
La F1 sta pianificando la nuova generazioni di monoposto che dovranno debuttare fra un paio di anni. Uno degli obiettivi della FIA, oltre all’incremento dello spettacolo, è quello della riduzione dei costi proponendo ai team delle componentistiche standard nelle aree dove le squadre spendono soldi in ricerca e sviluppo per avere, su pista, dei guadagni minimi.
All’inizio di quest’anno, si era lanciata una gara d’appalto per una fornitura standard riguardante la trasmissione mentre ora la FIA ha aperto altri due bandi di gara che interessano gli impianti frenanti e i cerchioni.
Il periodo di copertura di tale fornitura va dal 2021 al 2014 ma a seconda di come andranno le trattative con i team, è possibile che venga estesa fino al 2025.
Per quanto riguarda l’impianto frenante, la gara di appalto si divide in due: una comprende le pastiglie dei freni e i dischi in materiale carboceramico mentre l’altra copre la fornitura delle pinze anteriori e posteriori, le tubazioni e la pompa dei freni.
La condizione che deve soddisfare il fornitore è che i componenti siano all’altezza delle prestazioni attualmente previste in F1 e che a tutte le squadre venga fornito lo stesso materiale con le medesime specifiche e senza, quindi, preferenze tra team e team.
Le offerte dovranno essere presentate entro il 22 maggio mentre la FIA prenderà la decisione il 14 giugno.
Da sempre, la F1 rappresenta il terreno ideale dove costruttori e fornitori possono dare sfogo alle loro idee, dove soluzioni tecniche e materiali innovativi vengono studiati, progettati e realizzati per ottenere la massima prestazione possibile. Introducendo parti standard, questo sviluppo viene a mancare e si rende la Formula 1 sempre più simile ad un monomarca dove la fantasia degli ingegneri è tarpata da regole e cavilli sempre più assurdi che tagliano le ali allo spettacolo a favore della monotonia.
Se pensiamo alla varietà di forme e di soluzioni tecniche che la Formula 1 ha visto negli anni 80 e 90 e la paragoniamo alla monotonia odierna, dove le auto sono quasi tutte uguali tra di loro, allora capiamo come mai questo sport è in crisi e non ha più il giusto appeal non solo tra gli appassionati, ma anche tra i costruttori.
Sacrosanta è l’idea della FIA di contenere i costi, ma si deve operare in un’altro modo e non portando la categoria ad un monomarca simile alla F2.
