Grande stradista, forse il migliore in assoluto; molto veloce anche sulle macchine a ruote scoperte; a suo perfetto agio sul bagnato: JACQUES-BERNARD “JACKY” ICKX è stato il giovane pilota sul quale Enzo Ferrari puntava nel 1968 per vincere il Mondiale di F1 dopo essere stato improvvisamente abbandonato da Surtees nel 1966 e dopo aver dovuto registrare la dolorosa scomparsa di Bandini nel 1967.

Purtroppo per la Scuderia e per lo stesso belga, un po’ il duro confronto nelle 5 stagioni di collaborazione ferrarista contro binomi quali Hill-Lotus, Stewart-Tyrrell, Rindt-Lotus e Fittipaldi-Lotus, un po’ il caratterino spigoloso e permaloso di Ickx, la sua personalità poco malleabile, la propensione a mettere criticamente bocca nello sviluppo delle monoposto senza troppo impegno nel lavoro di collaudo e messa a punto, impedirono che la scelta del Drake approdasse all’Iride.

“Un connubio di ardimento e di calcolo” ha scritto di lui il costruttore modenese, mettendo perfettamente a fuoco in poche parole il personaggio. “Nel primo anno maturò una esperienza che prometteva grandi frutti, poi per 4 anni abbiamo inseguito il titolo, mentre ci venivano attribuite polemiche spesso inconsistenti al di là del funambolismo giornalistico. Qualche suo atteggiamento, che gli valse tra i miei collaboratori l’appellativo di Pierino il Terribile, non mi ha mai cancellato il ricordo di un ragazzo cresciuto in fretta e l’impressione di quella sua guida fine e temeraria sotto la pioggia.”

Sotto la pioggia Ickx il 7 luglio 1968 a Rouen-les Essarts si era imposto con la 312 modenese nel Gran Premio di Francia, prima sua vittoria personale in F1 e prima nel suo rapporto col Cavallino Rampante. Malgrado i mugugni e i bisticci (e ce ne furono, soprattutto nel finale della collaborazione), Ferrari non dimenticava quanto il belga avesse contribuito alla gloria ed alle fortune della sua azienda.

NüRBURGRING, GERMANY – AUGUST 04: Jacky Ickx, Ferrari 312, on pole with team mate Chris Amon and Jochen Rindt, Brabham BT26 Repco, alongside during the German GP at Nürburgring on August 04, 1968 in Nürburgring, Germany. (Photo by Rainer Schlegelmilch)

In Formula 1 con la Ferrari ha raccolto sei delle sue otto vittorie (le altre due con la Brabham nel 1969), 11 pole position, 22 partenze in prima fila, cinque secondi posti, sette terzi, 11 giri veloci ed è stato vice campione del Mondo nel 1970 a quattro punti da Rindt.

Con le Sport-Prototipo rosse il curriculum di Ickx è quanto mai significativo, cominciando con la 9 Ore di Kyalami 1970 sulla 512 M in coppia con Ignazio Giunti, Nel 1972 il 27enne Ickx contribuisce alla conquista del Mondiale Marche Sport da parte di Maranello con i successi nella 6 Ore di Daytona, nella 12 Ore di Sebring, nella 1000 Km di Brand Hatch, nella 6 Ore di Watkins Glen sempre in coppia con Mario Andretti e sempre al volante della 312P, spider che guida al successo anche con Regazzoni nella 1000 KM di Monza e con Brian Redman nella 1000 KM d’Austria a Zeltweg.

La stessa coppia anglo-belga nel 1973 si impone su quella macchina alla 1000KM di Monza e del Nurburgring. Ickx debutta alla Targa Florio, sta per vincere ma sbanda in curva su una pietra e finisce in un fossato.

Ickx ha scritto un bel pezzo di storia della Ferrari, ma altrove non è stato da meno, anzi. Per meglio capire la sua professionalità, il suo facile adattarsi ad ogni tipo di macchina da corsa, la sua veloce guida equilibrata in ogni condizione, va premesso che Jacky ha cominciato giovanissimo da motociclista, aggiudicandosi per quattro anni il campionato belga della classe 50. Si diverte per un paio d’anni nelle cronoscalate e nel 1966 gareggia per la scuderia Tyrrell nelle Formula 3 e 2; debutta nel Mondiale F1 al Nurburgring con una Matra-Ford F2 qualificandosi sedicesimo e ritirandosi al primo giro per incidente.

