Caratteristiche del percorso e dell’ambiente: Quello di Interlagos è uno dei circuiti in cui il giro è uno dei più brevi ma, forse, uno dei più intensi dell’anno. La pista, infatti, è molto impegnativa sia per le vetture che per i piloti; inoltre bisognerà tenere in considerazione il meteo che rappresenta un’altra variabile che aggiunge una certa dose di imprevedibilità: dal caldo elevato alla pioggia. Il circuito di Interlagos è situato ad oltre 800 metri di altezza e, per questo motivo, la pressione atmosferica è inferiore del 10% rispetto a quella che troviamo a livello del mare. Come accaduto due settimane fa in Messico, seppure in misura decisamente minore, l’aria più rarefatta potrà incidere sul livello di deportanza. Ci sono anche diverse curve lente, che si pongono come alternativa al lungo rettilineo in salita che parte dalla Subida dos Boxes e arriva fino alla staccata della “Esse di Senna”. Quello di Interlagos è quindi un circuito dove è importante sia l’efficienza sul dritto che la trazione nelle curve lente: è proprio con queste ultime che si trovano concentrate in misura maggiore nel secondo settore. È quindi importante disporre del miglior bilanciamento possibile dal punto di vista del set-up per ottimizzare le prestazioni lungo tutto il percorso. Inoltre, in caso di pioggia, i livelli di pendenza naturali sul quale è costruito l’impianto portano alla formazione di grosse pozzanghere e aree attraversate da veri e propri torrenti d’acqua. Il tempo sul giro, vista la lunghezza complessiva del tracciato, 4.309 metri, e due settori molto veloci, il primo e il terzo, resta in media poco al di sopra del minuto e dieci secondi. Due le zone DRS: la prima dopo la Subida dos Boxes, prima del rettilineo del traguardo, mentre la seconda si trova sulla Reta Oposta, il rettifilo situato dopo la Esse di Senna.
Un pò di storia: Brasile 2007 e il successo inatteso
Ad un certo punto della stagione 2007, e precisamente dopo il Gran Premio degli USA, il distacco di Raikkonen dal leader della Classifica del Mondiale Hamilton, ammontava a ben 26 punti. E anche prima dell’ultima gara stagionale, il Gran Premio del Brasile, il finlandese di Maranello era soltanto terzo in classifica con 100 punti, preceduto dai piloti McLaren-Mercedes Lewis Hamilton (107 punti) e Fernando Alonso (103). Poi il risultato della gara di Interlagos ribaltò completamente la classifica: la doppietta delle Rosse con Raikkonen davanti a Felipe Massa, il terzo posto di Alonso e il disastroso settimo posto di Hamilton, regalarono l’ormai inaspettato titolo mondiale a Kimi Raikkonen, che chiuse la stagione con 110 punti davanti al duo McLaren-Mercedes appaiato a quota 109. Alla partenza, Massa e Hamilton occupano la prima fila davanti ai compagni Raikkonen e Alonso. I due ferraristi e l’inglese partono con motori nuovi. Davanti ai suoi connazionali, Massa ha una partenza perfetta, mentre Raikkonen si “mangia” l’incredulo Hamilton, il quale non solo si ritrova dietro alle due Ferrari, ma si vede anche beffato da Alonso. Nel tentativo di tallonare il compagno-rivale spagnolo, alla quarta curva l’inglese va dritto e retrocede in ottava posizione. Hamilton ha ancora tutta la gara davanti per acciuffare la quinta posizione, sufficiente per la conquista del Titolo. Al decimo giro, però, la sua McLaren-Mercedes si ferma a bordo pista per un momentaneo problema al cambio elettronico. Quando Lewis riesce finalmente a ripartire, si ritrova in 18° posizione e la rimonta per aggiudicarsi il Titolo si fa impossibile. Dopo l’ultima sosta ai box, Raikkonen si trova in testa davanti al compagno Massa e ad Alonso, il quale a sua volta dovrebbe finire secondo per vincere il Mondiale. Grazie a una serie di sorpassi e ritiri, Hamilton nel frattempo è risalito in settima posizione. I sogni di gloria di Raikkonen sembrano spezzarsi a cinque giri dalla fine, quando Kubica (BMW) e Rosberg (Williams), in lotta per la quarta posizione, si esibiscono in un duello ruota a ruota, rischiando per un attimo la collisione. I due evitano lo scontro, e quando sventola la bandiera a scacchi, Kimi Raikkonen può alzare le braccia al cielo per festeggiare la conquista del suo primo e unico titolo iridato, l’ultimo ottenuto da un pilota Ferrari in ordine di tempo.
