Marc Márquez non si nasconde. Al termine della prima giornata di prove del Gran Premio di Gran Bretagna, il pilota della Ducati ha ammesso che il podio, almeno per il momento, è fuori portata. Lo spagnolo ha concluso il venerdì con il sesto tempo, accusando un ritardo di 733 millesimi dal leader della classifica, confermando le difficoltà che storicamente incontra sul tracciato di Silverstone.
«È stata una giornata che ci aspettavamo», ha dichiarato Márquez. «Su una pista come questa l’Aprilia riesce a esprimere tutto il suo potenziale nelle curve veloci e scorrevoli. Noi stiamo lavorando nella giusta direzione, ma al momento siamo lontani dalla lotta per il podio. L’obiettivo realistico è cercare di inserirci nella top 5».
Il nove volte campione del mondo ha spiegato che la situazione ricorda, almeno in parte, quella vissuta ad Assen, pur mostrando maggiore fiducia rispetto al Gran Premio d’Olanda. «Credo di avere un po’ più di margine rispetto ad Assen, anche se la posizione è simile. Sono comunque più ottimista», ha aggiunto.
Silverstone rappresentava già alla vigilia uno degli appuntamenti più complicati della stagione per Márquez, chiamato soprattutto a limitare i danni prima di arrivare ad Aragón, circuito tradizionalmente più favorevole alle sue caratteristiche e a quelle della Ducati.
A rendere ancora più complesso il fine settimana britannico contribuiscono anche le condizioni fisiche del pilota, che continua a convivere con alcuni limiti al braccio destro. Una situazione che, rispetto allo scorso anno, gli impedisce di recuperare terreno nei tratti del circuito dove in passato riusciva a fare la differenza.
«Ogni moto ha i suoi punti di forza e i suoi punti deboli», ha spiegato lo spagnolo. «Abbiamo capito che l’Aprilia è molto competitiva nelle curve veloci, mentre la Ducati rende meglio nei tratti stop-and-go. Da quando sono in MotoGP ci sono circuiti in cui ho sempre fatto più fatica e altri in cui sono sempre stato competitivo. Silverstone rientra nella prima categoria».
Márquez ha anche raccontato di aver provato a seguire le traiettorie del fratello Álex, tra i più veloci in pista con la Ducati, senza però ottenere i risultati sperati. «Quando ho cercato di copiarlo è andata persino peggio. Stavo guidando oltre il limite e perdevo ancora più tempo. A 33 anni posso adattare qualcosa, ma il mio stile di guida resta quello».
Il pilota della Ducati guarda quindi al prosieguo del weekend con realismo, consapevole che la lotta per la vittoria appare al momento complicata. «Sappiamo perché quest’anno sono più lento in alcuni punti rispetto al passato. Cercheremo di gestire al meglio la situazione e di ottenere il miglior risultato possibile, senza pensare troppo alla posizione finale».
