passione da chi amava l’automobile. Passione che negli ultimi decenni è stata soppiantata dalla voglia crescente di fare business, di abbassarsi ad andare a correre dove voleva il Dio denaro, snobbando e/o rovinando piste che hanno fatto la storia della F1.

Ma alla F1, cosi come la società moderna, guarda soprattutto all’immagine: l’importante è apparire, l’importante è che sia figo e appariscente e mentre problemi ben più grossi avvolgono questo sport, i piani alti pensano alla telecamere e come posizionarle per cercare di rendere più gradevole all’occhio questo teatrino anonimo e finto.

“Quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito.” Diceva un’antico proverbio cinese e mai parole possono essere più azzeccate per descrivere la F1 attuale.