Ultimi articoli

F1, con Pirelli e Brembo alla scoperta del Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna

Le Formula 1 sbarcano in Europa per la seconda gara della stagione e arrivano sul circuito di Imola, intitolato ad Enzo e Dino Ferrari, per il Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna.

Su questa pista le F.1 sono tornate a gareggiare lo scorso novembre dopo un’assenza di 14 anni. Con 19 curve e un brevissimo rettilineo d’arrivo (358 metri) il circuito è molto tecnico e presenta staccate veramente impegnative, oltre che di ogni tipo: non a caso Enzo Ferrari, a cui è stato intitolato insieme al figlio Dino, l’aveva definito un piccolo Nurburgring.

Secondo i tecnici Brembo l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 3, un punto in meno rispetto all’Autodromo di Monza che ospita l’altra gara in Italia. 

Anche quest’anno, i piloti di F.1 dovrebbero utilizzare i freni per poco più di 9 secondi e mezzo al giro, equivalenti al 13 per cento della durata complessiva della gara. A Monza invece l’impiego è di 10,75 secondi al giro ma la sua pista si snoda per quasi 5,8 km mentre l’Autodromo di Imola supera appena i 4,9 km. 

Pur avendo 19 curve, i freni sono usati solo in 8 e in nessun caso per 1,9 o più secondi. Anche gli spazi di frenata non presentano valori superiori ai 95 metri. Elevati sono invece i carichi sul pedale del freno: dalla partenza alla bandiera a scacchi in media un pilota esercita un carico totale di quasi 58 tonnellate e mezzo, oltre 10 tonnellate in più del GP Bahrain. ​

Delle 8 frenate del GP del Made in Italy e dell’Emilia Romagna 4 sono considerate altamente impegnative per i freni, 2 sono di media difficoltà e le 2 restanti sono light. 

La più dura per l’impianto frenante è quella alla Rivazza, la curva 17: le monoposto vi arrivano a 309 km/h e scendono a 145 km/h in soli 96 metri. Per riuscirci i piloti frenano per 1,62 secondi esercitando un carico di 137 kg sul pedale del freno ed affrontando una decelerazione di 5,6 g.

Per quanto riguarda il fronte pneumatici, Pirelli ha nominato C2, C3 e C4 quali rispettivamente P Zero White hard, P Zero Yellow medium e P Zero Red soft. Si tratta delle stesse mescole che nel primo gp in Bahrain hanno consentito un’ampia varietà di strategie.

La nomination è uguale a quella dell’ultima gara disputata a Imola, quasi sei mesi fa, con la differenza che quest’anno la struttura dei pneumatici è cambiata per offrire una maggiore durabilità e consentire l’utilizzo di pressioni più basse a vantaggio di una maggiore resistenza all’overheating. Nel 2020 sul circuito di Imola si disputò un’unica sessione di prove libere da 90 minuti, mentre quest’anno le tre sessioni di prove libere dureranno un’ora ciascuna.

Le tre mescole scelte consentono molte alternative a livello di strategie e si adattano al meglio sia alle caratteristiche del circuito di Imola sia alle diverse condizioni meteo tipiche della primavera, con la stagione europea che inizia un po’ prima rispetto agli ultimi anni.

1920 tc preview it 2021 it 2
F1, con Pirelli e Brembo alla scoperta del Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna 2

MARIO ISOLA – RESPONSABILE F1 E CAR RACING

Archiviata la prima gara in Bahrain, a Imola portiamo le stesse mescole anche se il circuito ha caratteristiche molto diverse. In questo appuntamento Pirelli sarà title sponsor in rappresentanza del ‘Made in Italy’ e del suo prestigio in tutto il mondo. Anche se l’ultima gara su questo tracciato si è disputata meno di sei mesi fa, le condizioni meteo questa volta potrebbero essere un po’ diverse. Una delle altre novità è rappresentata anche dalla costruzione dei pneumatici, diversa rispetto al 2020. Così come lo scorso anno, pensiamo che i Team possano orientarsi verso una strategia a una sosta, anche a causa del tempo necessario per percorrere la pit lane e per la difficoltà a compiere sorpassi. Nel 2020 la safety car ha influito pesantemente sulla strategia, quindi per la prima gara europea della stagione ci sono senz’altro delle incognite”.

PRESSIONI MINIME AL VIA (slick): 21.0 psi (anteriore) 19.0 psi (posteriore)

EOS CAMBER LIMIT: -3.50° (anteriore) | -2.00° (posteriore)

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.