Il mondo delle corse ha sempre viaggiato a braccetto col comparto stradale: esistono le corse perchè ci sono le auto stradali e viceversa e non è esente da questo paragone nemmeno la Formula 1, soprattutto negli ultimi anni dove i moderni e complessi motori turbo-ibridi hanno fatto la loro comparsa.
Il sistema ibrido si è affacciato nel comparto stradale con la Toyota Prius nel 2004 mentre nelle competizioni, per vedere qualcosa di elettrico abbinato al classico motore a ciclo otto, bisognerà aspettare il 2009 con l’introduzione del Kers in Formula 1 fino ad arrivare al 2014, quando il sistema ibrido è diventato un elemento importante per le prestazioni della monoposto.
L’avvento di questo sistema e le norme sempre più restrittive in fatto di emissioni sulle vetture di serie, ha permesso alle case automobilistiche di avere in listino diversi modelli che fanno uso di questa tecnologia elettrica abbinata al propulsore endotermico, ma le recenti decisioni di mettere al bando le vendite di motori a benzina, diesel ed ibridi entro 2035 in alcuni paesi Europei ha creato dei malumori all’interno della Formula 1.
I vertici della F1, capitanati da Ross Brawn, sostengono infatti che la stessa categoria potrebbe contribuire ad uno sviluppo di una tecnologia dei motori che tenga conto dell’ambiente e sottolineando il fatto che come il divieto di vendita delle vetture a combustibile fossile possa indurre i costruttori a non investire più in tecnologie da Gran Premio.
La Formula 1 aveva espresso la volontà di utilizzare dei combustibili sintetici abbinati a dei motori a due tempi in modo da ridurre drasticamente le emissioni di CO2 per il 2030.
“Penso che i governi debbano guardare al quadro generale: dobbiamo tutti guardare all’impatto delle polveri sul trasporto personale. Penso che scegliere una tecnologia specifica sia banale. Per me, come ingegnere non ha senso. Bisogna capire dove siamo e dove vogliamo arrivare, poi valutare la miglior soluzione. I governi devono essere fermi. Devono costringere le persone a fare le cose, ma devono anche trovare il modo per finanziarle. Ma se troviamo una soluzione con carburanti sintetici, per esempio, possiamo trovare una soluzione per cui le nostre infrastrutture hanno già una predisposizione. Ora c’è l’esigenza di eliminare l’inquinamento dai centri urbani, quindi si pensa a soluzioni come l’idrogeno o l’elettrico. Ma per me, è inconcepibile avere un’infrastruttura capace di supportare solamente veicoli elettrici tra 15 anni. Se guardiamo alla tecnologia sostenibile, crediamo che la F1 possa diventare una forza trainante. Se la FIA dice che si può correre in Formula 1 solo utilizzando carburanti sostenibili o sintetici, potete stare sicuri che questo è ciò che guiderà la tecnologia del futuro. E tutte le compagnie petrolifere saranno coinvolte, perché sanno che devono trovare delle alternative per il futuro. Quindi possiamo essere il catalizzatore del cambiamento”. ha ammesso Brawn ad Autosport.
Gli fa eco Chase Carey: “Ho letto i pareri di molti esperti, per così dire, sulla questione ambientale, e penso che la stragrande maggioranza di essi riconosca che servano una serie di soluzioni. Ci sono problemi ambientali intorno all’elettrico, ci sono problemi di infrastruttura, ci sono problemi di costi. Penso che farà parte della risposta, ma che questa debba avere anche delle alternative. Penso che in generale, un motore a combustione con carburanti sintetici e con un sistema di recupero di energia, potrà essere l’elemento più importante della soluzione al problema. Arriverà un momento in cui l’elettrico sarà meno un sogno politico e più una realtà del mercato. Ma credo che le altre soluzioni debbano essere riconosciute come una parte importante di questo processo, se non centrale, per raggiungere questi obiettivi”.
Certo che sentire parlare di ambiente e di emissioni gli organizzatori della Formula 1 un pò fa sorridere: stiamo parlando di uno sport dove le auto hanno dei consumi prossimi ai 2 km/l, dove si muovono aerei cargo per trasportare da una parte all’altra del globo i container con i materiali per affrontare un Gran Premio e dove le squadre sono le prime a sprecare tonnellate di materiale non proprio ecologico per mettere in pista le loro monoposto. Ma questa presa di posizione da parte della Formula 1 ci piace e, finalmente, spazza via le voci che l’elettrico è la sola soluzione all’inquinamento globale, come se l’energia elettrica piovesse dalle nuvole e non si inquinasse per produrla e/o immagazzinarla.
