In un periodo delicato come quello dettato dall’emergenza Covid – 19, le federazioni sportive hanno subito perdite gravissime. Moltissimi sono stati gli impianti e i circuiti che hanno dovuto chiudere, come si suol dire, baracca e burattini ad interim. I tagli e i soldi spesi per mantenere impianti che, poi, non sono mai stati utilizzati per più di due mesi, si devono recuperare volente o nolente. Il mezzo per attuare tutto ciò ? Alzare i prezzi ! Quello che, però, le federazioni nazionali, regionali e locali non hanno tenuto conto è che moltissimi atleti sono atleti paganti. Facendo riferimento ad un settore come quello del motocross, che in Italia non ha l’impeto e la copertura che ha nel resto dei Paesi europei, la situazione è grave. Anzi, sembra sia sul punto di degenerare.
Il caso nord – est
La protesta sta crescendo in Veneto, per esempio, dove una sfilza di atleti, desiderosi di scendere in pista dietro il cancelletto di partenza, scenderà in pista ma, probabilmente, con dei metaforici forconi. Il motivo è semplice: il prezzo dell’iscrizione alla prima prova del campionato Triveneto FMI è quasi raddoppiato. Questa, diciamo, è l’ultima delle gocce che ha fatto traboccare il vaso.
Dando voce ad alcuni di questi atleti: “Siamo a conoscenza del fatto che il Covid – 19 abbia messo in ginocchio il nostro sport ed il Paese in generale. Tuttavia, noi siamo atleti che pagano per correre, per vincere ma anche per divertirsi. In un momento come questo, trovare un attimo di svago da quello che è il ritmo frenetico che siamo costretti a vivere a lavoro e nella quotidianità è importante. Io sono un ragazzo che gareggia alla domenica e tutta la settimana lavora 8, 9 anche 10 ore al giorno per potersi garantire quella giornata di svago. La cassa integrazione non l’ho ancora vista e lo stipendio si è, per ovvi motivi, abbassato. Come possono pretendere che io spenda decine di euro in più rispetto a quelle che già pagavo una volta per correre una prova ?”.
Anche i giovani in rivolta
La protesta è arrivata anche dai genitori dei giovanissimi. Investimenti a fondo perduto in servizi e impianti di pessima qualità che, malgrado tutto, viene messa sempre in secondo piano rispetto al divertimento dei ragazzi. Difficoltà logistiche nel trasporto di mezzi, moto e persone. Saltuarie difficoltà di comunicazione per quanto riguarda, per esempio, il fattore tempistiche e calendari. Sono tutti elementi che, fino a questo momento, sono stati messi in secondo piano. Ora, tuttavia, l’aumento esorbitante dei prezzi fa tremare ancora di più i già deboli piedi (e, purtroppo, anche portafogli) d’argilla degli atleti.
Il rischio, come molti ritengono, che si verifichi è quello di vedere un campionato nazionale e, ancora più grave, regionale corso solo da piloti con molti sponsor, con fondi (quasi) perduti di investimenti e con stabili situazioni economiche alle spalle. Il divertimento viene meno, la possibilità di far crescere il motocross in Italia viene brutalmente azzerato. Quello che gli atleti richiedono è maggiore comprensione e, in questa occasione, l’invito a mettersi una mano sul cuore e riuscire a vedere oltre un misero importo da pagare.
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