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La Formula 1 ha annunciato venerdì che la stagione 2022 sarà composta da ben 23 gran premi, il più alto numero di gare mai visto in una stagione, che i team e i piloti dovranno affrontare tra la metà di marzo e la metà di novembre.

Questo implicherà ai team dei ritmi di lavoro serrato ma nonostante questo tutte le squadre hanno approvato i programmi della F1 per il 2022.

L’unica voce, al momento, fuori da coro è quella di Vettel, approdato in F1 totalmente diversa da quella attuale, quando in calendario c’erano 16-17 gare e quando si potevano effettuare i test.

Per il tedesco, intervistato da Autosport, avere più gare significa rendere meno speciale la Formula 1.

“Questa è solo la mia opinione, e non vale nulla, ma penso che non dovremmo avere così tante gare e renderebbe meno speciale la Formula 1. Poi dobbiamo pensare allo staff. Noi piloti siamo privilegiati, arriviamo in pista il mercoledì sera e ripartiamo alla domenica, mentre il resto della squadra arriva il lunedì, inizia a preparare il garage e monta la monoposto. Per poi smontare tutto alla domenica e ritornare in fretta in fabbrica. Sono impegnati praticamente tutti i giorni e non hanno tempo libero per passarlo con la propria famiglia.”

Il numero di gare sempre maggiore, unito alle tanto odiate triple header, vale a dire tre gare in tre settimane, ha già portato alcuni membri dei team a scegliere di lavorare in fabbrica piuttosto che nei gran premi.

Per Vettel la ricerca crescente di gare da inserire a calendario rischi di “bruciare” anche il personale dei team

“Non sono al comando e ovviamente ci sono altri interessi, ma dobbiamo assicurarsi che le persone abbiano un giusto equilibrio tra la loro vita a casa e il tempo trascorso lontano”, ha spiegato il tedesco.

“Penso che si dovrebbe avere un numero di gare limitato, che ti consenta di mantenere inalterata la tua passione per molti anni senza costringerti ad abbandonarla dopo due o tre stagioni”.

Contro un calendario allungato c’è anche l’ex conduttore di Top Gear, Jeremy Clarkson, che senza peli sulla lingua si scaglia contro Liberty Media.

“Liberty Media si ostina a voler organizzare gare su circuiti che fanno ca*gare in stati senza alcuna cultura automobilistica, prendendo soldi dai governi locali. Bisogna assolutamente cambiare le cose, si sta mortificando lo spettacolo per ragioni di marketing ed investimenti. La Formula 1 deve tornare ad essere uno sport.

Per Jeremy la Formula 1 e Liberty Media dovrebbero smetterla di andare a correre su tracciati e Paesi dove la cultura dell’auto è praticamente assente ma solo per interessi economici. E come dargli torto.

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