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Spa 2021, Pier Guidi e quella dimenticata Ferrari che vince

Credits Photo: Danilo Russo

Quella di domenica scorsa doveva essere una recensione, un report della 24 Ore di Spa, il secondo – forse – più importante evento Endurance dell’anno. Eppure, il popolo ferrarista non ha sentito abbastanza questa vittoria capitanata dal nostro Pier Guidi. Una vittoria che sa molto di “notti magiche”. Non è vero che in Italia esiste solo il calcio, non è vero che in Italia esiste solo Valentino Rossi ma è vero che in Italia, l’unica Ferrari che si segue è quella della Formula 1.

Chiamatela come volete, ma quella di domenica è stata la rappresentazione plateale di come la Ferrari vinca e sia ancora un marchio d’eccellenza. Al vertice, una 488 nata con i piedi legati da un Balance Of Performances molto poco propenso a sostenere la crescita della squadra di Maranello. Tuttavia, il Cavallino Rampante brucia nel cuore dei tifosi come ha bruciato nel cuore della madre di Francesco Baracca quando consegnò l’insegna dell’aereo del caduto figlio a Enzo Ferrari.

Alessandro Pier Guidi è, invece, il condottiero di un destriero sfortunato ma scalpitante. Certo, molti – pensando a “idolo della Ferrari” – non potranno pensare ad altro se non a Charles Leclerc. Il vanziniano predestinato è certo una figura di riferimento per la squadra di Maranello ma, tuttavia, non è l’unico eroe del volante. Immedesimiamoci, per un momento, nell’equipaggio Iron Lynx. Alessandro Pier Guidi conduce la 488 dei colleghi Ledogar e Nielsen alla vittoria. Nielsen attacca i rivali sul rettilineo d’arrivo sfruttando un doppiato come boa e passando non uno ma ben due piloti in volata sull’Eau Rouge.

Pier Guidi, da canto suo, scartavetra la fiancata della Huracan di Bortolotti, altro golden driver del GT, al termine del Raidillion quando la visibilità inizia a calare e la stanchezza con essa. Un errore di calcolo porta Pier Guidi a compiere un giro sulle slick quando la pioggia è torrenziale. Mancano 18 minuti al termine di una gara dominata.

Un rientro ai box che significa solo guai per il team piacentino. Pier Guidi ritorna in pista molto distante dal leader assoluto, Dries Vanthoor. Nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere una ripresa di gara post safety – car come quella di domenica. Le colline belga vedono una pioggia torrenziale venire sferzata dalla velocità di una 488 GT3 pilotata da un esuberante Pier Guidi. Il pilota italiano vuole il primo posto tenuto in ballo per quasi metà della prova e mai l’avrebbe perso a 10 minuti dal termine.

L’ufficiale Audi ed eroe di casa davanti al pilota in nero e bianco si fa sempre più vicino e, con un sorpasso mirabolante all’esterno al termine del Blanchimont a oltre 200 km/h, è la Ferrari Iron Lynx a comparire per prima al traguardo.

Sono passati ben 17 anni dall’ultima vittoria di Ferrari a Spa. Era il 2004 e l’italianissimo team BMS portava la sua 550 Maranello alla vittoria davanti ad una folla basita. La storia si è ripetuta, ancora una volta, in un anno che, per l’Italia dello sport, è straordinario.

Spa si tinge di rosso, Spa è tricolore, Spa è terra di grandi campioni ed è terra di Ferrari. Una Ferrari che c’è, che fa sognare e che vince.

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