HUNGARORING, HUNGARY - AUGUST 04: Charles Leclerc, Ferrari SF90 during the Hungarian GP at Hungaroring on August 04, 2019 in Hungaroring, Hungary. (Photo by Zak Mauger / LAT Images)

La Ferrari soffre quando è richiesto parecchio carico aerodinamico: questa sofferenza è meno marcata in qualifica ma durante la gara questa sofferenza si fa sentire parecchio. Ragion per cui in Ungheria il Cavallino Rampante è stato protagonista di una gara scialba, terminando ad oltre un minuto dal vincitore Hamilton e ad oltre 40 secondi dalla Red Bull di Verstappen.

Tutto nasce da un progetto nato male, dove è stata privilegiata l’efficienza aerodinamica a scapito del carico aerodinamico: tradotto vuol dire che nei tracciati veloci, dove non è necessario avere tanto carico aerodinamico, la Ferrari bene o male si difende mentre nelle piste lente o nei tratti di pista (vedi il T3 di Hockenheim) dove è richiesto carico aerodinamico, la SF90H va in crisi e mostra tutti i suoi limiti.

Ma dal fronte Ferrari sembra veleggiare parecchia calma, forse troppa, con Mattia Binotto che afferma che il divario di un minuto dal vincitore non è poi cosi significativo: “Una settimana fa eravamo veloci mentre in Ungheria siamo stati in difficoltà. Come detto più volte, le prestazioni della nostra monoposto variano da tracciato a tracciato. Quando abbiamo piste come quelle dell’Ungheria, dove è richiesto il massimo carico aerodinamico, andiamo in crisi e in gara soffriamo più che in qualifica, perchè sul giro singolo possiamo sfruttare al massimo il grip della gomma, mentre sulla distanza soffriamo quando la gomma stessa si surriscalda.”

La Ferrari in Ungheria è stata estromessa dalla lotta al vertice già nelle fasi iniziali, quando Hamilton e Verstappen hanno iniziato a battagliare per la vittoria finale. Vettel esclude che questo duello possa essere la causa di un divario cosi netto tra la Rossa e gli avversari.

“No, non penso che stessero spingendo al massimo quindi non sono dell’idea che avessero tirato fuori un’altro secondo di divario solo perchè si sono divertiti”.

Dello stesso pensiero è anche l’altro Ferrarista Leclerc che afferma che anche la Ferrari stava spingendo al massimo per ottenere una buona gara. E per carità, un terzo e quarto posto finale non sono assolutamente da buttare via, ma quello che preoccupa non è tanto il distacco quasi scontato rimediato dalla Mercedes, ma quello preso dalla Red Bull che si sta dimostrando la seconda forza in campo e l’unica macchina che fin’ora può tenere testa alle Frecce d’Argento.

E se in Ferrari vogliono almeno portare a casa la piazza d’onore nel mondiale Costruttori, devono assolutamente inventarsi qualcosa altrimenti si vedranno superati dalla Red Bull nel giro di poche gare.