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Il campionato del mondo di Formula 1 torna dopo la pausa estiva e lo fa a Spa-Francorchamps, una delle piste che hanno fatto la storia della categoria, avendo ospitato ben 51 edizioni del Gran Premio del Belgio. Quello che si corre domenica è la numero 64 con la Scuderia Ferrari che si è imposta in 17 occasioni. Nell’arco degli anni la gara si è svolta anche su altre due piste: Zolder (10), nella parte fiamminga del Belgio, e Nivelles-Baulers (2), alle porte di Bruxelles.

Gli anni Cinquanta. La prima edizione, nel 1950, venne vinta da Juan Manuel Fangio con l’Alfa Romeo. La Ferrari si impose invece nel 1952 e nel 1953 con Alberto Ascari sulla mitica 500. Il pilota milanese aveva un feeling speciale con questa pista e definì Eau Rouge-Raidillon, la esse in salita che mette ancora oggi i brividi, la curva più bella sulla quale avesse mai gareggiato. La Ferrari si impose anche nel 1956 grazie a Peter Collins.

Gli anni Sessanta. Nel 1961 il dominio Ferrari fu assoluto: ben quattro le 156 F1 ai primi quattro posti della classifica: vinse Phil Hill davanti a Wolfgang Von Trips, Richie Ginther e Olivier Gendebien. Il primo non ferrarista fu John Surtees con la Cooper. E proprio l’asso inglese conquistò l’ultima affermazione del Cavallino sulla vecchia Spa-Francorchamps, lunga 14 km: correva l’anno 1966 e la gara fu tra le più difficili di sempre. Surtees, anche grazie alla sensibilità sviluppata in anni di motociclismo, fu l’unico a non avere problemi quando, al primo giro, il gruppo incontrò un vero e proprio fortunale al curvone di Bourneville. Il pilota inglese, campione del mondo 1964 con la Scuderia Ferrari, passò indenne mentre Jochen Rindt, che lo seguiva, si esibì in un testacoda multiplo senza conseguenze. Nove altri piloti invece finirono fuori tra cui Jackie Stewart che si capovolse e venne estratto dall’abitacolo della sua BRM da Graham Hill pochi secondi prima che la vettura prendesse fuoco.

Le edizioni a Zolder. La gara del 1966 e quelle degli anni successivi portarono a considerare Spa-Francorchamps troppo pericolosa per la Formula 1. Il Mondiale si spostò allora sui 3,7 km della pista di Nivelles-Baulers, certamente più sicuri ma anche poco spettacolari. La soluzione alternativa venne trovata nel 1973 quando si andò a gareggiare sui 4,2 km di Zolder. Là si trovò a meraviglia Niki Lauda che portò alla Ferrari il successo nel 1975 e nel 1976. A fine decennio fece centro anche Jody Scheckter nel suo magico 1979 con la 312 T4.

La tragedia. Quello che sembrava un circuito felice per la Scuderia Ferrari fu invece teatro di una delle più grandi tragedie vissute dal team. Sabato 8 maggio 1982 si disputarono le qualifiche del GP del Belgio ma il clima tra i due piloti del Cavallino non era buono dopo che Didier Pironi aveva superato Gilles Villeneuve nel finale della gara di Imola. Mancavano pochi secondi al termine e Villeneuve chiese di poter tornare in pista per cercare di mettersi davanti al compagno. Il canadese si lanciò ma nel suo giro veloce trovò sulla sua strada la March del tedesco Jochen Mass che stava rientrando ai box e procedeva lentamente. Un’incomprensione tra i due piloti portò all’incidente: la 126 C2 di Gilles volò in aria catapultando fuori il pilota con l’intero seggiolino. Per il canadese non ci fu nulla da fare. La Scuderia Ferrari si ritirò dal Gran Premio in segno di lutto. A Zolder la Formula 1 tornò ancora una volta nel 1984, quando a vincere fu proprio il team di Maranello con Michele Alboreto.

L’era Schumacher. Dall’anno seguente, il 1983, il Gran Premio del Belgio è tornato a disputarsi sulla nuova Spa-Francorchamps, accorciata a 7 km ma ancora dotata del fascino di un tempo e di alcune delle curve simbolo, come il tornante La Source subito dopo la partenza, il passaggio di Eau Rouge e il rettilineo del Kemmel. A quel punto la vecchia pista viene abbandonata e, attraverso un tratto misto molto difficile, si ricongiunge al vecchio tracciato all’altezza della serie di curvoni da fare in pieno che portano fino alla chicane Bus Stop, ricavata dove un tempo c’era una fermata dell’autobus. La Scuderia ha ritrovato la vittoria a Spa-Francorchamps con Michael Schumacher, che proprio su questa pista aveva mosso i primi passi della sua carriera in Formula 1, esordendo nel 1991 e vincendo l’anno seguente la sua prima gara. Il primo successo di Michael con il Cavallino arriva nell’anno d’esordio della nuova coppia, il 1996, ed è stato bissato nel 1997 e sfiorato nel 1998, quando Michael fu costretto al ritiro dopo lo scontro con il doppiato David Coulthard, su McLaren. Schumacher si sarebbe rifatto nel 2001 e nel 2002 mentre due anni dopo, giungendo secondo, avrebbe avuto la certezza della conquista del settimo titolo mondiale, il quinto con la Scuderia Ferrari.

