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La Red Bull ha le carte giuste per la vittoria in questa stagione

Durante i test del Bahrain abbiamo visto una Red Bull in gran spolvero, capace di eguagliare se non superare le prestazioni della Mercedes. Il 2021 potrebbe essere allora la stagione in cui la Mercedes non parte come grande favorita ammazzando il campionato già dopo poche gare e questa è la speranza di Red Bull, e non solo, che vorrebbe vedere ed essere protagonista di una lotta iridata fino all’ultima gara in calendario.

La Red Bull ha chiuso il 2020 con ottimi risultati e ha ripreso quest’anno da dove erano rimasti, dimostrando di aver fatto notevoli passi in avanti, rafforzando anche la loro formazione di piloti ingaggiando il validissimo Sergio Perez a fianco di Verstappen, con l’intenzione di mettere molta pressione alla Mercedes.

E anche la power unit ha avuto un importante aggiornamento, con Honda che ha portato in pista un progetto che originariamente era previsto per il 2022. Un bel regalo fatto alla Red Bull ed AlphaTauri in vista dell’ultima stagione dei giapponesi in Formula 1

Hanno un valido pilota come Max Verstappen, un compagno di squadra esperto come Perez e se hanno un telaio e una power unit che è davvero forte come sembrava nei test in Bahrain, questa potrebbe davvero essere la loro stagione.

Ma se la Mercedes si presenta alla prima gara dopo aver apportato miglioramenti significativi dopo i test per ottenere molto di più dal loro pacchetto, allora potrebbe rendere la situazione molto complicata per la Red Bull.

Ma la Honda è intenzionata a lasciare la F1 a testa alta e, come detto in precedenza, ha portato di fatto la power unit destinata al 2022. Ma questa scelta potrebbe rivelarsi drammatica dal profilo dell’affidabilità, ricalcando quanto già visto con la McLaren agli inizi dell’era Honda.

A rovinare la festa in casa Red Bull ci potrebbe pensare anche Sergio Perez. Se il messicano non riesce a fare molto meglio di Albon o Gasly allora non lascerà dubbi sul fatto che il problema non è con il pilota ma con il modo in cui il team tratta le seconde guide.

I due precedenti piloti erano inesperti, ma il messicano ha un decennio di esperienza alle spalle e un anno in quella che allora era una squadra di alto livello ovvero la McLaren. Quindi Sergio è ben preparato alla pressione di un top team e da lui ci aspettiamo grandi risultati.

Per molti versi, ci sono tutti gli ingredienti perché la Red Bull abbia successo quest’anno, ma ciò comporta una maggiore pressione e potrebbero esserci alcune incognite che il team faticherà risolvere.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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