Aspetti tecnici: Interlagos è un altro circuito che si trova ad altitudine maggiore rispetto ai comuni standard della Formula 1. Ad oltre 800 metri sul livello del mare il regime di rotazione del turbo sarà, così, prossimo al massimo consentito per garantire lo stesso livello di potenza. Una situazione simile a quella che aveva caratterizzato le prestazioni della power unit nel Gran Premio Messico, anche se, come si è già detto, in misura minore vista la differenza in termini di altitudine. Di conseguenza, in virtù di questa particolare condizione, vengono condotti dei particolari test sul banco prova per garantire che tutto funzioni nel migliore dei modi in termini di rendimento e raffreddamento dei componenti. In passato, con i propulsori atmosferici, si assistiva ad una discreta perdita in termini di cavalli data dall’aria più rarefatta, ma ora con le nuove power unit turbocompresse questo fenomeno è meno accentuato. In particolare, il motore a combustione interna e l’MGU-H saranno chiamati agli straordinari quando i piloti si troveranno ad affrontare il lungo rettilineo che caratterizza il terzo settore. A questo proposito, la percentuale di apertura della farfalla dell’acceleratore si attesta intorno al 60% del tempo di percorrenza in ogni singola tornata. Il consumo di carburante è invece in media di 1.5 chili di benzina sempre in riferimento al giro singolo, così come i cambi di marcia che risulteranno essere circa 42.
Nonostante ci siano alcune curve abbastanza veloci, un’ala anteriore con più carico è da prendere in considerazione per poter bilanciare al meglio la vettura. I punti dove viene maggiormente impegnata l’aerodinamica anteriore comprendono le curve 4, 5, 6, 10 e 11, tratti nei quali si presentano indubbiamente delle sfide impegnative.
Come si è visto spesso in altre occasioni, anche quella di Interlagos è una pista che necessita di una scelta di compromesso: la monoposto, infatti, dovrà essere ben bilanciata nelle curve ad alta velocità di percorrenza, ma deve anche poter essere reattiva nei cambi di direzione. Specialmente in quelli presenti nelle curve lente come la 8 e la 9. Al contempo, è indispensabile che la vettura goda di una buona dose di trazione: in particolare in corrispondenza dell’uscita delle curve 8, 9, 10, ma soprattutto nel momento in cui si affronta la 12. Una dote utile per incrementare al massimo la velocità di punta sul lungo rettilineo di partenza.
Dal punto di vista dell’impianto frenante, il circuito brasiliano è molto “guidato” con curvoni veloci che determinano frenate poco impegnative. Tra le sette staccate del circuito, nessuna presenta particolari difficoltà, questo non comporta nessuna problematica per quanto riguarda il raffreddamento dell’intero impianto.
Interlagos è il secondo circuito nel Circus con il giro più corto dell’anno, ma probabilmente il più intenso siccome le monoposto sono costantemente impegnate in curva e per di più col traffico. Fattori che sottopongono i pneumatici a ulteriore stress. Interlagos è uno dei pochi circuiti su cui si gira in senso anti-orario, con la posteriore destra più sollecitata.

Venerdì 15 novembre
PL1: 15:00 diretta su Sky SportF1 HD
PL2: 19:00 diretta su Sky SportF1 HD
Sabato 16 novembre
PL3: 16:00 diretta su Sky SportF1 HD
Qualifiche: 19:00 diretta su Sky SportF1 HD | Differita su TV8 21:15
Domenica 17 novembre
Gran Premio: 18:10 diretta su Sky SportF1 HD | Differita su TV8 21:30
