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La Ferrari vuole ritornare al vertice

L’anno scorso abbiamo visto una delle peggiori stagioni della Ferrari degli ultimi 40 anni, passando dal secondo posto nei costruttori del 2019 al sesto del 2020.

Il maggiore problema della Ferrari nel 2020 è stata la mancanza di potenza imputabile ad una power unit sotto tono rispetto alla concorrenza ma anche alla stessa power unit Ferrari dell’anno precedente. Oltre a problemi di motore, la Ferrari si è ritrovata anche con una vettura dalla alta resistenza aerodinamica che comprometteva ancora di più le prestazioni della SF1000. Questi problemi potevano essere risolti solamente durante la pausa invernale e ora a Maranello si auspicano che la SF21 sia migliore dal punto di vista competitivo.

Il 2020 è stato anche l’anno dell’addio di Vettel alla Ferrari, un matrimonio che purtroppo non ha dato i risultati sperati e le speranze del Cavallino e dei suoi tifosi ricadono su Sainz, il giovane spagnolo ex compagno di squadra di Norris alla McLaren, dove ha dimostrato ottime doti di guida.

Charles Leclerc ha dato risultati incredibili con un’auto non competitiva durante il 2020, ma se Sainz dovesse replicare le prestazioni dimostrare in McLaren, il monegasco deve alzare l’asticella delle sue doti velocistiche. E ha tutto il potenziale per farlo.

Per la Ferrari l’obiettivo è quello di arrivare tra i primi tre. Diciamolo francamente, la vittoria resta ancora un miraggio, ma non la lotta per il podio, nonostante il centrocampo dello schieramento sia nutrito di sfidanti agguerriti.

C’è tutto lo spazio per un netto miglioramento dal punto di vista sia tecnico che umano e la Ferrari ha affrontato ogni miglioramento sotto ogni aspetto. Se ognuna di queste migliorie dovesse funzionare, i passi in avanti saranno tanti. Ma quando cambi tante carte in tavola la paura di fare un buco nell’acqua c’è sempre.

A Maranello hanno sbagliato la vettura nel 2020 e se anche la pausa invernale ha dato modo alla squadra di poter intervenire per cercare di colmare il divario con gli avversari, rimane la preoccupazione di non avere fatto i progressi giusti.

Nonostante i tre piazzamenti a podio dello scorso anno, la Ferrari ha chiuso il 2020 con un solo punto conquistato nelle ultime tre gare, arrivato in un periodo dove la Ferrari aveva fatto degli sviluppi anche importanti alla monoposto per cercare di colmare alcune lacune tecniche.

Ma quanto visto nei test in Bahrain non lascia tante speranze di riscatto: la Ferrari si trova ancora nella bagarre a centrogruppo e le prestazioni dei singoli piloti diventano essenziali per scalare la classifica iridata. Questo richiederà soprattutto collaborazione tra i due Carlo, evitando incidenti come successo in Brasile nel 2019.

Sainz e Max Verstappen hanno avuto a volte un rapporto difficile alla Toro Rosso, e dopo un anno alla Renault il suo tempo alla McLaren è stato più armonioso, ma è stata l’esperienza di Sainz a portarlo a guidare il team in misura maggiore di Norris.

Ora ha un sedile da sogno in Ferrari, dove Leclerc ha già un contratto a lungo termine, e Sainz dovrà far valere la sua autorità sul team per assicurarsi che non sia stato scelto nel ruolo di numero due.

Leclerc ovviamente non vuole che ciò accada, ma potrebbe diventare comprensibilmente frustrato se la macchina non fosse di nuovo competitiva, dopo aver allungato il contratto con Maranello fino alla fine del 2024. Una situazione, se si dovesse concretizzare, che creerebbe non pochi problemi a Binotto…

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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