SPA-FRANCORCHAMPS, BELGIUM – JUNE 07: Jacky Ickx during the Belgian GP at Spa-Francorchamps on June 07, 1970 in Spa-Francorchamps, Belgium. (Photo by Rainer Schlegelmilch)

Nel 1967 ripete l’esperienza sempre nel Gp di Germania sul prediletto “Ring” con la Matra F2 e si comporta benissimo: ottiene il terzo tempo assoluto nelle qualifiche ma è costretto a partire da una griglia alle spalle delle F1 e si ritira dopo 12 giri per un problema alle sospensioni. Partecipa alle corse di durata su una Gulf-Mirage, si laurea Campione d’Europa F2 con le vittorie al Nurburgring, Zandvoort e Vallelunga. Chiude il 1967 guidando una vera F1, la Cooper-Maserati ufficiale, a Monza e negli USa, rispettivamente quindicesimo al via e sesto al traguardo (primo punto iridato) e 16 e ritirato per surriscaldamento.

Si parla molto bene di lui. La Ferrari lo ingaggia per il 1968 e come detto arriva la prima vittoria, bagnatissima, nel GP di Francia; non rinuncia a precedenti accordi e si aggiudica la 24 Ore di LeMans su una Ford GT40. Vincerà la classicissima della Sarthe per ben altre cinque volte, l’ultima nel 1982campione del mondo gare di durata grazie pure agli altri primi posti di Spa, Fuji e Brands Hatch); contribuisce largamente ai titoli mondiali marche sport della Porsche negli anni 76, 77, 78 e 81. Nel 1969 guida la Brabham Ford nel Mondiale F1: parte al palo e si aggiudica i Gp di Germania e Canada, risultando secondo nella classifica finale ma quasi doppiato da Stewart.

Nel 1970 Ickx torna in Ferrari, affiancato in otto gare da Regazzoni ed in quattro da Giunti. Il belga, illeso in Spagna dopo il rogo della sua Ferrari e della BRM di Oliver entrate in collisione dopo il via, punta al Mondiale contro il favorito Rindt su Lotus, il quale si prende un certo vantaggio con cinque successi nelle prime otto corse: ma l’austriaco muore a Monza durante le prove, dove vince Regazzoni e Jacky rompe la trasmissione. Eppure può ancora superare lo sfortunato austriaco: vince in Canada, ma in USA, pur partendo in pole e facendo il giro veloce, viene relegato al quarto posto dal giovane Fittipaldi. “Meglio così, non mi sarebbe piaciuto strappare il titolo a Jochen, che lo meritava pienamente” è l’umano, sportivissimo commento del ferrarista.

Complimenti: intanto però era sfumata la grande occasione perchè nelle successive tre stagioni a Maranello ci sarà poca trippa per gatti. Ickx nel 1971 con la 312 B2 vince solo in Olanda e finisce quarto nel Mondiale, così come nel 1972 in cui è primo solo in Germania; nel 1973 la Ferrari non becca palla contro le Lotus, le Tyrrell e le McLaren, il belga bisticcia col Drake, se ne va e guida una McLaren in Germania (terzo al traguardo), per tornare sulla rossa a Monza (14° al via, ottavo e doppiato al traguardo) e chiudere a Watkins Glen (21° al via e settimo e doppiato al traguardo) su una Iso-Ford.

MONTE CARLO, MONACO – MAY 30: Jacky Ickx, Wolf-Williams FW05 Ford during the Monaco GP at Monte Carlo on May 30, 1976 in Monte Carlo, Monaco. (Photo by LAT Images)

E’ iniziato il declino formulista di Ickx il quale negli anni 74 e 75 guida nel Mondiale una Lotus poco competitiva in cui è comunque sovrastato regolarmente da Peterson; nel primo anno coglie due terzi e due quinti quinti posti, però domina la Corsa del Campioni a Brands Hatch disputata sotto il diluvio. Nel 1975 è secondo in Spagna. Non riuscirà più a fare di meglio.: nel 1976, con la Williams e con la Ensign, nel 1977 con questa monoposto solo a Montecarlo, nel 1978 in altri tre GP con la Ensign e nel 1979 otto con la Ligier, che lo chiama per rimpiazzare l’infortunato Depiller. Con i francesi è quinto in Olanda e sesto in Inghilterra, mentre oltre Atlantico è Campione della Serie Can-Am..

CIRCUIT DE LA SARTHE, FRANCE – JUNE 16: Jacky Ickx / Jochen Mass, Rothmans-Porsche, Porsche 962 C during the 24 Hours of Le Mans at Circuit de la Sarthe on June 16, 1985 in Circuit de la Sarthe, France. (Photo by LAT Images)

Chiuso con la Formula 1, in cui ha raccolto meno di quanto meritasse, Jacky si sente ancora abbastanza giovane per attaccare il volante al chiodo, continua a gareggiare su vetture a ruote coperte e nel 1983 è di nuovo campione del mondo velocità durata con la Porsche grazie ai primi posti nelle 1000 KM del Nurburgring e di spa ed ai secondi posti di Monza, Le Mans e Fuji.

Allunga l’eclettica serie dei suoi successi internazionali vincendo una arigi-Dakar su Mercedes e per anni è stato il direttore di corsa a Montecarlo.

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