Pubblicità

Honda fa le cose per bene…questo è un dato certo. E mai come questa volta a giocato le sue carte migliori per mettere in produzione l’erede 2020 della famiglia Fireblade. Nome glorioso che ha dettato legge sia nel mercato, floridissimo degli anni ’90, sia nel mondo delle gare in categoria Superbike. Ed è proprio a questo universo che la casa alata strizza l’occhio, puntando, con il nuovo modello, a riprendersi uno scettro iridato che ormai manca da ben 12 stagioni, ovvero da quando James Toseland sulla 1000 del Team Ten Kate sponsorizzata Hannspree non si aggiudicava il titolo.

Tutto è pronto per ripetere l’impresa e gettarsi nella lotta contro lo strapotere Kawasaki. L’arma definitiva sarà proprio la nuova CBR 1000 RR-R presentata ad Eicma sia in versione standar che in versione SP.

Un mostro da ben 217 CV sviluppati a 14.500 giri, capace di sviluppare una coppia da 113 Nm a 12.500 giri. Il tutto prendendo spunto dalla RC 213 della MotoGP. L’alesaggio raggiunge infatti la quota di 81 mm. Le bielle sono in titanio TI-64A, i pistoni sono forgiati in alluminio A2618, le valvole sono a comando misto catena ed ingranaggi con bilancieri a dito. Insomma, nulla è praticamente rimasto della vecchia Fireblade, ma tanto è stato preso dalla RC 213 V-S.

Tutto nuovo anche il sistema di aspirazione a partire dall’airbox fino alle prese d’aria. I corpi farfallati aumentano dimensione di 4 mm e cambiano sezione, ora ovale.

Lo scarico è affidato ad una unità Akrapovic in titanio, con collettori di scarico a sezione ovale.

Se a livello di motore la descrizione basta già a far battere forte il cuore, a completare la situzione arriva la ciclistica. La moto risulta molto più compatta per via delle nuovo motore, completamente riprogettato. Il telaio è composto da quattro pezzi saldati, con telaietto reggisella a tubi tondi in alluminio, il forcellone è più lungo rispetto al precedente modello e l’interasse fa registrare la misura di 1.455 mm, con avancorsa a 102 mm e cannotto aperto a 24°.

Le sospensioni sono differenti tra la versione R ed SP. La prima è equipaggiata con forcelle Showa BPF da 43 mm e mono BFRC-L. La versione più aggressiva monta le NPX della Ohlins all’anteriore e mono TTX 36. Ovviamente presente anche l’ammortizzatore di sterzo. Pinze freno Nissin per la “base” e Brembo Stylema per la SP.

Come gestire tutto questo ben di Dio sia sulle normali strade che in pista? In aiuto arriva un comparto elettronico di tutto rispetto con piattaforma inerziale Bosh a 6 assi. Controlli per gli aiuti alla guida su nove livelli, tra cui lo Slide Control ed il Launch Control e poi Riding Mode gestibile su cinque livelli per l’erogazione della potenza, tre per la gestione del freno motore e tre per l’anti-impennata.

Una moto destinata quindi a diventare il riferimento per la stagione 2020. Colorazioni disponibili Grand Prix Red e una più seriosa Matte Pearl Black.

Foto @ Fabrizio Carrubba

Per essere sempre aggiornato sulle nostre news metti il tuo like ai profili Facebook, Twitter e Linkedin di GIORNALEMOTORI
Vuoi entrare nella nostra redazione? Scrivici a redazione@giornalemotori.com