Il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone ha rappresentato per Augusto Fernandez quello che, con ogni probabilità, sarà l’ultimo wildcard con la Yamaha M1 da 1000cc. Da questo momento, il lavoro del pilota spagnolo sarà sempre più concentrato sul progetto che porterà la Casa di Iwata verso la nuova era MotoGP da 850cc del 2027.
Fernandez ha chiuso la gara di Silverstone all’ultimo posto utile per conquistare punti, beneficiando della penalizzazione inflitta a Fabio Quartararo dopo il traguardo. Ancora più importante, però, è stato il ritmo mostrato in pista: il collaudatore Yamaha ha concluso a stretto contatto con Toprak Razgatlioglu e ha fatto registrare un miglior tempo sul giro appena mezzo secondo più lento rispetto al riferimento stabilito da Quartararo e Jack Miller.
L’ultimo test con la MotoGP 1000cc
Per Fernandez, queste partecipazioni alle gare non servono soltanto a ottenere un risultato sportivo. Il vero obiettivo è mantenere un livello di competitività adeguato e raccogliere informazioni utili allo sviluppo della moto.
Il pilota spagnolo ha spiegato che il progetto della 1000cc e quello della futura 850cc condividono una base tecnica sulla quale Yamaha sta lavorando. Le soluzioni provate durante i wildcard possono quindi fornire indicazioni preziose anche per la moto del prossimo anno.
Il problema è che passare continuamente da una moto all’altra non è affatto semplice.
Il problema di cambiare moto e pneumatici
Fernandez ha ammesso che il processo può risultare piuttosto confuso, soprattutto per un pilota che deve alternare la 1000cc attuale con la futura 850cc nei test.
A complicare ulteriormente la situazione ci sono gli pneumatici: nel 2026 la MotoGP utilizza ancora le Michelin, mentre dal 2027 entreranno in scena le Pirelli. Tornare a una gara con la M1 da 1000cc significa quindi anche riadattarsi rapidamente al comportamento della moto e delle gomme.
Il momento più complicato, secondo Fernandez, arriva soprattutto nelle prime sessioni del weekend, quando deve ritrovare immediatamente il feeling necessario per affrontare le qualifiche e i time attack.
Nonostante queste difficoltà, Silverstone ha fornito un’indicazione incoraggiante: essere arrivato vicino a un’altra Yamaha e aver chiuso a soli cinque decimi dal miglior giro dei piloti ufficiali dimostra che il livello di competitività è ancora elevato.
Mantenere il livello da pilota MotoGP
È proprio questo uno degli obiettivi principali dei wildcard di Fernandez. Il pilota Yamaha vuole continuare a correre per non perdere il ritmo necessario dopo essere passato al ruolo di collaudatore.
Le gare gli consentono di confrontarsi direttamente con i piloti titolari, affrontare situazioni reali di gara e mantenere gli automatismi necessari per guidare una MotoGP al limite.
Per Fernandez, quindi, i wildcard hanno avuto una doppia funzione: contribuire allo sviluppo della Yamaha e, allo stesso tempo, permettergli di mantenere elevato il proprio livello di guida.
Ora tutta l’attenzione è sulla 850cc
Con il progetto 1000cc ormai arrivato alla conclusione, Yamaha può concentrarsi maggiormente sulla nuova generazione di MotoGP.
Fernandez ha già in programma tre giornate di test con la 850cc prima del Gran Premio d’Austria, appuntamento nel quale alcuni piloti titolari dovrebbero avere una nuova opportunità di provare la moto destinata al 2027.
Il lavoro del collaudatore spagnolo diventa quindi fondamentale. La fase dei wildcard con la M1 attuale si chiude, lasciando spazio a un programma di sviluppo molto più mirato sulla futura 850cc.
Per Fernandez, la confusione provocata dal continuo passaggio tra moto e pneumatici è stata quindi un sacrificio necessario. L’obiettivo finale è arrivare al 2027 con una Yamaha competitiva e, soprattutto, con un progetto sviluppato attraverso il maggior numero possibile di informazioni raccolte direttamente dalla pista.
