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F1: Gp Australia, Pagelle “La Banda Binotto e la pista atipica!” di Giornale Motori

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15.03.2019- Official Fia press conference, Mattia Binotto (ITA) Ferrari Team Principal

Facciamo chiarezza! La Ferrari vince l’edizione 2017 e 2018 del Gp di Australia, grandi festeggiamenti da parte del team, dei media e dei tofosi. La Mercedes sconfitta ma sul podio,  con un distacco tutto sommato accettabile ha sempre minimizzato dicendo che Melbourne non era probante in quanto trattasi di una pista atipica. Considerando che hanno vinto i due titoli in questione, forse avevano anche ragione, in barba ai sorrini sornioni degli addetti ai lavori all’indomani di queste due vittorie. Ma sentire la Banda Binotto usare la stessa scusante per giustificare i 26 secondi di distacco nel primo Gp della stagione 2019, suona quasi come una presa un giro a tutti. Per un attimo durante la sua dichiarazione alla stampa si sentiva il fastidioso stridio delle unghiette sugli specchi mentre fallisce la arrampicata! La verità è che la Ferrari per una motivazione che non è stata espressa, ha lasciato la sua monoposto competitiva a Maranello portando a Melbourne un catorcio rosso opaco.

Una pista atipica in queste condizioni che significa? Che si può recuperare un distacco di quasi un minuto su una pista vera? Nella remota ipotesi che sia vero, la speranza è che i punti che si sono persi nell’atipico Gp di Australia non siano fondamentali per il titolo. In ogni caso non è possibile pensare che questo mostrato nella gara di apertura della stagione sia il reale potenziale della monoposto, sicuramente il team ha molto da lavorare, dal punto di vista tecnico, e della comunicazione.

Valtteri Bottas 10: E’ tornato un altro uomo, un altro pilota, barba cattiva, atteggiamento cattivo, ha lasciato il giusto spazio al blasonato compagno per poi relegarlo al ruolo di seconda guida in copertura per effetto della sua maiuscola prestazione. Che durante la sua parentesi Rally abbia fatto scuola da Nico Rosberg?

Nico Hulkenberg 9 : La Roccia è tornata. Nonostante delle difficoltà in qualifica, poi in gara con la sua proverbiale sgacia tattica unita ad un buon passo sulla lunga distanza, è riuscito a portare la sua monoposto nei punti. Unico a portare avanti al bandiera del team Renault.

Lance Stroll 8 : Sarà che è raccomandato, sarà che è il figlio del boss, ma sarà anche che un paio di anni in un team come la Williams gli hanno insegnato il mestiere al punto che quando è giunto il momento della gara ha conquistato punti maggiori di quanto ha fatto il suo compagno Perez. Un buon inizio, più che buono.

Max Verstappen 7 Maturo, veloce, consistente. Ha fatto une buona qualifica, ed in gara ha sfruttato al meglio la sua monoposto, le sue gomme e le debolezze altrui. Non si è dato per vinto, non ha mai mollato la pressione su Hamilton, ed ha regalato il primo podio alla Honda.

Kevin Magnussen 7: E’ ripartito da dove era rimasto. Per come la si vuole vedere rimane il pilota che porta punti importanti alla Haas. Se oggi è il primo team dopo i top tre è per le sue prestazioni e la sua concretezza. Sa lottare duramente ma sa anche essere pragmatico nel prendere i punti pesanti per il team.

Danijl Kvyat 7 Una ottima prestazione, un bel sorpasso ai danni del pilota che corre con il team maggiore Gasly. La dimostrazione che la RedBull forse è stata troppo dura in passato con lui. Per come funziona il team anglo-autsriaco un altra manovra del genere e si riprende il suo vecchio sedile.

Cherles Leclerc 6:  Tanti saluti al duello interni fraticida di cui tutti parlavano in inverno. Batterà Vettel, lo metterà in difficoltà, questi solo alcuni degli annunci apparsi sui siti e giornali. Ma la verità è che la Ferrari è un azienda e come tale i propri dipendenti hanno delle regole da rispettare. Farla palesare davanti a tutti con un team radio è un  modo per smarcarsi da tale politica ma resta che ha dovuto obbedire mentre stava facendo una buona prestazione meritando almeno una posizione in più sul campo.

Romain Gorsjean 6 : Ancora una volta perde una ruota in Australia, sta volta pare sia un problema tecnico, o per lo meno ha così dichiarato nel suo team radio. In ogni caso poteva prendere punti importanti seguento le orme del suo compagno. Sarà per la prossima, se non si demoralizza.

Lewis Hamilton 5 Un incubo che ritorna, la Rosbergizzazione di Valtteri Bottas, con la Mercedes che non lo tratta più da prima donna, ma che all’occorrenza lo fa fare l’operaio aziendalista nei confronti di una concorrenza spuntata. Hai voglia a dire che deve parlare con gli ingegneri della tattica, il passo non c’era quindi anche se sbagliata era la scelta logica da fare nonostante il blasone ed i mondiali.

Sebastian Vettel 5 Indecifrabile, veloce al massimo delle sue possibilità, poi si è perso,  naufragato insieme alla mediocrità della sua monoposto. Il team radio in cui chiedeva perchè fosse così lento, appare più come un tentativo di smarcarsi dall’incapacità del team di dare una monoposto per lo meno decente. Non certo un buon inizio di stagione.

Lando Norris 5: Decisamente il migliore debuttante della massima serie. Ma questo non gli ha risparmiato l’insufficienza. Alla luce delle prestazioni della sua McLaren poteva passare Giovinazzi e puntare alla zona punti. Invcece si è trattenuto in modo prudenziale troppi giri dietro un pilota oltremodo lento vanificando la sua gara.

Sergio Perez 5 : La sua prestazione è stata mediocre, la sua monoposto non era così male, ma se continua così la sua posizione da capoteam, si potrebbe traformare in subordinata del figlio del capo. Troppo poco per uno con la sua esperienza.

Mattia Binotto 3: Melbourne è una pista atipica, ma provare anche solo lontanamente a giustificare i 26 secondi di distacco con la sola motivazione del tracciato che non si confaceva alle caratteristiche della Rossa è veramente una presa in giro. La Banda Binotto, in Australia ha azzeccato una sola cosa, il colore opaco della monoposto! La prossima gara se non è una vittoria, anche se solo fosse un secondo posto metterebbe già seriamente in crisi un mondiale nato male come non si deveda da anni.

Daniele Amore

 

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