I primi due giorni in pista a Zandvoort hanno visto molte interruzioni, il che significa che i team hanno ancora molte incognite per pianificare le loro strategie di gara.
Quali sono le probabili strategie per i top team?
Ci sono due strategie ben definite per i top team, dopo che sono stati costretti a qualificarsi con la mescola più morbida a Zandvoort. percorsi chiari per quelli in testa al campo, dopo che sono stati costretti a qualificarsi sulla mescola morbida nei Paesi Bassi. Spesso abbiamo visto Red Bull e Mercedes montare le medie in Q2, ma i distacchi molto contenuti col resto del gruppo e la pista in continua evoluzione, non gli avrebbero permesso di passare agevolmente alla fase successiva della qualifica.
Ecco allora la scelta di usare le soft, mescola con cui dovranno affrontare il primo stint di gara. Una buona gestione della gomma può prolungare il primo stint per oltre 30 giri e consentire il passaggio alle medie per la seconda parte di gara, ma c’è il rischio di un forte decadimento negli ultimi giri del primo stint che annullerebbe di fatto il vantaggio accumulato.
L’altra opzione riguarda una minore gestione della gomma e una sosta attorno al 25-30 giro. Da li in avanti il ritmo potrebbe essere più lento, ma non ci sarebbero preoccupazioni per il degrado della gomma più dura nella parte finale della gara senza che i piloti debbano affrontare una terza sosta.
Bisogna tenere in considerazione anche che a Zandvoort i sorpassi sono difficili, quindi i primi punteranno ad ogni costo ad una strategia ad una sola fermata ed ignorando eventuali tentativi di undercut da chi sta dietro.

Il resto della top 10
Come Max Verstappen e i piloti Mercedes davanti, il resto di coloro che hanno raggiunto la Q3 lo hanno fatto usando le soft. È probabile che anche tutti gli altri rimarranno su una singola sosta anche se c’è un’altra opzione che possono valutare per uscire dal traffico e provare qualcosa di diverso.
Una strategia a due soste eviterebbe di montare la gomma più dura e consentirebbe ad una gara tutta d’attacco. Un primo stint aggressivo di circa 20 giri con la gomma morbida sarebbe poi seguito da un stint intermedio su gomma media, aprendo le possibilità ad una seconda sosta dove i piloti potrebbero ritornare alle soft.
Tra le tante variabili i team devono tenere presente l’incognita Safety Car che potrebbe influenzare in maniera determinante le strategie a due soste, poichè la perdita di tempo in pitlane in condizioni di bandiera verde è di circa 26 secondi, che scendono a 17 sotto il regime di Safety Car o VSC.

Quali sono le opzioni per la seconda metà del gruppo?
Con tutta la top ten che parte con gomme morbide, la scelta più ovvia per il resto del gruppo. in grado di scegliere tra le mescole, sono le medie. Molto semplicemente, è l’unica opportunità per provare qualcosa di diverso rispetto e fornisce una finestra più ampia in termini di strategia ad una sosta.
Mentre partire con le soft o medie potrebbe essere una leggera sfida, fare la strategia inversa è più facile perchè la mescola più dura può gestire meglio l’elevato carico di benzina all’inizio della gara, con la morbida che verrebbe montata a serbatoi più vuoti e con la pista più pulita e gommata, fornendo prestazioni maggiori.
Se il primo stint sulle medie si rivela impegnativo, tuttavia, è possibile una sosta anticipata per passare alle gomme dure e correre fino alla fine della gara. In entrambi i casi, partire con le medie dà anche loro più tempo rispetto alla top ten per vedere come si sta comportando la gomma morbida, visto che nelle libere dei giorni seguenti non è stato possibile per i team effettuare dei significativi long run a causa delle interruzioni delle prove libere.
Detto questo, partire con le dure non è preferibile, dato il delta del ritmo tra le dure e le morbide. Con una differenza di oltre un secondo al giro, la mescola dura lascerebbe un pilota vulnerabile a chiunque sia sulla morbida quando il gruppo è compatto, perdendo posizioni nelle fasi di apertura.
Se qualcuno ha intenzione di provare a partire sulle dure, è probabile che siano quelli in fondo schieramento senza nulla da perdere, correndo il più a lungo possibile e sperando in una Safety Car o anche in una bandiera rossa che darebbe loro un pit stop gratuito e la possibilità di saltare un certo numero di posizioni rispetto a quelli che avranno già fatto le loro soste.

Variabile meteo
Per fortuna, a differenza di Spa la scorsa settimana, non ci sono preoccupazioni per il tempo. La previsione è per condizioni calde e soleggiate, con la temperatura che sale a 22 °C o leggermente superiore.
Ciò segnerebbe le condizioni più calde che abbiamo visto finora questo fine settimana, ma è improbabile che un cambiamento così piccolo abbia un impatto importante sulle prestazioni degli pneumatici. Invece, è il vento che fornirà la sfida più grande, con raffiche possibili che possono destabilizzare un’auto. come si è visto con gli incidenti di George Russell e Nicholas Latifi.
Anche se il tempo non sembra essere un’area di preoccupazione per le squadre, si dirigono comunque verso la gara con una serie di incognite in quanto non sono stati in grado di completare delle simulazioni gara durante le prove del venerdì a causa di due bandiere rosse.
I primi segnali sono che le curve inclinate creano un profilo di usura leggermente diverso rispetto ad altre sedi, mentre la presenza di ghiaia in alcune aree ha portato alla presenza di pietrisco che finisce in pista e che potrebbe tagliare le gomme. Quindi ci sono ancora molti fattori che potrebbero avere un’influenza sulla strategia anche se il tempo si dimostra stabile.