Kimi, Felipe e Sebastian. La Ferrari è tonata a trionfare a Spa-Francorchamps nel 2007 con Kimi Raikkonen, concedendo il bis l’anno seguente con Felipe Massa, vincitore dopo la penalizzazione inflitta a Lewis Hamilton, reo di aver superato in modo irregolare Raikkonen. Il finlandese ha vinto a Spa-Francorchamps anche nel 2009, mentre lo scorso anno a portare alla Scuderia Ferrari il 17° successo in Belgio è stato Sebastian Vettel, autore di una partenza fulminea e di una gara semplicemente perfetta.

STATISTICHE FERRARI GP DEL BELGIO
GP disputati 62
Debutto 1986 (Alberto Ascari 5°; Luigi Villoresi 6°)
Vittorie 17 (27,41%)
Pole position 13 (20,96%)
Giri più veloci 18 (29,03%)
Podi totali 47 (75,80%)

Charles Leclerc #16
“Spa-Francorchamps è una pista mitica nel mondo del motorsport e una delle più belle inserite nel calendario del campionato di Formula 1. È quindi particolarmente piacevole riprendere proprio su questo tracciato l’attività di pista dopo la pausa estiva.
Fa sempre impressione rendersi conto di quale velocità siano in grado di sviluppare in curva le vetture dell’attuale generazione di Formula 1 e credo che su poche piste come questa la percezione sia così chiara. Mi riferisco soprattutto alla esse in salita Eau Rouge: la prima volta che arrivi qui e la guardi ti colpisce per quanto è stretta e ripida. Ebbene, sull’asciutto siamo in condizione di farla in pieno, nonostante la compressione e altri aspetti la rendano particolarmente impegnativa per il fisico, specie nei primi giri. Passaggio dopo passaggio il collo s’adatta, il tuo cervello la assimila e diventa una curva come le altre, da sfruttare in pieno in funzione del resto del giro, ma resta una sequenza unica.
Non è il solo che si trova a Spa-Francorchamps, e proprio per questo è importantissimo non sbagliare nulla nei punti chiave per massimizzare la prestazione al primo tentativo in qualifica. Anche perché il giro è particolarmente lungo e doverne abortire uno rischia di farti saltare i calcoli di tempo che hai pianificato”.

Sebastian Vettel #5
“Spa-Francorchamps è una pista leggendaria, che è senza dubbio tra le mie preferite. È un tracciato molto speciale che si caratterizza per i saliscendi e per il fatto di snodarsi per buona parte praticamente nel bosco.
Chiaramente nel corso del tempo anche questo circuito è cambiato molto, come del resto lo sono le auto che guidiamo. Ricordo la prima volta che ho gareggiato qui in Formula 1 e rispetto a quei tempi certe curve sono diventate più facili da affrontare, perché c’è più carico aerodinamico sulle nostre monoposto. La esse in salita Eau Rouge, che oggi possiamo percorrere in piena accelerazione, resta qualcosa di unico, ma anche curve come Pouhon e Blanchimont sono spettacolari.
Da Eau Rouge devi uscire senza errori per portare quanta più velocità alla staccata di Les Combes, un punto nel quale è possibile effettuare dei sorpassi grazie alla scia e a una vettura perfetta anche nei rapporti del cambio. Da Puohon in poi la pista è tutta bellissima, una volata ad acceleratore premuto che ti porta fino alla Bus Stop, altro punto nel quale è verosimile tentare un attacco. Quando scopri Spa-Francorchamps non puoi fare altro che amarla”.

Mattia Binotto Team Principal
“Il campionato riparte dal Belgio e dalla splendida pista di Spa-Francorchamps, uno dei tracciati più completi presenti nel calendario del Mondiale. Abbiamo staccato per qualche giorno, giusto il tempo per ricaricare le batterie e tornare in pista pronti ancora una volta a dare battaglia.
Siamo più motivati che mai a fare bene nella seconda parte di stagione e vogliamo provarci fin da questo weekend. Quello di Spa è un circuito dalle velocità medie molto elevate: il primo e l’ultimo settore sono caratterizzati da lunghi rettilinei che premiano la maggiore velocità, ma è anche nella parte centrale, ricca di curve che richiedono un buon bilanciamento della vettura e un maggior carico aerodinamico, che spesso si riesce a fare la differenza e sul quale dovremo torvare il miglior compromesso di assetto.”

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