Ci siamo! EICMA apre i battenti e nella prima giornata riservata a Media e operatori del settore svela numerose novità. Aprilia finalmente può mettere in passerella la più attesa, ovvero la nuova Tuareg 660. Tanto attesa, tanto acclamata e già tanto amata dopo averla presentata alla stampa nelle settimane precedenti al salone. Ora toccherà agli appassionati vedere e soprattutto toccare con mano un prodotto che fin da subito punta ad essere il nuovo riferimento del settore delle medie off-road dove fin ora l’ha fatta da padrona Yamaha con la sua Ténéré T700.

Tuareg 660 nasce dalla piattaforma che ruota attorno al motore bicilindrico 660 che equipaggia sia la stradale, con vocazione pistaiola, RS che la naked Tuono. Si tratta di un 2 cilindri frontemarcia che, con le opportune modifiche rispetto alle due sorelle più sportive, sviluppa una potenza prossima agli 80 CV ed una coppia massima di 70 Nm a 6.500 giri. La rapportatura del cambio viene rivista per dare il meglio sui terreni accidentati senza rinunciare alle lunghe trasferte anche autostradali. L’elettronica interviene per garantire quattro differenti livelli di controllo della trazione. In più gestisce anche tre livelli di intervento del freno motore, a seconda dell’utilizzo della motocicletta. La Tuareg non è dotata di una piattaforma inerziale come sui modelli di alta gamma delle marche concorrenti. Gli 80 cavalli possono essere gestiti con gli aiuti già sopra descritti. In più, per garantire maggiore sicurezza nella guida off-road, l’ABS può essere disinserito.

La ciclistica della Tuareg conta di un telaio tubolare coadiuvato da piastre in alluminio. Il compatto bicilindrico fronte marcia viene ancorato su esso con sei punti di fissaggio. Ovviamente il comparto sospensioni deve tenere conto della guida fuori dall’asfalto. Ecco allora forcelle regolabili Kayaba con steli da 43 mm che garantiscono 240 mm di escursione. Stessa misura regalata anche dal mono ammortizzatore che sfrutta un leveraggio progressivo. Un puro stile off-road le misure dei cerchi tubeless, con ruota anteriore da 21 pollici, in modo da poter montare anche coperture off-road più specialistiche, e cerchio posteriore da 18, con pneumatico da 150/70.

La moto risulta compatta nella parte centrale. Una situazione che aiuta, dato che la sella è posta comunque a 860 mm da terra. L’ergonomia, una volta saliti in sella, risulta comoda, con triangolazione sella, pedane, manubrio perfettamente bilanciata. Forse i più alti avrebbero gradito qualche cm in più tra sella e pedane, ma la moto resta comunque veramente comoda. Il cupolino alto garantisce una buona protezione e diventa elemento distintivo della vista frontale, dove sormonta il bellissimo gruppo ottico al led dalla forma originale.

La Tuareg 660 resta una moto tutto sommato leggera. La bilancia si ferma a 187 Kg a secco, arrivando a far registrare i 204 Kg in ordine di marcia. Il serbatoio contiene 18 litri e grazie ai consumi moderati si può puntare a percorrere circa 450 Km prima di dover fermarsi a rabboccare. Una vocazione turistica quindi, per la quale sono già disponibili accessori dedicati tra cui le borse laterali rigide.

Il prezzo della Tuareg 660 parte da 11.990 euro per le colorazioni base (nero/rosso e nero/giallo). Per la colorazione che invece si ispira ai modelli del passato degli anni a cavallo tra gli ’80 e i ’90 e chiamata Indaco Tagelmust, il prezzo sale a 12.690 euro.

Credito fotografico © Fabrizio Carrubba

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