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La Dakar chiede il suo tributo di vite anche per l’edizione 2021. Pierre Cherpin, imprenditore e pilota francese caduto nel corso della settima tappa è deceduto durante il rimpatrio in Francia. Cherpin aveva 52 anni.

Non era alla sua prima esperienza. Aveva già partecipato alla Dakar in Sud America per tre edizioni. Era alla sua quarta partecipazione. Si era iscritto nella categoria Original Motul, senza assistenza. Il suo scopo non era assolutamente quello di vincere, ma di vivere l’emozione della gara e per scoprire nuovi territori: Non ci vado per vincere ma per scoprire paesaggi che non avrei mai avuto l’opportunità di vedere. Tutto è esaltante, guidare una moto da corsa, vivere la tua passione, conoscersi”.

Caduto pesantemente nel corso della settima tappa, era stato messo in coma artificiale. L’equipe medica giunta sul posto l’aveva trovato già privo di conoscenza. Trasportato all’ospedale Sakaka, gli era stato diagnosticato un grave trauma cranico con perdita di coscienza. Operato con urgenza in neurochirurgia, da allora era stato tenuto in coma artificiale e le sue condizioni erano rimaste stabili negli ultimi giorni. In seguito era stato trasportato in aereo medico da Sakaka all’ospedale di Jeddah. Da qui il trasferimento in Francia, avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. Putroppo per lui è stata fatale una complicazione legata ad un forte stato febbrile.

La sua famiglia ha annunciato la sua morte questo venerdì, mentre Pierre Cherpin sarebbe arrivato a Le Bourget, prima di essere assistito al CHRU di Lille. “Pierre ci ha lasciato a causa di una febbre acuta probabilmente di origine cerebrale nell’aereo medico che lo ha portato a Le Bourget. Il rianimatore a bordo non è riuscito a contenerla. Pierre non ha sofferto, né al momento della sua caduta, né dopo“, ha comunicato la sua famiglia sulla pagina Facebook del pilota.

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